Se diverse delle sfide più sentite delle amministrative 2026 si sono chiuse già al primo turno, ne restano alcune di interesse rilevante, tra cui 8 capoluoghi tra ballottaggi e primo turno in Sardegna. Iniziamo proprio dai comuni a capo delle province: 6 ballottaggi e 2 primi turni sardi.
Arezzo
In Toscana il Campo Largo ha riconquistato Pistoia, ma il secondo obiettivo del 2026 appare complicato. Nella città aretina, infatti, Marcello Comanducci, candidato del Centrodestra, ha mostrato un solido apprezzamento arrivando al primo posto con il 43% la settimana scorsa. Le opposizioni restano invece divise: nessun apparentamento per Marco Donati, ex segretario cittadino del PD di area renziana candidatosi contro il suo ex partito con una serie di liste civiche d’area e Azione. Vincenzo Ceccarelli del Campo Largo, secondo e staccato di quasi 12 punti, avrebbe a tutti i costi bisogno dei voti di Donati per sperare di impensierire Comanducci, ma risulta un’operazione assai difficoltosa. Il Centrodestra appare favorito per la riconferma ad Arezzo.
Lecco
Il capoluogo manzoniano sta per tornare al Centrodestra dopo 16 anni di amministrazioni PD-Csx? Il sindaco uscente Gattinoni è chiamato a un nuovo miracolo dopo il ballottaggio in rimonta del 2020, vinto per una manciata di voti. Anche quest’anno è infatti arrivato dietro al primo turno, sopravanzato da Filippo Boscagli 48,6 a 42,5 %, con circa 1400 voti di scarto, margine non indifferente per una cittadina delle dimensioni di Lecco. L’impresa appare improba: il possibile ago della bilancia, il candidato civico centrista di Orizzonte Lecco Mauro Fumagalli (5% al primo turno), non si è infatti schierato lasciando “libertà di voto”; stessa posizione per Giovanni Colombo di Patto per il Nord (1,7%) mentre Francesca Losi, candidata al primo turno per Il Partito Popolare del Nord (1,9%), ha dato indicazione di voto per Boscagli. Il Centrodestra è dunque favorito e potrebbe essere il primo pick-up dei ballottaggi; non possiamo però escludere sorprese come 6 anni fa.
Macerata
Nell’unico capoluogo marchigiano al voto domenica e lunedì prossimi il favorito d’obbligo è Sandro Parcaroli per il Centrodestra, che ha mancato la riconferma al primo turno davvero per una manciata di voti: 49,96% il dato che lo costringe al ballottaggio, avendo il TAR dichiarato inammissibile il ricorso del Centrodestra. Al sindaco uscente basterà mantenere i suoi circa 10.000 voti per prevalere sul candidato del Campo Largo Gianluca Tittarelli che si è fermato al 41,95%. Il centrosinistra, che deve recuperare 1.600 voti, ha siglato lunedì l’apparentamento con Marco Sigona, che, come candidato a sindaco, aveva ottenuto il 3,48% al primo turno con la propria lista Officina delle Idee. Non scontato per Tittarelli raccogliere i voti del terzopolista Mattia Orioli, anch’esso al 3% la settimana scorsa. Parcaroli decisamente favorito ma decisiva l’affluenza: se gli elettori del Centrodestra risultassero troppo distratti per andare compatti alle urne, la vittoria di Parcaroli potrebbe essere messa in dubbio.
Chieti
Nel capoluogo abruzzese l’ex senatore PD e commissario per la ricostruzione post-sisma Giovanni Legnini (Csx) ha sfiorato la vittoria al primo turno con il 47% ed è nettamente favorito per il ballottaggio. Lo sfidante del Cdx Cristiano Sicari (27%) infatti, pur potendo in teoria attingere al 16% di Colantonio presentatosi con Lega e UDC, ha preso meno voti delle liste e non sembra in grado di impensierire Legnini. Il Centrosinistra dovrebbe riuscire a tenere per la seconda volta il capoluogo teatino.
Trani
Saltato il chiacchierato apparentemente tra Guarriello (Cdx, al ballottaggio con il 30%) e Marinaro (Civico, terzo con il 20% al primo turno), il Centrosinistra pugliese tira un sospiro di sollievo non indifferente. La sfida del secondo turno per Marco Galiano, arrivato in testa con il 40,7% alla prima votazione, appare ora un po’ meno in salita. Galiano spera di conquistare almeno parte dei voti di Marinaro – che fa riferimento a una parte della giunta di Csx uscente ed è Presidente del Consiglio Comunale per la maggioranza – e del candidato M5S Branà. Anche se i ballottaggi al meridione sono spesso forieri di sorprese e ribaltoni, il fatto che Galiano al primo turno abbia ottenuto più voti personali del rivale di Cdx Guarriello (circa 600 voti più delle liste per Galiano, 250 per Guarriello) è un ulteriore dato che fa propendere per una conferma del Centrosinistra a Trani, in una sfida comunque non scontata.
Agrigento
È stata una delle sorprese del primo turno: nella città dei templi era favorito il Centrodestra che è però stato travolto dal voto disgiunto; ora il ribaltone al ballottaggio appare possibile se non addirittura probabile. I numeri della settimana scorsa sono piuttosto particolari. Il candidato favorito Gerlando “Dino” Alonge sostenuto da FI, FDI, UDC e altre liste locali, si è fermato al 34,8% dei voti, nonostante le liste a suo sostegno abbiano ottenuto circa il 58%: oltre 20 punti di disgiunto negativo e 6000 voti meno delle liste, un dato record. Alonge accede al ballottaggio addirittura come secondo, perché come candidato sindaco è stato sopravanzato da Michele Sodano, sostenuto da PD, Casa Riformista e Controcorrente, la formazione civica siciliana di Ismaele La Vardera. Sodano ha sfiorato la vittoria al primo turno con il 39,1% (in Sicilia basta il 40% per evitare il ballottaggio). Alonge paga sicuramente le divisioni nell’amministrazione uscente del Cdx, con Lega, NM e altre sigle che hanno sostenuto Luigi Gentile (14,11%). In queste due settimane ci sono state diverse manovre per ricucire il Cdx, proponendo la riconferma di tutti gli assessori uscenti e quindi dell’intera maggioranza, ma è anche arrivata la spaccatura con il civico Di Rosa (12% al primo turno) che aveva prima appoggiato Alonge in cambio della poltrona da vicesindaco, per poi rompere fragorosamente ritirando l’alleanza con annessa coda polemica. Con un simile voto disgiunto negativo appare veramente difficile ipotizzare un recupero di Alonge su Sodano. Si tratterebbe di un pick-up a favore del Csx, che potrebbe così compensare la possibile perdita di Lecco. In caso di vittoria di Sodano si configurerebbe ad Agrigento una “anatra zoppa”: avendo le liste a sostegno di Alonge superato il 50% dei voti validi, non ci sarà premio di maggioranza e i seggi in consiglio comunale saranno assegnati con proporzionale puro, togliendo a Sodano la maggioranza. La politica siciliana ci ha però abituato ad esiti originali, una soluzione non è impossibile.
Capoluoghi sardi: Tempio Pausania e Sanluri
Si vota domenica e lunedì anche per il primo turno in alcuni comuni della Sardegna, tra cui due capoluoghi di provincia. Bisogna doverosamente premettere che non si tratta di grandi città né di centri maggiori. Usando una citazione letterario-cinematografica, alle province sarde piace cambiare: la storia delle suddivisioni amministrative sarde negli ultimi decenni è alquanto intricata, l’attuale assetto vede diverse piccole province senza vere città al loro interno. Troviamo così le province di Gallura Nord-Est Sardegna con capoluogo Tempio Pausania (assieme ad Olbia) e Medio Campidano con capoluogo Sanluri (con Villacidro). Tempio P. e Sanluri, che si accingono a votare, sono due paesi rispettivamente di circa 12.000 e 8.000 abitanti, per cui è difficile avere indicazioni precise.
A Tempio il sindaco uscente Gianni Addis (Centrodestra) cerca la riconferma con la sua civica Tradizione e Futuro. A sfidarlo un altro ex sindaco di Centrodestra, Andrea Biancareddu, di cui Addis fu il vice e successore quando Addis fu eletto in Regione (2019). Inoltre, si presentano Romeo Fridiani per il Csx, a sua volta già sindaco tra il 2010 ed il 2015, Gianna Masu con una civica e infine Fabrizio Carta come civico di area Csx-Sx. Quest’ultimo è l’unico candidato ad aver presentato più di una lista, cosa che potrebbe mostrare una certa forza. La situazione è comunque molto intricata e in sostanza impronosticabile.
Poco decifrabile anche la sfida di Sanluri, per quanto più lineare essendoci solo 2 candidati. A correre per il Cdx è il primo cittadino uscente, Alberto Urpi: a suo sostegno si sono presentate due liste, Sanluri Civica e Progetto Sanluri. Il sindaco avrà un’unica sfidante: si tratta di Cinzia Fenu, che a sua volta è supportata da due liste chiamate S’innova Sanluri e Stai a Sanluri Stato. Trattandosi di un paese di 8000 abitanti, dominano le dinamiche locali e la forza dei singoli candidati; impossibile fare una previsione senza conoscere a fondo la realtà di Sanluri.
Piccola nota tecnica: Sanluri e Tempio Pausania sono comuni sotto i 15.000 abitanti, ma essendo capoluoghi di provincia vengono considerati a livello elettorale come se fossero comuni superiori. Ecco perché i candidati possono presentare più di una lista; inoltre è possibile che si vada al ballottaggio, almeno a Tempio. A Sanluri, con soli 2 candidati, la sfida sarà necessariamente subito risolta.
Le principali sfide nei comuni superiori non capoluogo
Se al ballottaggio votano pochi capoluoghi, ci sono diverse sfide interessanti in altri comuni superiori. In Lombardia spiccano Vigevano e Legnano, che sono anche il primo e il secondo comune non capoluogo più popoloso al voto. Nel centro dell’Alto Milanese parte avanti il sindaco uscente di Csx Lorenzo Radice, forte di un buon consenso mostrato al primo turno, contro lo sfidante di Cdx Mario Almici. Radice sembra favorito in una sfida rilevante per il Cdx, che mirava a riconquistare una delle sue roccaforti anche per compensare un pessimo primo turno nel milanese. Nel quasi capoluogo della Lomellina la situazione è complessa. Il Csx parte avanti con Rossella Buratti (34%) grazie alle divisioni tra il Cdx, che qui alle politiche ottiene oltre il 60% dei consensi. La debacle della Lega ha portato al ballottaggio Paolo Massara sostenuto dalla sola FI (24%) che è probabilmente ora il favorito vista la forza del Cdx nell’area. Ma il tema politico prevalente è cosa faranno gli elettori che hanno preferito il candidato vannacciano Furio Suvilla (14%): i suoi voti confluiranno sul moderato Massara? Il forzista potrebbe prevalere a prescindere grazie ai voti di Lega e FDI (21%), ma si tratta forse del principale test politico interessante a livello nazionale.
In Veneto il principale comune al ballottaggio è Castelfranco Veneto (TV). Qui il Cdx ha chiuso in testa il primo turno con Luca Pozzobon (40%) ed è favorito, ma la sfida si è accesa grazie all’apparentamento della sfidante di Csx Maria Ghimenton (28%) con il candidato civico Daniele Manente giunto terzo e forte del 26% al primo turno. In teoria se i voti di Manente confluissero su Ghimenton, il Csx potrebbe prevalere, ma gli elettori spesso non seguono le indicazioni di voto. Basterà l’apparentamento a mettere in dubbio la vittoria di Pozzobon?
In Toscana si rivota a Viareggio, terzo comune non capoluogo più popoloso al voto. Finita l’era Del Ghingaro, il Cdx cerca il colpaccio nel centro della riviera lucchese, ma non sarà semplice. Il primo turno è finito con Sara Grilli del Cdx al 34%, Federica Maineri per il Csx al 30% e Maria Lina Marcucci con una serie di civiche di area centrista al 27,5%. Sinistra radicale al 5% con Paolo Annale. Nessun apparentamento, anche se Annale ha espresso sostegno per Maineri: ballottaggio assai incerto.
Nel Lazio situazione interessante a Santa Marinella (Roma). Qui è avanti il Cdx con Damiano Gasparri (32%), al secondo posto è arrivato di un soffio il civico Alessio Manuelli che ha battuto il candidato di Csx Emanuele Minghella 27 a 25 per cento in una sfida che vedeva ben 6 candidati sindaco e coalizioni nazionali completamente frammentate. In genere quando un civico va al ballottaggio contro i partiti tradizionali è favorito, grazie alla maggior attrattività nei confronti degli elettori esclusi dal II turno. Anche a Santa Marinella potrebbe essere questo l’esito finale: Manuelli parte favorito. A Genzano di Roma, l’altro comune della città metropolitana della Capitale al ballottaggio, sfida classica tra Cdx e Csx, dall’esito incerto.
In Campania sono più numerosi i comuni al voto al secondo turno. Qui il Cdx continua a faticare ormai da diversi anni e potrebbe perdere ora anche due sue roccaforti tradizionali come Cava de’ Tirreni e Somma Vesuviana. A Cava il Cdx con Raffaele Giordano (44%) parte nettamente avanti rispetto al civico Luigi Petrone (22%) che ha estromesso per 2 punti il candidato del Campo Largo Giancarlo Accarino. Tuttavia, Giordano soffre di disgiunto negativo mentre Petrone ha ottenuto 2400 voti più delle liste a suo sostegno, oltre 1/3 dei suoi consensi totali, e potrà con ogni probabilità contare sull’afflusso di suffragi dai candidati esclusi. Con questo scenario, il recupero di Petrone non è per nulla impossibile, ballottaggio in bilico. A Somma, II turno classico Csx contro Cdx con la candidata del Campo Largo Silvia Svanera nettamente favorita, sia perché avanti 47-41 per cento al primo turno, sia per il forte disgiunto negativo subito dal rivale Antonio Granato.
Infine, andiamo in Puglia per il ballottaggio di Molfetta. Dopo l’esclusione del Cdx ufficiale al primo turno, si sfidano Manuel Minervini per il Campo Largo (44,5%) contro Pietro Mastrapasqua (36%), candidato con esperienze sia nel Cdx che nel Csx e sostenuto a questo giro da una variegata coalizione di liste civiche che coprono tutto l’arco politico. Minervini, espressione di Rifondazione Comunista, ha mostrato ottimo apprezzamento al primo turno mentre Mastrapasqua ha subito disgiunto negativo; tuttavia la presenza dei voti del Cdx “liberi” (19%) non fa stare del tutto tranquillo il candidato del Campo Largo: a Molfetta ci sono stati già in passato vincitori con disgiunto negativo al primo turno.
Appuntamento dunque a lunedì 8 giugno, quando alle ore 15.00 chiuderanno i seggi e inizierà lo spoglio.
Lorenzo Regiroli