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IL GIRAMONDO – Elezioni in Ghana, la “stella brillante” della democrazia africana

LA STORIA POLITICA

 

Fino al 1956 il Ghana era un possedimento coloniale britannico, comprendente la Costa d’Oro e i territori circostanti. Nel 1925 la Costa d’Oro aveva ottenuto una costituzione coloniale che le aveva permesso di avere un proprio parlamento locale, seppur con poteri limitati. Nel 1946, grazie ad un emendamento costituzionale, il parlamento della Costa d’Oro era stato il primo in Africa formato in maggioranza da rappresentanti delle etnie locali. Nel dopoguerra si formarono vari movimenti nazionalisti di sinistra che puntavano alla completa indipendenza del paese. Il maggiore di questi era il Partito della Convenzione del Popolo (CPP) guidato da Kwame Nkrumah.

Le elezioni del 1951, le prime a suffragio universale diretto, furono dominate dal CPP che ottenne il 91,3% dei voti. Nkrumah, che era stato arrestato  l’anno prima per aver organizzato uno sciopero illegale, fu scarcerato e il governatore britannico fu costretto a nominarlo capo del governo della Costa d’Oro. Una volta al governo Nkrumah collaborò con le autorità coloniali britanniche per investire i proventi della produzione di cacao per la costruzione di infrastrutture e per migliorare il sistema sanitario e scolastico.

Nelle elezioni del 1954 e in quelle del 1956 il CPP, pur perdendo voti, mantenne la maggioranza assoluta in parlamento.  Forte della sua popolarità Nkrumah nel 1956 fece approvare dal parlamento una risoluzione che chiedeva l’indipendenza del paese, all’interno del Commonwealth Britannico.  Il governo di Londra accettò la proposta e il 18 settembre 1957  la Costa d’Oro, l’Ashanti, i Territori del Nord e il Togo Britannico si univano nel Dominion del Ghana. Nkrumah fu nominato Primo Ministro del nuovo stato dal Governatore Generale, rappresentante della Regina Elisabetta II.  Nel 1960, a seguito del risultato di un referendum popolare, Kkrumah proclamò  l’uscita del Ghana dal Commonwealth e la creazione della Repubblica del Ghana, di tipo presidenziale. La carica di Primo Ministro fu quindi abolita e Nkrumah fu eletto nello stesso anno presidente della neonata repubblica con l’89% dei voti.

L’ideologia socialista di Nkrumah portò ben presto il Ghana nell’orbita dell’Unione Sovietica.  Nel 1961 Nkrumah visito l’URSS e la Cina maoista. I paesi comunisti dell’Europa dell’Est sostituirono la Gran Bretagna negli investimenti per lo sviluppo del paese. Nel 1964 il Ghana fu trasformato in uno stato socialista a partito unico e nelle elezioni dell’anno successivo il CPP ottenne quindi tutti i seggi del parlamento.  L’economia del paese venne centralizzata e gestita tramite piani quinquennali decisi dal governo. Nkrumah decise di dare notevole sviluppo all’educazione secondaria e terziaria del paese, in modo da formare una classe dirigente locale autosufficiente.  L’opposizione da parte dei capi tribali fu duramente repressa.  All’estero Nkrumah fu uno dei maggiori del Movimento Pan-Africano, per unire i popoli dell’Africa e liberarli sia dal colonialismo tradizionale che dal neo-colonialismo, attraverso cui le vecchie potenze coloniale continuavano a sfruttare le risorse del continente.

Nkrumah appoggiò i vari movimenti di liberazione nazionale dei paesi africani, spesso di ideologia marxista, armati e finanziati dall’URSS e dagli altri paesi comunisti. Secondo la CIA in Ghana venivano addestrati (anche con l’appoggio della Repubblica Popolare Cinese)  vari movimenti armati attivi in Rhodesia, Angola, Mozambico, Niger e Congo.  Nkrumah cercò anche di creare un’unione federale con Guinea e Mali, come punto di partenza dei futuri Stati Uniti d’Africa.

Nel frattempo però la situazione economica cominciava a deteriorarsi e con essa il supporto per il regime di Nkrumah. L’assenza di una opposizione politica, di una stampa e una magistratura indipendenti, fece prosperare la corruzione. la discesa dei prezzi del cacao ridusse le entrate del governo  e fece esplodere il debito pubblico a cui corrispose un aumento impetuoso dell’inflazione e quindi dei prezzi  Nel 1966 approfittando di un viaggio di Nkrumah nel Vietnam del Nord,  un colpo di stato militare rovescio il suo governo, installando al potere un Consiglio di Liberazione Nazionale, guidato dal generale dell’esercito.  E’ probabile che il colpo di stato sia stato organizzato con il supporto della CIA e dei servizi segreti britannici, tuttavia ad oggi non è emerso nessun documento che lo provi con certezza. La giunta militare nominò un’assemblea costituente con l’incarico di scrivere una nuova costituzione e promise di indire elezioni libere e democratiche.

Le elezioni parlamentari del 1969 videro la vittoria del Partito del Progresso, di ispirazione economicamente liberale e filo-occidentale, ma legato ai capi tribali del nord del paese. Il leader del partito, Kofi Abrefa Busia divenne primo ministro nel 1970 un vecchio avversario di Nkrumah, Edward Akufo-Addo, fu nominato presidente.  Le prime misure adottate dal nuovo governo furono l’espulsione in massa dei lavoratori immigrati, per liberare posti di lavoro per la popolazione locale, che tuttavia danneggiò significativamente l’economia del paese, mentre il debito pubblico continuava ad aumentare. un programma di tagli alla spesa pubblica e aumento delle tasse proposto dal governo fu avversato dai militari, che nel 1972 misero in atto un altro colpo di stato guidato dal generale Ignatius Kutu Acheampong. Il potere fu assunto dal Consiglio di Redenzione Nazionale (poi trasformato nel Consiglio Militare Supremo) che avrebbe guidato il paese nei 7 anni successivi.  Nel 1978 Achempong, a causa della cattiva gestione dell’economia, fu deposto dai suoi stessi commilitoni e nuovo capo della giunta militare divenne il generale Fred Akuffo, il quale promise di indire libere elezioni l’anno successivo.

Nel maggio 1979 poche settimane prima delle elezioni un gruppo di giovani ufficiali , guidati dal tenente di volo Jerry John Rawlings rovesciò la giunta militare, facendo fucilare sia Akuffo che Acheampong, in quello che fu il più cruento colpo di stato nella storia del paese.  Il potere fu affidato al Consiglio Rivoluzionario delle Forze Armate, con a capo lo stesso Rawlings.

Nonostante il colpo di stato le elezioni si tennero lo stesso. Presidente fu eletto l’ex diplomatico Hilla Limann, del Partito Nazionale del Popolo (PNP).  Il PNP,  che si ispirava alla dottrina socialista Pan-Africanista di Nkrumah, vinse anche le elezioni parlamentari. La pessima situazione economica  e le crescenti tensioni sociali resero presto impopolare il  governo di Hilla, che nel 1981 fu deposto da un nuovo colpo di stato organizzato da Rawlings.  La costituzione fu sospesa, il parlamento fu sciolto e il governo fu affidato al Consiglio Provvisorio di Difesa Nazionale.

Ben presto fu chiaro che le intenzioni di Rawlings non erano  di rendere il potere ad un governo civile ma  di instaurare un regime partito unico,  con la motivazione che  un sistema democratico multipartitico sarebbe degenerato nel tribalismo e avrebbe portato solo corruzione, inefficienza e spreco di denaro pubblico per motivi elettorali.  Grazie ad un efficiente programma di riforme economiche e all’efficienza e alla stabilità del suo regime,  in pochi anni Rawlings riuscì a rimettere in sesto l’economia del paese. In quegli anni il Ghana si avvicinò politicamente all’URSS,  mentre Rawlings instaurava una stretta alleanza politica con la Libia di Gheddafi.

Dopo il 1989, con la fine dei regimi comunisti suo alleati, Rawlings fu costretto a cedere alle pressioni internazionali per riportare il paese alla democrazia. fu varata una nuova costituzione e nel 1992 si tennero libere elezioni.  Rawlings fu eletto presidente e il suo partito, il Congresso Nazionale Democratico (NDC, socialdemocratici) ottenne la maggioranza assoluta dei seggi in parlamento sconfiggendo il nuovo Partito Patriottico (NPP, liberalconservatori).  NDC e NPP sono rimasti i due partiti principali del paese fino ad oggi.

Nel 1996 Rawlings for confermato per un secondo mandato presidenziale, sconfiggendo John Kufuor, leader dell’NPP.  Nel 2000, non potendosi costituzionalmente candidare per un terzo mandato, Rawlings accettò di ritirarsi pacificamente. Il suo partito nominò alla presidenza il vice di Rawlings, John Atta-Mills, che fu sconfitto da Juhn Kufuor. Atta-Mills e Rawlings accettarono la sconfitta e per la prima volta nel Ghana si ebbe un cambio di governo pacifico a seguito di libere elezioni. Le elezioni del 2004 videro ancora una volta fronteggiarsi Kufour e Atta-Mills e la riconferma di Kufour alla presidenza.

Nel 2008 Kufour accettò di farsi da parte dopo due mandati. I candidati alle elezioni presidenziali furono Nana Akufo-Addo, figlio dell’ex presidente Edward Akufo-Addo per l’NPP e John Atta-Mills, che si presentava per la terza volta, per l’NDC. Le elezioni furono vinte al ballottaggio da Atta-Mills per un soffio, con il 50,2% dei voti e Nana Akufo-Addo riconobbe la sconfitta senza contestare la regolarità del voto. L’ottima gestione delle elezioni dal 2008 da parte della Commissione Elettorale del Ghana divenne un esempio di riferimento negli anni successivi per gli altri paesi africani.

Nel luglio 2012 Atta-Mills mori a causa di una malattia e nuovo presidente fu nominato il suo vice, John Mahama, il quale vinse le elezioni presidenziali del 2012, dove l’NPP aveva candidato per la seconda volta Nana Akufo-Addo. Nel 2016  si sono ancora una volta confrontati John Mahama e Nana Akufo-Addo e questa volta è stato il candidato del centrodestra a prevalere. Nelle elezioni del 2020 Mahama e Akufo-Addo si sfidano quindi per la terza volta consecutiva.

 

 

 

Nelle prossime pagine,  i risultati elettorali recenti, i principali partiti politici ed i candidati alla presidenza.

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