Ultima parte del sondaggio BiDiMedia di aprile: va posto embargo a gas e pertrolio russo? Quali fonti energetiche dovrebbero eventualmente sostituire gli idrocarburi russi? Andiamo a vedere come hanno risposto gli italiani.
Petrolio e gas russi: embargo o no?
L’ipotesi di bloccare l’import di gas e petrolio russo a seguito dell’invasione dell’Ucraina è stata piu volte ventilata nelle scorse settimane; si tratterebbe per molti della sanzione di gran lunga più efficace – se non l’unica possibile – per mettere in ginocchio l’economia di Mosca. Esponenti del mondo economico hanno tuttavia lanciato forti allarmi: se si sospendessero le importazioni di gas russo senza avere adeguati sostituti, si rischierebbe una crisi energetica con il pericolo di razionamenti dell’elettricità. Che si tratti o meno un allarme reale, abbiamo chiesto agli italiani se sarebbero disposti a rinunciare al gas di Putin, sia in via teorica sia in caso di crisi energetica.
Sì al blocco per metà degli italiani
Le sanzioni sugli idrocarburi russi vedono d’accordo il 50% esatto degli italiani: la maggioranza quindi non vorrebbe più il gas da Mosca. I contrari arrivano comunque al 42%, quota non indifferente di un elettorato che appare spaccato in due. Il no al gas russo è plebiscitario nei partiti di Csx – PD in primis, ma anche Verdi, +EU/AZ e IV – e nettamente maggioritario nella Sinistra; più prudenti gli elettori di FI e M5S vicini alla media totale. I contrari allo stop si concentrano a destra, in FdI e soprattutto Lega, dove sono nettamente prevalenti.
Gli italiani accetterebbero lo stesso le sanzioni a gas e petrolio russi se ciò comportasse il razionamento dell’energia per qualche tempo? In gran parte sì: solo il 4% infatti passa da un voto favorevole ad uno diverso in questo scenario; il 46% degli elettori rimane favorevole allo stop. Aumentano però i contrari, che salgono al 44%, +2 punti anche per gli indecisi. L’elettorato resta quindi spaccato in due, con le stesse tendenze politiche già viste in precedenza.
Quali energie per l’Italia del domani?
Sia in questo quesito che nel successivo, non abbiamo inserito nelle risposte possibili il ricorso alle energie rinnovabili: diamo infatti per scontato che l’incremento delle fonti green dovrà essere implementato; inoltre in base ad altre rilevazioni la maggioranza schiacciante degli elettori punterebbe su di esse, rendendo ininfluenti le altre risposte.
Vista la crisi internazionale, da dove reperire le fonti energetiche necessarie al paese? Per la maggioranza relativa degli italiani (39%), la soluzione migliore nell’immediato è il gas da paesi diversi dalla Russia, inoltre il 27% punta al risparmio energetico. Poco apprezzata la riattivazione delle centrali a carbone, mentre resta un 21% di elettori che ritiene siano irrinunciabili gli idrocarburi da Mosca. Ancora una volta i favorevoli alla Russia si concentrano nella Lega e in seconda battuta in FdI; gli elettori di Verdi e Sinistra sono invece i più propensi al risparmio energetico. Nei partiti di Csx domina il ricorso al gas di altri paesi, più differenziate le risposte degli elettori di FI, M5S e IV.
La crisi ucraina potrebbe portare ad una riapertura del dibattito sul nucleare italiano?
L’ultima domanda riguardava le fonti energetiche sul lungo periodo, abbiamo quindi introdotto un’ulteriore opzione, realizzabile solo a lungo termine: la costruzione di nuove centrali nucleari. Questa ipotesi sembra interessare un numero rilevante di italiani, dato che con il 34% diventa l’a risposta più gettonata, con la seconda scelta (il risparmio energetico) staccata di oltre 10 punti al 23%. Si tratta di una minoranza dell’elettorato, ma su un tema tanto divisivo è comunque un risultato rilevante.
Divisione politica nettissima a seconda del partito di appartenenza: l’opzione nucleare è dominante, con percentuali plebiscitarie, nei partiti del Cdx e in quelli centristi/liberali, da FdI ad Azione, posizioni molto variegate nel PD mentre nel M5S, a Sinistra e nei Verdi la possibilità di realizzare nuove centrali nucleari non suscita alcun entusiasmo.
Per il sondaggio BiDiMedia di aprile è tutto, arrivederci alle nostre prossime rilevazioni.
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