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Elezioni Comunali Parma 2022 – 05 Aprile: testa a testa nel 1° turno, Guerra (CSX) favorito al ballottaggio

La rilevazione BiDiMedia del 5 Aprile, condotta tra gli elettori del comune di Parma in vista delle Amministrative del prossimo 12 Giugno, mette in evidenza due aspetti principali: il voto, nonostante la moltitudine di candidati e liste, è decisamente polarizzato tra i due candidati delle coalizioni principali e Michele Guerra, l’aspirante sindaco frutto dell’accordo tra buona parte del Centro-Sinistra ed Effetto Parma, è il favorito per la vittoria.

Andando in ordine, a livello politico il Partito Democratico si conferma abbondantemente primo partito in città, con il 27,7%, in crescita rispetto al 26% della nostra precedente rilevazione condotta il 13 Novembre 2021.

Continua la lotta tra Lega e Fratelli d’Italia per la seconda piazza. Questa volta, contrariamente alle volte precedenti, è Fratelli d’Italia a primeggiare con il 18,2% contro il 17,8% della Lega di Salvini. Da notare, comunque, come ambo le formazioni siano in crescita rispetto allo scorso novembre. Seguono il Movimento 5 Stelle all’8,3%, Azione/Più Europa al 6,3%, Forza Italia al 4,8%, e tutte le altre liste minori, in un generale calo, ad ulteriore testimonianza della polarizzazione in atto con l’avvicinarsi delle elezioni. Di contro, cresce il numero di elettori che non si rispecchia in nessuno dei partiti sondati, ora al 7,2%.

Ma veniamo alle intenzioni di voto per il candidato sindaco. Come accennato in precedenza, Michele Guerra è in testa con il 40,8% dei consensi, segue Pietro Vignali con il 38,1%, ad oltre 2,5 punti di distacco. Tutti gli altri candidati, messi assieme, raggiungono il 21,1%.

L’affluenza prevista è attorno al 53%, in linea con le ultime elezioni. Gli indecisi, ovviamente, sono ancora tanti: complessivamente il 30% dei parmigiani non ha ancora deciso chi o se votare.

 

Seguono, più staccati, gli altri contendenti. In terza posizione c’è Dario Costi al 6,1%, con una civica centrista appoggiata da larghe fette di elettorato riconducibile ai partiti liberali. Fuoriuscito dalla coalizione di Centrodestra è Giampaolo Lavagetto con la sua Parma 2032 al 3%. I diversi candidati di Centro-Sinistra o di Sinistra, come Roberta Roberti, Enrico Ottolini, Michela Canova e Andrea Bui, raggiungono complessivamente il 10,2%. Infine, fuori dai classici schemi, Marco Adorni per l’Altra Parma con lo 0,7% e Gaetano Vilnò di Italexit con l’1,1%.

A livello di partiti, anche nelle intenzioni di voto per le comunali, primeggia il PD con il 20,4%, seguono Lega e Fdi, poco sotto il 15%. Le liste del sindaco di Guerra e Vignali raggiungono un complessivo 9,6%, mentre Effetto Parma “solo” l’8,7%. Nel precedente sondaggio in cui BiDiMedia ha rilevato le intenzioni di voto a livello comunale (14 Giugno 2021), Effetto Parma era al 14,8%. Questa differenza può essere sintomo della normalizzazione degli schieramenti parmigiani, in cui si affrontano un centrosinistra ed un centro destra quasi classici.

Al di là del singolo valore dei partiti, soggetto ad un margine d’errore relativamente alto per via delle dinamiche del voto comunale, è da notare come sia la coalizione di Centrosinistra che quella di Centrodestra prendano più voti rispetto ai rispettivi candidati. Al contrario Dario Costi ha un consenso personale del 6,1% mentre il suo partito raggiunge solo il 5,2%. In piccolo, tutto questo avviene anche per Lavagetto (rispettivamente 3% il candidato e 2,6% la lista). Questo fenomeno potrebbe derivare, almeno in parte, da un elettorato centrista che tende a preferire liste del Centrosinistra (Onda, Italia Viva/PSI soprattutto) e Centrodestra (Forza Italia) ma al tempo stesso sceglie di votare due candidati civici fuori dalle classiche coalizioni.

Questo aspetto, secondo la nostra esperienza, dovrebbe man mano affievolirsi. La direzione (verso le liste o verso i civici) sarà decisa essenzialmente dalle ultime settimane di campagna elettorale.

Ma al di là tutto ciò, la cosa che appare evidente al sondaggio è la maggior capacità di Michele Guerra di aggregare il consenso al ballottaggio. Al netto dei “non so”, che comunque rappresentano un quarto degli elettori del primo turno, Guerra vincerebbe il secondo turno con il 55% dei voti contro il 45% dell’ex sindaco Vignali. L’affluenza stimata è del 48%.

Sono due aspetti, secondo la rilevazione BiDiMedia, a fare la differenza tra i due contendenti:

Michele Guerra riesce a portare più facilmente il suo elettorato al voto anche al II turno (93%) mentre Vignali ha più difficoltà (85%). Questo potrebbe essere dovuto, oltre che dalla cronica ritrosia degli elettori di centrodestra di tornare alle urne al ballottaggio, anche alla disaffezione di alcuni di essi al candidato Vignali, votato in prima battuta più per fedeltà al simbolo di partito che per convinzione.

Pietro Vignali riesce a convincere la maggioranza relativa solo degli elettori di Lavagetto (12%), Vilnò (24%) ed in minima parte Adorni (4%), mentre Guerra è preferito dagli elettori di Canova (24%), Ottolini (23%), Roberti (20%). Da segnalare anche il sostanziale pareggio tra gli elettori di Costi: il 7% preferisce Guerra, l’8% Vignali.

Come si può vedere dallo schema, attualmente gli astenuti o indecisi sono maggioranza in tutti i candidati fuori dai due principali. Questo è un fenomeno piuttosto normale, prima del 1° turno: gli elettori tendono a non tradire il proprio candidato quando ancora i giochi sono aperti.

Un aspetto molto importante del sondaggio è la risposta alla domanda “secondo lei chi sarà il prossimo sindaco di Parma?”. Ben il 38,1% degli elettori ha infatti indicato Michele Guerra, in maniera abbastanza trasversale con ovvie punte nel Centrosinistra. Al contrario Vignali è scelto solo dal 20,3%, segno che buona parte del suo elettorato non lo crede favorito e si rifugia in un generico non so o addirittura crede che vincerà Michele Guerra.

Si tratta di un dato di cui tener conto, anche in campagna elettorale, dato che, generalmente, gli indecisi degli ultimi giorni tendono sempre a votare per il candidato apparentemente favorito.

 

 

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