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Sondaggi d’America – Oggi l’insediamento di Biden, poi il Senato decide sull’impeachment. Dopo le vittorie in Georgia, i democratici conquistano il Senato: la nostra analisi.

Torna la nostra rubrica dedicata agli USA. In questo post presentiamo l’analisi dei risultati del voto nei ballottaggi per i due posti senatoriali in Georgia e diamo qualche informazione sull’insediamento di Biden e il processo di impeachment di Trump.

Il voto in Georgia

Entrambi i candidati democratici hanno ottenuto la vittoria nel ballottaggio tenutosi il 5 gennaio, consegnando così il controllo del Senato al partito dell’asinello: infatti, con la situazione di parità 50-50, il voto decisivo sarà quello della Vice Presidente Kamala Harris. Raphael Warnock ha vinto la special election, ottenendo il 51% contro il 49% dell’uscente Loeffler, mentre Jon Ossoff ha avuto la meglio su David Perdue con il 50,6% contro il 49,4% del repubblicano. I sondaggi si sono dimostrati molto accurati in occasione dei ballottaggi, così come le nostre previsioni finali, le quali assegnavano il 50,7% a Ossoff e il 50,8% a Warnock.

Varie sono state le chiavi della vittoria dei candidati democratici. Possiamo individuarle analizzando gli exit polls e le differenze tra la sfida di Perdue ed Ossoff a novembre (con il primo al 49,7% contro il 48% del secondo) e il ballottaggio (non analizzeremo invece la sfida di Warnock a causa della natura particolare del voto di novembre, con più candidati per ogni partito). Innanzitutto la maggiore mobilitazione dell’elettorato afro-americano, il quale è stato rappresentato per il 30% nell’elettorato del ballottaggio (contro il 28% di novembre) e il miglioramento di Ossoff tra di loro: infatti è passato da un margine di 87 a 11 ad uno di 92 a 8, con uno swing pari a ben 8 punti percentuali. Anche tra i latinos (la cui rappresentanza sul totale è però passata dal 7 al 5%) Ossoff ha fatto registrare progressi, passando da una situazione di 52-43 a suo favore ad un margine ben più ampio: 64-36. Cambiamenti favorevoli ad Ossoff anche con riguardo alle aree geografiche: mentre la situazione è rimasta stabile nelle aree urbane, nei suburbs Perdue ha sì avuto la meglio ma passando da un vantaggio di 7 punti percentuali (52 a 45%) ad uno di 2 punti percentuali (51-49). Nelle aree rurali, lo swing a favore del democratico è stato di 11 punti percentuali (da 69-29 pro-Perdue a 66-37).

Andiamo ora ad analizzare, dal punto di vista geografico, il voto. Ricordiamo che David Perdue ha fatto meglio della sua collega Kelly Loeffler dello 0,4% (e lo stesso, ovviamente, vale per il democratico Warnock rispetto al suo collega di partito Ossoff). Nella mappa che segue le contee hanno una colorazione differente a seconda della differenza tra Warnock e Perdue (coloro che hanno fatto meglio dei loro colleghi) e – rispettivamente – Ossoff e Loeffler. Visto che lo scostamento è stato pro-Warnock/Perdue dello 0,4%, nella mappa abbiamo scelto di “normalizzare” le differenze, in modo da far emergere in modo maggiore le differenze tra le singole contee e la media dello stato: quindi, anche le contee in cui – ad esempio – Warnock e Perdue fanno meglio dello 0,2%, non sono colorate di verde chiaro ma con una gradazione di rosso chiaro, proprio a dimostrare lo scostamento – seppur lieve – favorevole a Ossoff/Loeffler rispetto allo stato. Notiamo come Warnock/Perdue facciano meglio nella contea di Atlanta (Fulton) e in quelle che la circondano, così come nella contea di Athens. Gradazioni di rosso più scure – invece – nelle aree rurali.

Altro confronto interessante è quello tra le sfide per il Senato e quella per il ruolo Public Service Commission, la quale ha visto la vittoria del candidato repubblicano McDonald. Quest’ultimo ha ottenuto il 50,4%, mentre Perdue e Loeffler si sono fermati – rispettivamente – al 49,4% e al 49%, con una differenza a favore di McDonald pari a 1,4 e 1 punto percentuale. Andremo ora ad analizzare le differenze nelle singole contee, applicando anche qui il metodo della normalizzazione rispetto al dato statale (infatti in sole tre contee i candidati al Senato fanno meglio di McDonald, ma le varie gradazioni di rosso sono tarate sul dato dell’intera Georgia).

 

Notiamo come nel confronto con Perdue (il più moderato – in teoria – rispetto a Loeffler), McDonald faccia meglio di Perdue nella contea di Atlanta e nei suburbs ma – allo stesso tempo – le gradazioni di verde sono più scure (sempre nelle stesse aree) nel confronto con Loeffler. Allo stesso tempo, le gradazioni di rosso (e quindi meno favorevoli a McDonald) sono più intense nel confronto con Kelly Loeffler. Nel complesso, possiamo affermare con chiarezza che il repubblicano McDonald ha fatto molto meglio dei colleghi sulla scheda elettorale ad Atlanta e nei suburbs, mentre le differenze sono state meno marcate (ma pur sempre favorevoli a McDonald) nelle aree interne e rurali dello stato.

L’insediamento di Biden e l’impeachment di Trump

Oggi pomeriggio, alle 18, si terrà l’insediamento di Joe Biden, in una Washington super blindata in seguito all’assalto al Campidoglio dello scorso 6 gennaio. Seguiremo l’insediamento in diretta, a partire dalle 17:45, sui nostri canali social. In quest’occasione parleremo degli scenari futuri e approfondiremo sulle politiche di Biden e sulla situazione attuale negli Stati Uniti, dominata dal processo di impeachment nei confronti di Donald Trump.

Infatti, dopo aver chiesto al Vice Presidente Pence di invocare il 25esimo emendamento (con il quale la maggioranza dei membri del Cabinet può rimuovere il Presidente in carica) e il rifiuto dello stesso Pence a procedervi, la Camera ha approvato il secondo impeachment nei confronti di Trump nell’arco del suo mandato, con 232 voti favorevoli, 197 contrari e 4 membri che non hanno votato (tutti repubblicani). I democratici hanno votato in maniera compatta a favore (222 sì), mentre tra i repubblicani, a fronte di 197 voti contrari, in 10 hanno votato a favore dell’impeachment. Ora la palla passa al Senato, dove saranno necessari i 2/3 per la colpevolezza (anche se oramai Trump non sarà più Presidente). In seguito ad una eventuale rimozione, Trump potrebbe essere privato della possibilità di ricandidarsi per le cariche federali. Ricordiamo come i 2/3 verranno calcolati sul totale dei votanti e non dell’intero corpo dei senatori, quindi la quota necessaria potrebbe non corrispondere a 67 senatori, nel caso in cui alcuni repubblicani decidessero di non partecipare al voto (una possibile motivazione potrebbe essere quella del Senato che non ha più competenza su un Presidente non in carica). Ad oggi, i 50 democratici sembrano compatti a favore, mentre i repubblicani Romney, Murkwoski, Collins, Toomey e Sasse dovrebbero essere i più inclini a votare a favore. Ma è comunque chiaro che molto – se non tutto – dipenderà dalla volontà di Mitch McConnell, nuovo Minority leader, il quale ha affermato che Trump ha provocato l’assalto a Capitol Hill e – secondo indiscrezioni – sarebbe pronto ad andare fino in fondo con l’impeachment.

Per oggi è tutto. Appuntamento al prossimo post.

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