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IL GIRAMONDO- Elezioni parlamentari in Kosovo, il nodo irrisolto dei Balcani

Repubblica del Kosovo – BandieraIl Kosovo torna a far parlare di sé. I cittadini della piccola nazione balcanica  infatti tornano alle urne domenica 28 dicembre per rinnovare  i 120 membri dell’Assemblea del Kosovo, il parlamento nazionale.

Queste elezioni arrivano dopo mesi di stallo politico e rappresentano un momento cruciale per il futuro del paese. Queste infatti sono elezioni anticipate e si tengono solo dopo 10 mesi dalle precedenti elezioni, tenutosi lo scorso febbraio. Il motivo è che da febbraio ad oggi non è stato possibile formare un governo stabile: i partiti non sono riusciti a trovare un accordo per raggiungere la maggioranza necessaria in parlamento, e così si torna alle urne in un clima di incertezza e tensione.

Il primi ministro uscente, Albin Kurti è il leader del movimento Vetëvendosje, un partito di sinistra nazionalista che ha come cavalli di battaglia la lotta alla corruzione, la giustizia sociale e una linea dura nei confronti della Serbia. Kurti è una figura carismatica, ma anche molto divisiva: amato dai suoi sostenitori per la sua retorica anti-establishment e per la difesa dell’autodeterminazione del Kosovo, è criticato dall’opposizione per il suo stile autoritario e per le tensioni che ha creato con la comunità internazionale, soprattutto su temi come i rapporti con la Serbia e la gestione delle minoranze serbe nel nord del paese.

Albin Kurti, al potere dal 2021, è rimasto a capo del governo fino ad oggi, pur non riuscendo a formare una nuova maggioranza, a causa delle divisioni all’interno delle forze di opposizione, che fino ad oggi non sono riuscite a formare una maggioranza alternativa. Il maggior partito di opposizione è il  Partito Democratico del Kosovo (PDK), di centrodestra.  Storicamente uno dei partiti più forti, il PDK  ha radici nella lotta per l’indipendenza. Negli ultimi anni ha perso consenso, ma rimane un attore chiave. Il suo leader attuale è Bedri Hamza, che ha cercato di rilanciare il partito puntando su temi economici e sulla necessità di un dialogo più costruttivo con la Serbia.

L’altro principale partito dell’opposizione Lega Democratica del Kosovo (LDK), anch’essa di centrodestra,  con una lunga tradizione politica. È guidata da Lumir Abdixhiku e si propone come alternativa moderata sia a Kurti che al PDK, puntando su stabilità, integrazione europea e riforme economiche.  Ad essa si aggiunge l’Alleanza per il Futuro del Kosovo (AAK): Guidata da Ramush Haradinaj, ex primo ministro e figura storica della politica kosovara, l’AAK è un partito di centro-destra che ha spesso giocato un ruolo di ago della bilancia nelle coalizioni di governo. Haradinaj è noto per la sua linea nazionalista, ma anche per la sua disponibilità a trattare con la Serbia, seppur con cautela.  Infine c’è la Lista Serba, che rappresenta la minoranza serba in Kosovo ed è un attore fondamentale per la formazione di qualsiasi governo, dato che normalmente ottiene tutti o quasi i 10 seggi riservati alla comunità serba, che  possono fare la differenza in un Parlamento frammentato.

La campagna elettorale, come nelle elezioni precedenti, ha ruotato attorno al rapporto con la Serbia, che rimane il tema più scottante. Kurti ha adottato una linea molto dura, con misure come il divieto dell’uso del dinaro serbo e la richiesta di riconoscimento dell’indipendenza del Kosovo da parte di Belgrado. L’opposizione, invece, accusa Kurti di aver esasperato le tensioni, danneggiando l’economia e isolando il paese a livello internazionale. La questione dei comuni a maggioranza serba nel nord del Kosovo, dove la tensione è costante, è al centro del dibattito.

Altro argomento di discussione è l’altissima disoccupazione, soprattutto giovanile, mentre la corruzione rimane un problema endemico. I partiti si accusano a vicenda di non aver fatto abbastanza per attrarre investimenti e migliorare le condizioni di vita. Kurti promette riforme radicali, mentre PDK e LDK puntano su una maggiore stabilità e su politiche più pragmatiche per attrarre capitali stranieri. Tutti i partiti dichiarano inoltre di voler portare il Kosovo nell’Unione Europea, ma le strade proposte sono diverse. Mentre Kurti insiste sulla necessità di resistere alle pressioni internazionali e di non fare concessioni alla Serbia, gli altri partiti sostengono che un approccio più dialogante potrebbe accelerare il processo di adesione. Anche la gestione delle minoranze, in particolare quella serba, è un tema delicato. La Lista Serba chiede maggiore autonomia per i comuni a maggioranza serba, mentre i partiti albanesi sono divisi tra chi, come Kurti, vuole un controllo più centralizzato e chi, come LDK e PDK, è aperto a forme di decentramento.

Le elezioni si svolgono in un clima di sfiducia diffusa verso la classe politica. L’affluenza alle urne è stata in calo negli ultimi anni, e molti kosovari, soprattutto i giovani, sono delusi dalla politica e tentati dall’emigrazione. La campagna elettorale è stata segnata da toni aspri, con accuse reciproche di corruzione, incompetenza e tradimento degli interessi nazionali. Dopo mesi di stallo e crisi istituzionale, gli elettori sono stanchi dell’instabilità. La capacità di formare un governo duraturo sarà un elemento chiave nella scelta degli elettori, che potrebbero premiare chi offre garanzie di stabilità o, al contrario, chi promette un cambiamento radicale.

 

 

IL SISTEMA POLITICO-ELETTORALE

Emblem of Kosovo

Il Kosovo è un territorio conteso riconosciuto da 109 su 193 (56%) Stati membri delle Nazioni Unite come stato indipendente “de facto” tuttavia situato “de jure”  all’interno della Serbia. Istituzionalmente è una repubblica democratica parlamentare multipartitica. Il presidente della  repubblica (Presidenti) è il capo dello stato e il Primo Ministro (Kryeministri) è il capo del governo.

Il potere esecutivo è esercitato dal governo (Qeveria), presieduto dal Primo Ministro. Il potere legislativo è attribuito sia al potere esecutivo che al parlamento monocamerale,  l’Assemblea del Kosovo (Kuvendi). La magistratura è indipendente dal potere esecutivo e legislativo.  L’attuale primo ministro è Albin Kurti, in carica dal 2021.

Il presidente della repubblica è eletto dal parlamento con voto segreto ogni 5 anni. L’elezione richiede la maggioranza dei due terzi dei parlamentari. Se dopo le prime due votazioni nessun candidato è stato eletto, dalla terza votazione in poi basta la maggioranza assoluta. Il mandato è rinnovabile solo una volta.  Il Primo Ministro è nominato dal Presidente e approvato dal parlamento. L’attuale Presidente è Vjosa Osmani, in carica dal 2021.

L’Assemblea del Kosovo è formata da 120 deputati, eletti ogni 4 anni. 100 di questi sono eletti con sistema proporzionale con voto di preferenza, con sbarramento nazionale al 5%.  I rimanenti venti solo destinati alle minoranze etnico-linguistiche presenti nel paese, allocate come segue: 10 per la minoranza serba, 4 per le minoranze zingare (romanì, ashkali e egiziani), 3 per la minoranza bosniaca, 2 per quella turca, e 1 per quella dei Gorani.

 

Nelle prossime pagine, la storia politica del paese, i gli sviluppi politici recenti, i principali partiti politici e gli ultimi sondaggi.

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