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Sondaggio IPSOS, regionali Emilia-Romagna: liste Csx per la prima volta avanti, Bonaccini conduce per 2 punti

Nel giorno delle Sardine a Roma, movimento nato proprio in Emilia in vista delle regionali, IPSOS pubblica il suo primo sondaggio sulle elezioni del prossimo 26 gennaio. Il dato che emerge vede in testa Bonaccini di circa due punti, ma anche, per la prima volta tra tutte le rilevazioni finora pubblicate, le liste di Csx davanti al Cdx, seppur di un soffio.

Il governatore uscente guida con il 44,2%, contro il 42,1% della sfidante Borgonzoni. Staccatissimi tutti gli altri: il candidato del M5S (ancora ignoto), terzo, arriva ad un misero 8,4%. A confortare Bonaccini, dati molto positivi riguardo al suo gradimento: l’amministrazione uscente è apprezzata dal 73% degli emiliano-romagnoli (e quindi anche da non pochi elettori del cdx); il candidato del Csx arriva al 95% di gradimento personale tra i suoi elettori, e addirittura al 55% tra quelli della sfidante nel Cdx. Un dato estremamente allarmante per la Borgonzoni, che potrebbe vedere elettori sfilarsi per votare Bonaccini come candidato presidente.

I voti alle liste

Ma il risultato politico più impotante del sondaggio IPSOS è quello relativo alle liste. Per la prima volta da quando viene sondata la tornata regionale in Emilia-Romagna, le formazioni di Csx sono davanti a quelle di Cdx.

Si tratta di un vantaggio minimo, 43,1% contro 42,8%, eppure significativo per l’enorme recupero fatto dalla compagine che sostiene Bonaccini; alle Europee di maggio 2019 il Csx era infatti quasi 7 punti indietro rispetto all’alleanza a guida leghista.

Tale (ipotetica) rimonta è guidata non tanto dal PD, quanto dalle liste civiche e del presidente (ancora in definizione, saranno probabilmente 4: lista Bonaccini con inclusi candidati di IV e Azione, Coraggiosa-Sinistra ecologista, lista con +EU e altre formazioni minori, Volt-Verdi) che arriverebbero addirittura a superare il 20% complessivo.

La Lega potrebbe così essere prima lista, ma in netto calo rispetto alle Europee; nel resto del Cdx FdI raddoppierebbe rispetto a maggio, mentre FI è quasi scomparsa. Non un particolare successo per le eventuali civiche di Cdx, sotto il 5%.

Come per i candidati, per chi resta fuori dai due schieramenti restano solo le briciole: 8% al M5S, 3,8% per Potere al Popolo (dato comunque ragguardevole per la piccola formazione della Sx radicale), 2% per tutte le liste minori assieme.

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