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Sondaggi d’America – Nel bel mezzo dell’indagine per l’impeachment di Trump, Warren continua a guadagnare terreno tra i dem. Domani il quarto dibattito.

Salve amici. Domani si terrà il quarto dibattito tra i candidati democratici alla presidenza. Il confronto, ospitato dalla CNN, si terrà a Westerville, Ohio e vedrà fronteggiarsi ben 12 candidati su un unico palco: Joe Biden, Elizabeth Warren, Bernie Sanders, Kamala Harris, Pete Buttigieg, Cory Booker, Andrew Yang, Beto O’Rourke, Amy Klobuchar, Julian Castro, Tulsi Gabbard e Tom Steyer. Sarà un dibattito molto importante, specialmente per i candidati che si trovano nelle posizioni più scomode: non tutti i candidati che si affronteranno martedì riusciranno infatti a qualificarsi per il prossimo dibattito, visti i requisiti sempre più stringenti.

Per partecipare al dibattito del 20 novembre in Georgia, sarà necessario avere 165.000 donatori e ottenere il 3% in almeno quattro sondaggi approvati dal DNC condotti a livello nazionale o in uno dei primi 4 stati chiamati al voto (Iowa, New Hampshire, Nevada e South Carolina). In alternativa, basterà – oltre ad avere 165.000 donatori – raggiungere il 5% in 2 sondaggi approvati nei primi 4 stati. Ad oggi, solo Biden, Warren, Sanders, Harris, Buttigieg, Booker, Yang e Steyer si sono qualificati per il dibattito. Gli altri candidati, tra cui Beto O’Rourke e Amy Klobuchar, stanno trovando difficoltà.

 

Si tratta di un momento importante per la politica americana, con la richiesta di impeachment nei confronti del Presidente Donald Trump dopo lo scoppio del cosiddetto “Ucrainagate”, con la richiesta di Trump al suo omologo ucraino di indagare su Joe Biden e suo figlio Hunter. Secondo il tracker di FiveThirtyEight, il 49,3% degli elettori sostiene l’impeachment del presidente statunitense, mentre il 43,5% si oppone.

Andando a scomporre il dato a seconda dell’appartenenza partitica, emerge come l’83,4% dei democratici sostiene la messa in stato d’accusa di Trump, mentre soltanto il 13,3% dei repubblicani la pensa allo stesso modo. Nel mezzo il dato relativo agli elettori indipendenti, il cui 44,4% è a favore dell’impeachment del tycoon.

 

Come arrivano i vari candidati al dibattito di martedì? Il quadro della situazione che emerge dalla nostra media dei sondaggi svolti a livello nazionale è molto chiara. L’ex Vice Presidente  Joe Biden perde 1,4 punti percentuali rispetto all’ultimo aggiornamento e rimane in testa con oltre il 31% dei consensi, ma vede avvicinarsi sempre di più la senatrice Elizabeth Warren, protagonista di una crescita continua e senza alti e bassi dai primi mesi dell’anno a questa parte, ora al 26,2% – un guadagno di ben 6 punti percentuali. Cattive notizie per Bernie Sanders, vittima di alcuni problemi di salute nelle settimane passate, il quale perde 2,2 punti percentuali e scivola al 16,6%, circa 10 punti percentuali in meno della sua collega Warren. Pete Buttigieg rimane pressochè stabile al 5,2%, in calo di 2 decimi rispetto all’ultimo aggiornamento ma che riesce comunque a soprassare in retromarcia Kamala Harris, la quale continua nel suo momento negativo, arrivando a perdere ben 2,3 punti percentuali (il calo più marcato tra tutti i candidati democratici) e fermandosi al 5%. Oramai stabilmente in sesta posizione Andrew Yang, ora al 3,2%, mentre Beto O’Rourke non riesce a capitalizzare la sua buona performance nel dibattito in Texas, rimanendo stabile al 2,7%. Stabile anche Cory Booker (1,8%), il quale nelle scorse settimane ha seriamente considerato l’idea di abbandonare la sfida delle primarie, mentre Amy Klobuchar fa registrare il miglior incremento dopo Warren (+0,7 punti percentuali) e arriva all’1,6%. Evidentemente gli attacchi a Biden dello scorso dibattito non hanno portato giovamento a Julian Castro, fermo all’1,2%. In questo aggiornamento abbiamo incluso anche i dati degli altri due partecipanti al dibattito di martedì: Tulsi Gabbard – la quale ha minacciato di boicottare il dibattito a causa di ciò che lei ritiene un trattamento non corretto da parte del Partito Democratico – esordisce con lo 0,8%, seguita a pochissima distanza da Tom Steyer. Quest’ultimo, come vedremo, fa registrare percentuali importanti nei primi 4 stati chiamati al voto, e tale fattore è stato ciò che ha permesso la sua qualificazione al dibattito di martedì e a quello di novembre.

Ora è il momento delle medie relative ai primi 4 stati chiamati al voto nella lunga stagione delle elezioni primarie.

In Iowa, Elizabeth Warren guadagna ben 3 punti percentuali rispetto all’ultimo aggiornamento e si porta in testa con il 23,6%, seguita a pochissima distanza da Joe Biden, il quale si ferma al 22,7%, perdendo ben 4,4 punti percentuali nell’arco di questo mese. Momento difficile anche per Bernie Sanders, che fa registrare un calo di 3,5 punti percentuali e scende in terza posizione. Buon momento invece per il sindaco di South Bend Pete Buttigieg, il quale fa registrare il miglior incremento tra tutti i candidati (+ 5 punti percentuali), risale sopra il 10% e si porta ad una distanza di 10 punti percentuali dalla vetta (un mese fa erano 18,5). Continua l’inesorabile calo di Kamala Harris, ferma al 5,5%, mentre guadagna consensi la “vicina di casa” Amy Klobuchar, ora al 3% e appaiata con Tom Steyer, il quale sta investendo molto nello stato. Pressoché stabili gli altri candidati. Elizabeth Warren conferma il suo ottimo momento anche in New Hampshire (+6,6 punti percentuali rispetto al mese scorso), dove guadagna la vetta con un vantaggio di ben 5,4 punti percentuali su Joe Biden, il quale rimane stabile. Calo pesantissimo per Bernie Sanders: il senatore del Vermont perde la testa, fa registrare un calo di 9,7 punti percentuali rispetto all’ultimo aggiornamento e viene doppiato da Warren, Stabile Buttigieg, mentre Harris conferma la tendenza negativa. Tra gli altri candidati, da registrare Andrew Yang vicinissimo al 4% e delle buone performances di Steyer, Klobuchar e Gabbard. In Nevada, Joe Biden mantiene il primo posto ed è avanti di 4,5 punti percentuali su Bernie Sanders, mentre Elizabeth Warren guadagna terreno e si avvicina alle prime due posizioni. Anche qui c’è un calo di Harris, mentre Tom Steyer fa registrare la sua miglior performance (4,3%). Buono il dato di Andrew Yang, male O’Rourke e Castro nonostante una buona presenza ispanica. Passiamo al South Carolina, dove Biden guadagna 1,7 punti percentuali rispetto all’ultimo aggiornamento e mantiene un ottimo vantaggio, stavolta nei confronti di Elizabeth Warren, la quale sorpassa Bernie Sanders e si porta al secondo posto. Questo è il miglior stato per Booker (3,2%).

Infine, segnaliamo questa interessante grafica proveniente dal New York Times, la quale ci mostra quali candidati hanno il miglior ground game in Iowa, New Hampshire, Nevada e South Carolina.

Nel complesso, Buttigieg e Warren hanno il maggior numero di uffici (47 a testa), segno di una buona presenza in questi stati, fattore che alla lunga potrebbe aiutarli. Per Buttigieg, l’obiettivo è sorprendere in Iowa. Per quanto riguarda Warren, segnaliamo una presenza molto omogenea, con un buon numero in South Carolina, roccaforte di Biden ma dove potrebbe essere molto importante limitare i danni. Seguono Biden e Sanders (34), con il senatore del Vermont che – come Warren – fa registrare una presenza omogenea in tutti gli stati considerati. 20 uffici per Kamala Harris, seguita da Amy Klobuchar e Beto O’Rourke, i quali fanno registrare buoni numeri in Iowa, dove il ground game ha ancora una grande importanza.

Per oggi è tutto, appuntamento al prossimo post!

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