il Granducato di Lussemburgo fu creato dal Congresso di Vienna sotto la sovranità di Guglielmo Orange-Nassau, re del Paesi Bassi, il quale, nel 1830, emanò una costituzione che sanciva l’autonomia amministrativa del piccolo paese; questo, però, almeno formalmente, continuò a far parte della Confederazione germanica fino al 1866. Nel 1831 passò in unione personale con il Belgio a Leopoldo I di Sassonia-Coburgo, divenendo un granducato indipendente nel 1839, quando cedette più di metà del suo territorio al Belgio, guadagnando però un’ancor maggiore autonomia e tornando ad avere come proprio sovrano Guglielmo I. Anche se l’autonomia del Lussemburgo venne riconosciuta, non venne però firmato alcun documento ufficiale sino al 1867. Il Re dei Paesi Bassi era anche Granduca del Lussemburgo ma Guglielmo III dei Paesi Bassi, asceso al trono nel 1849, aveva solo una figlia femmina, Guglielmina, e il Lussemburgo seguiva storicamente la Legge Salica, che non permetteva alle donne di ascendere a quel trono, il che significa che alla morte di Guglielmo III le due corone si sarebbero separate. nel 1867 fu quindi firmato un trattato con i Paesi Bassi che riconosceva la piena indipendenza del Lussemburgo e nel 1890, alla morte di Guglielmo III, sua figlia Gugliemina divenne regina dei Paesi Bass e Adolfo di Nassau-Weilburg divenne Granduca del Lussemburgo.
La camera dei deputati attuale risale al 1868, ma nei primi decenni della sua esistenza il Granduca continuò ad avere nelle proprie mani sia il potere legislative che quello esecutivo. Fino al 1918 non esistevano partiti ufficialmente riconosciuti e i deputati venivano eletti come indipendenti.
Nel 1914 all’inizio della prima guerra mondiale il Lussemburgo fu occupato dalle truppe tedesche. Mentre il governo manteneva ufficialmente la sua neutralità nonostante l’occupazione tedesca, la popolazione simpatizzava con le forze dell’Intesa e di conseguenza molti lussemburghesi si unirono all’esercito francese. La neutralità politica mantenuta dal governo durante l’occupazione fu causa di dissenso e disordini; L’occupazione tedesca del Lussemburgo causò un diffuso sentimento anti-tedesco e la monarchia fu accusata di collaborare con la Germania. Di conseguenza Maria Adelaide, granduchessa del Lussemburgo, abdicò in favore della sorella Carlotta.
Nel 1918 si tennero le elezioni per una assemblea costituente per modificare la costituzione lussemburghese in senso più democratico alle quali parteciparono per la prima volta i partiti politici. La maggiore forza politica del paese risultò essere il Partito della Destra (conservatore), seguito dal Partito Socialista e dalla Lega Liberale. Nei mesi successivi il Lussemburgo fu sconvolto da una serie di rivolte popolari anti-monarchiche e da una ribellione comunista, soffocate dalla gendarmeria con l’aiuto dell’esercito francese. L’anno successivo, nel 1919, si tenne un referendum in cui il pubblico votò a favore del mantenimento della monarchia, appoggiata dal Partito della Destra, a sua volta legato alla Chiesa cattolica.
Tra il 1918 e il 1945 il principale partito del paese rimase il “Partito della Destra”, ad eccezione delle elezioni del 1928, quando la prima formazione politica fu il Partito dei Lavoratori, successore del Partito Socialista. Il governo fu quasi sempre guidato da un esponente del Partito della Destra (ad eccezione del periodo 1925-1926), in coalizione prima con il Partito Radicale Liberale (successore della Lega Liberale) e poi dal 1937 in poi in governi di “larga coalizione” con i socialisti guidato da Pierre Dupong, che sarebbe rimasto a capo del governo fino al 1953.
A livello internazionale, il periodo tra le due guerre fu caratterizzato dal tentativo di rafforzare l’indipendenza del Lussemburgo. Nel 1920 il Lussemburgo divenne membro della Società delle Nazioni . Sul piano economico negli anni ’20 e ’30 il settore agricolo decadde a favore dell’industria e del settore dei servizi. Negli anni ’30 la situazione politica peggiorò a causa della crisi economica e alla crescita in Europa di formazioni estremiste di destra e di sinistra. Il governo, per contrastare il crescente movimento comunista nelle aree industriali, si avvicinò inizialmente alla Germania nazista, fino al 1937, quando i socialisti entrarono al governo.
Allo scoppio della seconda guerra, il governo lussemburghese rimase neutrale ma nel maggio 1940, il paese fu invaso delle forze armate tedesche, che costrinsero il governo e la granduchessa Charlotte a fuggire in esilio in Canada. Il Lussemburgo rimase sotto l’occupazione militare tedesca fino all’agosto 1942, quando la Germania nazista lo annesse formalmente nel Terzo Reich come parte della provincia del Moselland. Nel settembre 1944 buona parte del Lussemburgo, compresa la capitale, fu liberata dalle forze armate USA, anche se nel nord del paese i combattimenti continuarono fino al febbraio del 1945.
Dopo la seconda guerra mondiale , il Lussemburgo abbandonò la sua politica di neutralità , diventando uno dei membri fondatori della NATO e delle Nazioni Unite . Nel 1948 fu creato il BeNeLux, l’unione economica tra Lussumburgo, Belgio e Paesi Bassi. Nel 1952 fu tra i fondatori della Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio (CECA) che sarebbe poi nel 1957 diventata la Comunità Economica Europea (CEE). I partiti del paese nel frattempo erano stati rifondati. Al Partito della Destra successe il Partito Popolare Cristiano Sociale (CSV), al Partito Radicale Liberale il Gruppo Patriottico e Democratico (PDG) (che nel 1959 sarebbe poi diventato il Partito Democratico) e al Partito dei Lavoratori il Partito Operaio Socialista Lussemburghese (LSAP). Nei decenni successivi fino al 1974 il governo fu sempre guidato da un esponente del CSV, a volte in coalizione con i socialisti del LSAP e altre volte in coalizione con i liberali del Partito Democratico.
Negli anni 60′ iniziò ad acquisire importanza il settore finanziario del paese. Nel 1964 la granduchessa Charlotte abdicò in favore del figlio Jean.
Negli anni ’70 la crisi del settore metallurgico portò il paese sull’orlo della recessione. Alle elezioni del 1974 il CSV, pur rimanendo il maggior partito del parlamento, fu mandato all’opposizione da una coalizione tra DP e LSAP, guidata dal liberale Gaston Thorn, primo capo di governo non conservatore del paese. Il Comitato di coordinamento tripartito, composto da membri del governo, rappresentanti del management e dirigenti sindacali, riuscì a prevenire grandi disordini sociali in quegli anni, creando così il mito di un “modello Lussemburgo” caratterizzato dalla pace sociale. Nel 1979 i conservatori tornarono al potere con il primo ministro Pierre Werner, a capo di una coalizione con i liberali. Le elezioni del 1984 videro una netta crescita dei socialisti, il che portò alla creazione di una nuova coalizione di governo CSV-LSAP guidata dal conservatore Jacques Santer. Nel 1995 Santer divenne presidente della Commissione Europea e il suo posto fu preso dal suo compagno di partito Jean-Claude Juncker, che continuò l’alleanza con i socialisti. Santer dovette dimettersi dalla guida della UE nel marzo 1999 per accuse di corruzione. Lo stesso anno, dopo elezioni politiche che avevano visto una nella sconfitta dei socialisti, Juncker formò una nuova coalizione di governo con i liberali del DP. Il 1999 fu anche l’anno in cui il Lussemburgo aderì all’area valutaria dell’euro. Nel 2000 il granduca Jean abdicò in favore del figlio Henri. Negli anni successivi il Lussemburgo raggiunse un PIL pro capite tra i più alti al mondo grazie principalmente alla forza del suo settore finanziario. Nel 2004, dopo elezioni in cui i liberali del DP erano pesantemente arretrati, Juncker formò un nuovo governo in coalizione con i socialisti. Nel 2013 Juncker dovette dimettersi a seguito di uno scandalo dei servizi segreti, portando il paese ad elezioni anticipate. Le elezioni videro una netta sconfitta della CSV, che scese da 26 a 23 seggi, e un avanzata del DP che salì da 9 a 13. Dal momento che sia i liberali che i socialisti non volevano tornare al governo con i conservatori, crearono una coalizione di governo tripartita comprendente DP, LSAS e il partito dei Verdi. Nuovo primo ministro fu nominato il liberale Xavier Bettel, uno dei primi capi di governo al mondo apertamente gay. La nuova coalizione di governo, denominata “Gambia”, dai colori della bandiera di quel paese (blu, rosso e verde) è poi stata riconfermata alle elezioni del 2018, permettendo a Bettel di essere confermato per un secondo mandato.
Nelle prossime pagine, gli sviluppi politici recenti, gli ultimi risultati elettorali e i principali partiti politici.
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