ll GIRAMONDO – Uno sguardo a sondaggi ed elezioni in giro per il Mondo: Elezioni Presidenziali nella Repubblica Ceca. La minaccia populista all’Europa passa anche dal Castello di Praga
Dopo la vittoria alle elezioni di Ottobre, Andrej Babis è stato incaricato dal Presidente Zeman di formare il nuovo governo. Tuttavia con solo 78 seggi su 200, ha chiesto l’appoggio degli altri partiti per avere la fiducia del parlamento. I 4 partiti di centro e centrodestra (ODS, KDU-CSL, STAN e TOP09) hanno creato un blocco di opposizione e hanno rifiutato qualsiasi possibile patto di governo che includesse Babis come Primo Ministro.
Anche i Pirati e i Socialdemocratici si sono tirati indietro. Gli unici disposti a “tollerare” un governo Babis, sono stati i comunisti e la destra xenofoba dell’SPD.
Babis ha quindi formato il 13 Dicembre un governo di minoranza composto solo da membri di ANO 2011 e da tecnici indipendenti.
Il governo non è ancora andato in parlamento a chiedere la fiducia, sperando di raggiungere un accordo politico che gli garantisca una maggioranza, questo in attesa di sapere il risultato delle elezioni presidenziali.
I CANDIDATI
Miloš Zeman
Il presidente uscente Zeman è stato Primo Ministro dal 1998 al 2002 come leader del Partito Socialdemocratico. Dopo aver perso le elezioni presidenziali del 2003 contro il suo storico avversario, il nazionalconservatore Václav Klaus, lasciò il partito per fondare nel 2009 il Partito dei Diritti Civili (SPO, sinistra nazionalista populista), che però non ha ottenuto alcun seggio in parlamento. Eletto Presidente nel 2013 con il 54,8% dei voti al secondo turno, Zeman è stata al centro di varie controversie.
E’ stato per anni coinvolto nelle lotte interne al partito socialdemocratico, nonostante non ne facesse più parte. Ha legami con vari gruppi finanziari esteri, ha fatto spesso affermazioni discutibili contro i tedeschi, i mussulmani e gli emigranti causando anche alcune vere e proprie crisi diplomatiche. E’ stato anche accusato varie volte di diffamazione.
Uno degli aspetti più preoccupanti è comunque la sua vicinanza politica alla Russia di Vladimir Putin che lo ha portato a giustificare l’invasione dell’Est dell’Ucraina, nonché all’attuale governo di destra polacco.
Zeman appoggia il tentativo di Babis di formare il governo, si dice che non vedrebbe male un’appoggio esterno al governo da parte di SPD e un’astensione dei comunisti e sta facendo pressione sui suoi ex compagni di partito socialdemocratici affinché cambino idea.
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