Domenica 5 febbraio gli elettori ciprioti sono chiamati alle urne per l’elezione del proprio presidente. L’isola è divisa in due entità separate dai tempi dell’invasione turca del 1974. Nel nord dell’Isola è stata stabilita la Repubblica Turca di Cipro del Nord (RTCN) riconosciuta solo dalla Turchia. Nel parlamento di Cipro 28 seggi sono riservati ai rappresentanti del nord dell’isola e quindi a causa della divisione dell’Isola non vengono mai assegnati. Cipro è nota per avere uno dei partiti comunisti più forti d’ Europa, l’AKEL, che è stato varie volte democraticamente al governo dell’isola e ha anche ottenuto un paio di volte la guida del governo. Cipro è una repubblica presidenziale dove il presidente è anche capo del governo, quindi le maggioranza nel parlamento non è sempre rispecchiata in quella di governo. In effetti spesso Cipro ha avuto governi di minoranza che hanno dovuto di volta fare accordi con le varie forze politiche per far approvare le loro decisioni in parlamento. Il presidente attuale è il conservatore Nicos Anastasiades del partito DISY, eletto nel 2013 e rieletto nel 2018, al quale la costituzione impedisce di candidarsi per un terzo mandato. Oltre a AKEL e DISY, gli altri principali partiti del paese sono DIKO e EDEK, due partiti nazionalisti di centro-centrosinistra che sono stati in passato i maggiori oppositori al dialogo con il governo della RTCN per trovare una soluzione federale alla riunificazione dell’isola. Negli ultimi anni è cresciuta anche l’estrema destra xenofoba e nazionalista di ELAM, i verdi del Movimento degli Ecologisti e i liberali europeisti dell’Allineamento Democratico.
Queste elezioni presidenziali vedranno un numero record di candidati, ben quattordici rispetto al precedente record di undici nel 2013. Nelle ultime elezioni presidenziali del 2018, il numero di candidati era stato nove.
Ci sono tre candidati principali: Averof Neophytou sostenuto dal DISY, partito di centrodestra, al governo, Andreas Mavroyiannis indipendente sostenuto dai comunisti di AKEL e Nikos Christodoulides indipendente (ex ministro degli esteri ed ex deputato di DISY) sostenuto dai partiti di centro/centrosinistra DIKO ed EDEK. Tutti e tre i candidati si sono impegnati a spingere per la ripresa dei colloqui di pace a Cipro, falliti nel 2017. Tra gli altri candidati c’è anche Christos Christou, leader dell’estrema destra di ELAM, contrario a qualsiasi accordo per una riunificazione in senso federale dell’isola.
IL SISTEMA POLITICO-ELETTORALE
La Repubblica di Cipro è una repubblica rappresentativa presidenziale unitaria multipartitica in cui il presidente di Cipro è sia capo di stato che capo di governo . Il potere esecutivo è esercitato dal governo. Il potere legislativo è conferito sia al governo che al parlamento (Camera dei Rappresentanti). La magistratura è indipendente dall’esecutivo e dal legislatore.
Cipro è un’isola divisa dal 1974, quando la Turchia è intervenuta a sostegno del nord in risposta a un colpo di stato militare sull’isola, appoggiato dal governo greco. Da allora, la Repubblica di Cipro riconosciuta a livello internazionale ha controllato i due terzi meridionali, e la Repubblica turca di Cipro del Nord , riconosciuta solo dalla Turchia, il terzo settentrionale. Il governo della Repubblica di Cipro ha continuato ad essere l’unica autorità riconosciuta a livello internazionale sull’isola, sebbene in pratica il suo potere si estenda solo all’area controllata dal governo. Nell’isola sono presenti anche le zone di sovranità di Akrotiri e Dhekelia, territorio britannico d’oltremare che include basi e installazioni militari, che furono mantenute dagli inglesi in base al trattato di indipendenza del 1960.
Il Presidente di Cipro è eletto direttamente utilizzando il sistema a due turni; se nessun candidato ottiene la maggioranza nel primo turno di votazioni, si tiene un ballottaggio tra i primi due candidati. Il mandato di presidente dura 5 anni ed è rinnovabile solo una volta.
Gli 80 seggi alla Camera dei Rappresentanti sono eletti in sei collegi pluriniminali. Degli 80 seggi, 56 sono eletti dai greco-ciprioti e 24 dai turco-ciprioti . Tuttavia, a causa della divisione dell’isola nel 1974, i 24 seggi turco-ciprioti non sono stati assegnati e la Camera dei rappresentanti ha avuto de facto 56 seggi dal suo allargamento negli anni ’80. A questi si aggiungono 3 seggi destinati alle minoranze religiose cristiane non ortodosse (cattolici, maroniti e armeni).Le elezioni si svolgono con un sistema proporzionale con voto di preferenza e soglia di sbarramento del 3,6% a livello nazionale. ,
Secondo il “Democratic Index” del settimanale The Economist, Cipro è una cosiddetta “Democrazia Imperfetta”, al livello di paesi tipo Belgio, Slovenia, Lettonia e Grecia.
Nelle prossime pagine, la storia politica del paese, i gli sviluppi politici recenti, i principali partiti politici e gli ultimi sondaggi.
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