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IL GIRAMONDO- Elezioni parlamentari in Norvegia – Svolta a sinistra in arrivo

Flag of Norway

Il prossimo 13 settembre gli elettori norvegesi si recano alle urne per rinnovare i  169 seggi della  Storting, il parlamento unicamerale del paese.  Le elezioni si tengono al termine naturale della legislatura attuale, iniziata nel 2017 (in Norvegia per legge non si possono tenere elezioni anticipate).

Nelle precedenti elezioni , tenutesi l’11 settembre 2017, il primo ministro uscente Erna Solberg del partito conservatore  Høyre ha mantenuto la carica di primo ministro dopo quattro anni al potere. Il suo governo ha ricevuto il sostegno del Partito del progresso (estrema destra)  e il sostengo esterno dei liberali e dei democristiani , che insieme si sono assicurati 88 dei 169 seggi in parlamento. L’opposizione, guidata da Jonas Gahr Støre e formata  dal partito laburista , Partito di Centro , la Sinistra Socialista , i Verdi e il Partito Rosso (estrema sinistra) ha ottenuto 81 seggi.   In complesso nove partiti sono rappresentati nel parlamento uscente.
Nel gennaio 2018 i liberali sono entrati a far parte del governo. I democristiani, dopo un aspro dibattito interno, sono entrati a far parte della maggioranza all’inizio del 2019. Nel gennaio 2020, il Partito del Progresso ha deciso di ritirarsi dal governo, tuttavia ha continuato ad appoggiare dall’esterno il governo di minoranza di Solberg formato da conservatori, liberali e democristiani.

Dopo 8 anni di potere il governo di Erna Solberg  è ormai logorato, anche a cause delle continue divisioni tra i partiti che lo appoggiano. Il voto del 14 settembre potrebbe dare al leader del partito laburista Jonas Gahr Stoere la possibilità di trovare un accordo governo  con i partiti di centrosinistra.

Ampiamente elogiato l’anno scorso per un rapido blocco del coronavirus, che ha dato alla Norvegia uno dei tassi di mortalità COVID-19 più bassi d’Europa, Solberg deve tuttavia affrontare le critiche sull’aumento delle disuguaglianze economiche e sulle impopolari riforme del settore pubblico attuate dal governo. Ad aprile il primo ministro è stato multato dalla polizia per aver infranto le regole di distanziamento sociale durante la sua festa di compleanno, danneggiando ulteriormente la sua posizione.  Sia i conservatori che la destra del Partito del Progresso sono dati in netto calo nei sondaggi. 

Facendo una campagna con lo slogan che ora è “il turno della gente comune”, il partito laburista promette sgravi fiscali per le famiglie a basso e medio reddito, la fine della privatizzazione dei servizi pubblici, più soldi per gli ospedali e un aumento delle tasse sul 20% dei redditi più alti, ma questo non gli ha impedito di scendere ulteriormente nei sondaggi rispetto ai già deludenti risultati del 2017.  Anche il Partito dei Verdi norvegese è destinato a rafforzare la sua presenza in parlamento, così come l’estrema sinistra del Partito Rosso, ed entrambi cercheranno di influenzare un eventuale governo guidato dai laburisti.

A rendere ancora più complesso il quadro politico è  la presenza nello schieramento di centrosinistra del Partito di Centro, un partito agrario, populista ed euroscettico che in passato ha fatto parte anche di governi di centrodestra.  Il Partito di Centro conta sul sostegno dell’elettorato rurale e secondo i sondaggi potrebbe raccogliere molti voti in uscita dal centrodestra.

Le elezioni potrebbero quindi aumenteranno l’influenza dei piccoli partiti euroscettici che vogliono e ridurre i legami con l’Unione Europea,  e quelli ecologisti, che vogliono vietare ulteriori prospezioni petrolifere, il che potrebbe portare a significativi cambiamenti economici nel più grande produttore di energia dell’Europa occidentale.

 

 

IL SISTEMA POLITICO-ELETTORALE

Coat of arms of Norway

La Norvegia è una monarchia costituzionale parlamentare democratica rappresentativa. Il potere esecutivo è esercitato dal Consiglio di Stato (cioè il governo), guidato dal Primo Ministro . Il potere legislativo è conferito sia al governo che al parlamento, lo Storting, eletto all’interno di un sistema multipartitico . Il potere giudiziario è indipendente dal potere esecutivo e dal potere legislativo.

In Norvegia il re ha un potere principalmente simbolico. La Casa Reale è un ramo della famiglia principesca di Glücksburg , originaria dello Schleswig-Holstein in Germania . Le funzioni del re, Harald V , sono principalmente cerimoniali, ma ha influenza come simbolo dell’unità nazionale.  Il Consiglio di Stato è formalmente convocato dal monarca regnante. Il Consiglio di Stato è composto da un Primo Ministro e dal suo Consiglio, formalmente nominati dal Re. In pratica, il monarca chiede al leader del blocco parlamentare che ha la maggioranza nello Storting di formare un governo che deve tuttavia avere la fiducia dello Storting per poter governare. Nel caso che le elezioni non portino a una chiara maggioranza per alcun partito o coalizione, il leader del partito che ha maggiori probabilità di essere in grado di formare un governo viene nominato Primo Ministro.

Lo Storting, il parlamento norvegese, unicamerale, ha 169 membri, eletti ogni quattro anni sulla base di un sistema proporzionale basato su 19 circoscrizioni. Il numero dei rappresentanti eletti da ciascuna circoscrizione è calcolato ogni otto anni e si basa sulla popolazione e sull’area della circoscrizione. 150 rappresentanti sono eletti su base proporzionale in ogni circoscrizione, mentre 19 rappresentanti, uno per ogni circoscrizione sono distribuiti sulla base del sostegno dei partiti a livello nazionale. Solo i partiti che superano la soglia del 4 per cento dei voti a livello nazionale sono inclusi nella distribuzione dei seggi nazionali.  Un partito che non supera la soglia del 4% nazionale può comunque ottenere seggi a livello circoscrizionale, dove c’è una soglia di sbarramento “di fatto” legata al numero di rappresentati eletti da ogni circoscrizione.

 

Secondo il “Democratic Index” del settimanale The Economist, la Norvegia è una cosiddetta “Democrazia completa” ed è considerato il paese più democratico del mondo, davanti a Islanda, Svezia, Nuova Zelanda e Canada.

 

Nelle prossime pagine, la storia politica del paese, i risultati delle ultime elezioni,  i principali partiti politici e gli ultimi sondaggi.

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