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Il Giramondo – Elezioni nelle Isole Samoa: chi sarà il successore di Fiamē Naomi Mataʻafa, la prima donna capo di governo del paese?

Flag of Samoa

Il prossimo 29 agosto si terrano le elezioni a Samoa  per determinare la composizione del 18° Parlamento. Le elezioni erano inizialmente previste per il 2026,  ma la prima ministra Fiamē Naomi Mataʻafa ha indetto elezioni anticipate dopo che il parlamento lo scorso 27 maggio ha bocciato il bilancio del governo.

Le ultime elezioni, tenutesi nel 2021  hanno portato una svolta storica nella politica samoana, dato che hanno visto la sconfitta del Partito per la Protezione dei Diritti Umani (HRPP), un partito conservatore, legato ai capi tribali locali, che era stato al potere per oltre 40 anni, da quando era stato fondato nel 1979 e soprattutto quella del primo ministro Tuilaʻepa Saʻilele Malielegaoi, che guidava il paese da 23 anni. Tale elezioni hanno sancito la vittoria del partito Faʻatuatua i le Atua Samoa ua Tasi (FAST), un partito anti-corruzione fondato l’anno precedente da esponenti dell’opposizione e da fuoriusciti dell’HRPP.

Le elezioni del 2021 si erano concluse con un pareggio tra l’HRPP e il FAST, con entrambi i partiti che avevano ottenuto 25 seggi. Un indipendente, Tuala Iosefo Ponifasio , aveva vinto un seggio, diventando l’ago della bilancia del parlamento locale.  Ponifasio decise di unirsi al FAST, mettendo quindi in minoranza il governo uscente dell’HRPP.   Tuttavia la Commissione Elettorale dichiarò che non era stata raggiunta la quota minima di rappresentanza femminile nel parlamento e nominò una parlamentare un più, Aliʻimalemanu Alofa Tuuau dell’HRPP, con conseguente blocco del parlamento. Ci furono un paio di mesi di grave crisi politica, con il governo uscente dell’HRPP che rifiutava di lasciare il posto a quello del FAST, richieste di elezioni anticipate e barricate dentro e fuori il parlamento, fino a che la Corte d’Appello non dichiarò legittimo il nuovo governo del FAST, guidato da Fiamē Naomi Mataʻafa, permettendole di diventare la prima donna a capo del governo del paese.

Il nuovo governo è andato avanti fino al gennaio di quest’ anno, quando uno scandato di corruzione ha coinvolto il presidente del FAST, che è stato espulso dal governo assieme ad altri 3 ministri. Il gruppo dirigente del FAST per ritorsione ha deciso di espellere la prima ministra Mata’afa e altri quattro ministri dal partito.  Il FAST si è quindi spaccato e la fazione facente capo a Polataivao nel maggio scorso ha votato assieme all’HRPP per bocciare il bilancio nazionale, costringendo il governo alle dimissioni e il capo dello stato ad indire elezioni anticipate. I  20 parlamentari rimasti fedeli a Mata’afa hanno quindi abbandotato il FAST e fondato  il Samoa Uniting Party (SUP).

Il ritorno alla stabilità politica dopo gli ultimi 4 anni turbolenti è stato quindi uno dei temi principali della campagna elettorale, in particolare da parte dell’HRPP. Altri problemi affrontati sono la crisi energetica e i frequenti blackout che hanno un impatto significativo sull’economia. Per quanto riguarda la spesa sociale, i partiti hanno fatto a gara a chi prometteva più sussidi alle famiglie, ai poveri e agli anziani. Anche ka gestione delle risorse ambientali e la partecipazione agli accordi internazionali sul clima sono stati temi rilevanti, considerando che Samoa è tra i paesi più vulnerabili al cambiamento climatico. La possibilità di estendere il diritto di voto ai samoani all’estero è stato un tema ricorrente, soprattutto dopo che la diaspora ha avuto un ruolo chiave nelle elezioni del 2021. Per quanto riguarda la politica estera, infine mentre il governo uscente ha mantenuto una linea prudente nei confronti degli investimenti stranieri, soprattutto cinesi, cercando di bilanciare i rapporti con Australia, Nuova Zelanda e Stati Uniti, l’HRPP si è dimostrato più aperto agli investimenti esteri, soprattutto dalla Cina.

 

 

IL SISTEMA POLITICO-ELETTORALE

Coat of arms of Samoa

Le Isole Samoa sono stato democratico rappresentativo parlamentare , in cui il Primo Ministro di Samoa è il capo del governo . Accanto al sistema politico di stampo occidentale del paese, esiste il sistema di governance e organizzazione socio-politica  chiamato faʻamatai , fondamentale per comprendere il sistema politico di Samoa.

Negli anni successive all’indipendenza del paese nel 1962, solo la popolazione indigena matai poteva votare e candidarsi alle elezioni parlamentari. Nel 1990, il sistema di voto è stato modificato dall’Electoral Amendment Act che ha introdotto il suffragio universale . Tuttavia, il diritto di candidarsi alle elezioni rimane ai matai . Pertanto, nel parlamento (Fono) , formato da 51 seggi, tutti i 49 membri samoani del parlamento sono anche matai , svolgendo il doppio ruolo di capi tradizionali e moderni membri del parlamento, ad eccezione dei due seggi riservati ai non samoani. A livello locale, gran parte delle questioni civili e penali del paese sono trattate da circa 360 consigli dei capi villaggio secondo la legge tradizionale.

Il governo nazionale (Malo) controlla generalmente l’ assemblea legislativa , in quanto è formata dal partito che controlla la maggioranza dei seggi in parlamento. Il potere esecutivo è esercitato dal governo. Il potere legislativo è conferito all’assemblea, ma il governo generalmente controlla la legislazione attraverso il suo peso numerico nel Fono . La magistratura è ufficialmente indipendente dall’esecutivo e dal legislativo.

Il capo dello stato è chiamato O le Ao o le Malo ed è una figura in gran parte cerimoniale. Viene eletto dal parlamento, che tradizionalmente sceglie un appartenente ad una delle quattro principali famiglie di capi tribali.

I 51 membri del parlamento sono eletti in collegi uninominali attraverso il sistema maggioritario uninominale a turno unico.  La legge di modifica costituzionale del 2013 prevede che almeno il 10% dei membri del parlamento siano donne. Se questa quota non venisse rispettata a seguito di un’elezione, il parlamento deve stabilire fino a cinque seggi aggiuntivi assegnati alle candidate donne non elette che hanno ottenuto la percentuale più alta di voti. Pertanto, il parlamento potrebbe avere fino a 56 membri. Per essere eleggibili, i candidati devono ufficialmente appartenere alla popolazione indigena Matai, aver raggiunto l’età di 21 anni e aver risieduto a Samoa almeno per gli ultimi tre anni.  Il voto è obbligatorio. I cittadini che non si recano a votare senza una valida giustificazione devono pagare una multa equivalente a circa 30 Euro.

 

Nelle prossime pagine, la storia politica del paese, i gli sviluppi politici recenti, i principali partiti politici e i possibili scenari post-elettorali.

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