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Sondaggi d’America – Le nostre previsioni per tutti gli stati chiamati al voto nelle primarie DEM

Salve amici. Cominciamo come sempre dai dati relativi alla nostra media dei sondaggi nazionali. Registriamo una crescita importante per Joe Biden (+ 1,5 punti percentuali), il quale riporta il suo vantaggio in doppia cifra. L’ex vicepresidente fa registrare il miglior incremento tra tutti i candidati. Segue Bernie Sanders, il quale mantiene comodamente la seconda posizione ma perde 6 decimi di punto percentuale. Da registrare una leggera inversione di tendenza per Elizabeth Warren: la senatrice del Massachusetts guadagna un punto percentuale. Stabile Pete Buttigieg, lontano però dalla doppia cifra, mentre Mike Bloomberg fa registrare il calo più netto tra tutti i candidati (- 1,1 punti percentuali). Continua a guadagnare Amy Klobuchar (+0,7%), la quale supera Andrew Yang e si porta in sesta posizione nella graduatoria nazionale. Più staccati Booker, Steyer e Gabbard. Nella nostra media non vedrete più il nome di Julian Castro, il quale ha deciso di ritirarsi dalla corsa per la presidenza. L’ex sindaco di San Antonio e membro dell’amministrazione Obama non è mai riuscito a guadagnare la visibilità e il consenso necessari per andare avanti nella lunga stagione delle primarie. Il suo nome però non è totalmente da scartare, in quanto potrebbe rappresentare un’ottima scelta come running mate per molti candidati. Dobbiamo registrare una forte carenza di sondaggi nel periodo delle feste e ciò va ad intaccare non soltanto la nostra media, ma soprattutto le possibilità di qualificazione al prossimo dibattito di molti candidati. Il dibattito si terrà il 14 gennaio a Des Moines (in Iowa), ma l’ultimo giorno utile per ottenere il necessario numero di sondaggi è il 10 gennaio. I candidati devono raggiungere almeno il 5% in 4 sondaggi (nazionali o relativi ai primi 4 stati) svolti da sondaggisti/giornali autorevoli. Ad oggi, Steyer è fermo a quota 2 sondaggi, mentre Yang ha solo un sondaggio, quindi entrambi sono fortemente a rischio di non partecipare al prossimo dibattito, il quale vedrà invece sicuramente la presenza di Biden, Sanders, Warren, Buttigieg e Klobuchar.

Proprio in questi giorni sono usciti i dati relativi alla raccolta fondi dei vari candidati nel quarto trimestre. In testa Sanders con 34,5 milioni di dollari, seguito da Buttigieg (24,7), Biden (22,7), Warren (21,2), Yang (16,5) e Klobuchar (11,4). Se andiamo a misurare i cambiamenti rispetto al terzo trimestre, Klobuchar fa registrare un impressionante +138%, seguita da Yang (+67%) e Biden (+45%). I primi due della graduatoria, Sanders e Buttigieg, guadagnano rispettivamente 36 e 29 punti percentuali. Warren fa registrare un calo del 14%.

Come promesso, da oggi amplieremo la portata delle nostre previsioni a tutti gli stati (più il District of Columbia e Puerto Rico) chiamati al voto nelle primarie democratiche. Abbiamo deciso di introdurre due tipi di previsioni: la prima è frutto di un modello che considera unicamente i sondaggi, mentre la seconda è frutto di un modello che considera anche altri dati.

SOLO SONDAGGI. I sondaggi considerati nella nostra media assumono un peso diverso a seconda della data di pubblicazione e del record di ogni casa sondaggistica, quindi un sondaggio più recente e svolto da un sondaggista che nel passato ha fatto molto bene avrà più peso di un sondaggio meno recente e svolto da un istituto di sondaggi che in passato non ha conseguito ottimi risultati. Per molti stati, vista la mancanza di dati, i dati della media sono relativi ad un solo sondaggio. Per gli stati che ci permettono ciò (i primi 4 e quelli più popolosi del Super Tuesday), abbiamo ristretto la media dei sondaggi ad un periodo non superiore ai 10 giorni. Consideriamo soltanto i sondaggi pubblicati da giugno in poi.

MODELLO BIDIMEDIA. I sondaggi svolti a livello di stato, se presenti e non svolti prima di giugno, vengono considerati e hanno un peso diverso a seconda del periodo in cui sono stati svolti (un sondaggio svolto a luglio avrà meno peso di uno svolto a settembre, così come quest’ultimo avrà meno peso di un sondaggio svolto a dicembre). Inoltre, andremo a considerare altri fattori, i cosiddetti “fondamentali”: l’andamento nei sondaggi nazionali, corretti a seconda della regione geografica (ad es. Biden tende a fare meglio nel Sud, Buttigieg meglio nel Midwest, Sanders meglio nell’Ovest); gli endorsements ricevuti dai singoli candidati; il fattore home-state (es. Sanders in Vermont, Klobuchar in Minnesota). Inoltre, considereremo l’influenza che i risultati nei vari stati potranno avere negli stati chiamati al voto successivamente. Ad esempio, i risultati dell’Iowa andranno ad influenzare quelli del New Hampshire, i quali influenzeranno quelli del Nevada e così via. Per comprendere meglio tale meccanismo, prendiamo il caso del New Hampshire: nel nostro modello, una parte della previsione è basata sui risultati dell’Iowa, in quanto sappiamo che nei sondaggi sul New Hampshire svolti dopo l’Iowa, alcuni candidati riceveranno un bounce ed altri no. Una volta che l’Iowa avrà votato, avremo i primi sondaggi svolti interamente dopo l’Iowa (i quali saranno in grado di misurare l’effetto del voto in Iowa sul voto in New Hampshire) ed ecco che la parte della previsione basata sui risultati dell’Iowa sarà incorporata dalla parte relativa ai sondaggi statali.

Nella prossima pagina, riporteremo i dati dei nostri modelli, cominciando da quello relativo ai soli sondaggi, con a seguito le mappe (con varie gradazioni di colore a seconda del margine in punti percentuali del candidato in testa) e le stime dei delegati attribuiti a livello statale. Non mancherà un’analisi dei dati relativi al modello Bidimedia. Buona lettura!
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