Domenica 1° febbraio i cittadini della Costa Rica sono chiamati alle urne per eleggere il loro presidente e rinnovare i 57 membri dell’Assemblea Nazionale, il parlamento monocamerale del paese. Il presidente uscente, Rodrigo Chaves, non può essere rieletto costituzionalmente per un secondo mandato consecutivo.
A differenza delle elezioni precedenti la campagna elettorale non ha avuto il clima festoso che un tempo caratterizzava il Paese. Molti elettori sembrano stanchi, cauti e concentrati sulla sicurezza pubblica. Quattro anni fa, quando i costaricani si recarono alle urne, gli elettori erano preoccupati per questioni economiche come il costo della vita e la disoccupazione. Solo il 4% riteneva che la sicurezza fosse il problema principale del Paese. Quest’anno, invece, la sicurezza è predominante, con il 40% degli elettori che la indica come la questione principale del Paese. Negli ultimi quattro anni, la criminalità organizzata ha rafforzato la sua presenza in Costa Rica, rendendo il Paese un importante punto di traffico di cocaina. Il presidente Rodrigo Chaves si è impegnato per arginare la violenza attraverso iniziative di cooperazione internazionale, riforme della polizia e monitoraggio dei porti. Con oltre 800 omicidi il 2025 è stato il terzo anno più violeno in assoluto nella storia della Costa Rica subito dopo il 2023 e il 2024.
La favorita per queste elezioni presidenziali è Laura Fernández del Partito Popolare Sovrano (PPSO), ex capo di gabinetto di Chaves che ha prestato servizio in diverse amministrazioni presidenziali. Si impegna a proseguire il suo programma di centro-destra con un approccio duro contro la criminalità e un’enfasi sulla creazione di posti di lavoro. La posta in gioco è più grande di una semplice questione di personalità. Se Fernández vincesse e il movimento al potere si assicurasse un controllo significativo del Congresso, potrebbe rimodellare l’equilibrio tra l’esecutivo e le istituzioni di controllo.
I sostenitori la definiscono un’opportunità per rompere l’impasse e accelerare i tempi. I critici avvertono che potrebbe indebolire i sistemi di controllo e di equilibrio che a lungo hanno reso la Costa Rica un’eccezione nella regione. Il governo di Chaves ha deciso di seguire l’approccio di Nayib Bukele il presidente-dittarore di El Salvador. Il 14 gennaio, Bukele si è unito a Chaves in Costa Rica per l’inaugurazione simbolica del carcere di massima sicurezza CACCO, un progetto da 35 milioni di dollari pensato per circa 5.100 detenuti.
Diversi candidati e giornalisti descrivono timori di intimidazione, soprattutto online, e un clima più duro nei confronti delle critiche al governo. Chaves ha denunciato un presunto “complotto” contro di lui, su cui le autorità hanno aperto un’indagine, incriminando alcuni attivisti dell’opposizione critici verso il governo.
Laura Fernández non è l’unica ex dirigente del governo Chaves in corsa. Anche Álvaro Ramos del Partito di Liberazione Nazionale (PLN), che ha diretto i sistemi previdenziale e pensionistico , si candida. Nello schieramento di centro-sinistra, tra i candidati figurano il deputato nazionale Ariel Robles del Frente Amplio (FA) e l’ex First Lady Claudia Dobles della Partito di Azione Cittadina (pAC). All’estrema destra abbiamo invece il cantante evangelico Fabricio Alvarado del Partito della Nuova Repubblica(PNR) si candida per la terza volta alla presidenza, mentre la destra liberale propone la candidatura di Natalia Díaz Quintana, che si candida per il partito da lei fondato “Unidos Podemos”.
Si prevede un’astensione elevata, riflesso del disincanto verso la politica tradizionale e della frammentazione del sistema partitico. Anche nel pacifica Costa Rica quindi, come in vari altri paesi dell’America Latina, l’aumento della criminalità (in gran parte legato al fenomeno dell’immigrazione clandestina) e l’utilizzo spregiudicato dei social, potrebbe permettere all’estrema destra di andare al potere, mettendo a rischio la tradizione liberale e democratica del paese.
IL SISTEMA POLITICO-ELETTORALE
La Costa Rica è una repubblica democratica rappresentativa presidenziale , con un sistema multipartitico . Il potere esecutivo è esercitato dal presidente e dal suo gabinetto, e il presidente della Costa Rica è sia capo di stato che capo di governo . Il potere legislativo è conferito all’Assemblea legislativa .La magistratura opera indipendentemente dall’esecutivo e dal legislativo, ma è coinvolta nel processo politico. La Costa Rica ha un forte sistema di pesi e contrappesi costituzionali.
Il presidente è eletto direttamente a suffragio universale ogni 4 anni. Un presidente può essere rieletto per un secondo mandato solo almeno due legislature dopo la fine del primo.. Se nessun candidato ottiene più del 40% dei voti viene effettuato un secondo turno di ballottaggio tra i due candidati più votati al primo turno.
L’Assemblea legislativa ha 57 deputati, eletti con sistema proporzionale su base provinciale.
Il Democracy Index dell’Economist Intelligence Unit classifica il Guatemala come una “democrazia completa” al livello di paesi tipo Gran Bretagna, Austria, Maurizio e Estonia.
Nelle prossime pagine, la storia politica del paese, i risultati elettorali recenti, i principali partiti politici ed i candidati alla presidenza.
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