La Presidente del Consiglio ha dichiarato che per i referendum si recherà ai seggi, ma che non ritirerà le schede. Così facendo contribuerebbe anche lei al quorum?
Non esattamente. Le casistiche del voto per più referendum sono 4. Andiamo a vederle:
Quella più “lineare” è l’elettore che vota per tutti i referendum, prendendo tutte le schede (5, per questa tornata), votandole tutte e riponendole nelle diverse urne. In questo caso l’elettore viene conteggiato nell’affluenza per tutti e 5 i referendum;
L’elettore può scegliere di votare solo per alcuni referendum. Richiede solo le schede dei referendum a cui sceglie di votare, non toccando le altre, appone il segno sulla sua scelta e poi le inserisce nelle urne. In questo caso viene conteggiato come votante per i referendum per i quali ha partecipato e astenuto per quelle per i quali non ha votato;
L’elettore arriva ai seggi, riceve le schede dal componente della sezione e, dopo averle toccate, dichiara di non voler votare. In questo caso viene contato come votante, quindi partecipante al quorum, per le schede che ha preso in mano che a loro volta vengono contate come annullate. Se l’elettore vuole, ha la possibilità di lasciare una dichiarazione all’interno del verbale (questa è una possibilità che comunque hanno tutti gli elettori);
Una volta arrivato ai seggi, l’elettore dichiara di non voler votare e non tocca nessuna delle schede. In questo caso è come se l’elettore non si fosse mai presentato ai seggi, quindi verrà contato tra gli astenuti.
Quest’ultima casistica è quella a cui fa riferimento Meloni. E’ evidente che si tratta di una questione più politica che elettorale, un espediente che già è stato utilizzato nella Prima Repubblica e che è stata ripresa da Beppe Grillo nei suoi primi anni di impegno politico come protesta nei confronti del sistema politico.
In sintesi, la soluzione di Meloni di recarsi ai seggi, ma di non ritirare le schede è paragonabile ad entrare in un bar, salutare e non comprare nulla. Alla fine non si concorre alla crescita del locale, ma “ci si è fatti vedere”. Come già scritto è decisamente un legittimo espediente politico, ma che non ha alcun effetto sul quorum dei referendum.
Vi ricordiamo che si vota in tutta Italia domenica 8 giugno dalle 7 alle 23 e lunedì 9 giugno dalle 7 alle 15.
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