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Speciale Europee Bidimedia – Tutti i sondaggi d’Europa: i paesi scandinavi, tra socialdemocrazia ed ultradestra.

Mancano pochi giorni alle Elezioni Europee di domenica; mentre in Italia è periodo di buio elettorale, andiamo a vedere cosa dicono i sondaggi negli altri paesi dell’Unione Europea al voto questa settimana. Vediamo ora i paesi scandinavi: Danimarca, Svezia e Finlandia.

I paesi della Scandinavia sono stati nel recente passato una delle culle della Socialdemocrazia, al governo per lunghi periodi. Tuttavia da qualche anno la situazione è mutata, con i partiti di Centrosinistra in crisi, il Centrodestra che è riuscito ad andare al governo in diversi casi e la forte ascesa di partiti di Estrema Destra e Sovranisti. Andiamo dunque a vedere con quale scenario si presentano Danimarca, Svezia e Finlandia al voto europeo.

Le nazione scandinave sono inoltre accomunate dal sistema di voto per le Europee. Tutte e tre usano infatti un proporzionale con preferenza singola e senza soglia di sbarramento, con collegio unico nazionale. La soglia implicita dipende pertanto dal numero di EP che si eleggono in ogni nazione.

Danimarca

A Copenhagen l’approccio alle Elezioni Europee è assai particolare: il Regno di Danimarca infatti andrà al voto per le Politiche il 5 giugno, appena 10 giorni dopo il voto continentale! E’ facile immaginare come in tali condizioni la consultazione europea risulti secondaria, ed anche i sondaggi si concentrano quasi esclusivamente sul voto nazionale.

Situazione politica

La media dei sondaggi per le Politiche evidenzia un netto incremento dei partiti del blocco di Centrosinistra-Sinistra, ed un calo di 

Centrodestra e Destra. Particolarmente evidente il crollo del Danish People’s Party (O nei sondaggi, ECR), formazione di Destra Euroscettica ed anti-islam; saldamente in testa invece i Socialdemocratici (A, S&D).

Danimarca, media dei sondaggi per le imminenti elezioni politiche.

Bene le Formazioni minori di Centrosinistra e Sinistra: Red-Green alliance (Ø, GUE/NGL), il Socialist People’s Party (F, Greens/EFA), il Danish Social Liberal Party (B, ALDE) ed i verdi di Alternativet (Å, Greens/EFA) sono stabili o in crescita. Stabile anche il Danmarks Liberale Parti (VALDE), liberal-conservatori ed agrari, principale partito di Centrodestra. Male le piccole formazioni dell’area, tra cui i più importanti sono la Liberal Alliance (I, ALDE), destra libertaria, ed il Conservative People’s Party (C, PPE). Altri di Centrodestra con percentuali inferiori al 3%.

Il blocco del Centrosinistra ha attualmente 10 punti di vantaggio e la sua vittoria appare molto probabile.

Europee e seggi

Alle Europee la Danimarca elegge solo 13 EP, pertanto solo i partiti maggiori hanno possibilità di ottenere seggi.

Rispetto ai sondaggi per le Politiche, la media delle poche rilevazioni europee mostra il solido primo posto dei Socialdemocratici. Difficile pensare che in soli 10 giorni possano esserci grandi difformità rispetto al voto parlamentare. Unica differenza rilevante, la presenza dei Sovranisti Antieuropei del People’s Movement against the EU (N, GUE/NGL): non presenti alle politiche, sono invece già all’Europarlamento con 1 EP, e, visto il trend ascendente, potrebbero replicare il successo del 2014. Si tratta di un movimento non partitico, esclusivamente anti-UE, presente fin da fine anni ’70, non assimilabile ai Sovranisti di Destra ma nemmeno propriamente di Sinistra nonostante l’affiliazione a GUE/NGL.

Riguardo ai seggi, i Socialdemocratici dovrebbero ottenerne 4, il Liberale Parti 3, il People’s Party 2 ed uno a testa per Red-Green, Socialist People’s Party, Social Liberal Party e People’s Movement against the EU. Nel complesso quindi la Danimarca è nazione favorevole a Sinistra, Centrosinistra e Liberali.

CURIOSITA‘: i veri nomi in Lingua Danese del Danmarks Liberale Parti e del Danish Social Liberal Party sono rispettivamente Venstre e Radikale Venstre, che tradotti letteralmente sarebbero “Sinistra” e “Sinistra Radicale“. I nomi non devono trarre in inganno: come abbiamo visto, si tratta di partiti liberali, addirittura di Centrodestra nel caso della Venstre. Il motivo di questa denominazione risale all’origine della politica parlamentare danese, nel XIX secolo, quando i partiti che rappresentavano gli interessi degli agrari (da cui derivano entrambi) si sedevano tradizionalmente a sinistra nell’emiciclo. Il Movimento Agrario Nordico ha quindi adottato la denominazione “Sinistra“, pur essendo sempre stata una fazione politica di tendenze liberal-conservatrici, ben lontana dalla Sinistra del resto d’Europa. Proprio per non ingenerare confusione, la denominazione in Inglese di queste formazioni si richiama all’ideologia, e non traduce il vero nome in Danese.

In calce, uno degli ultimi sondaggi danesi, nella prossima pagina vedremo invece la situazione di Svezia e Finlandia.

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