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Sondaggio BiDiMedia, settembre 2020 – Con il Germanicum, due blocchi alla pari

Nel sondaggio BiDiMedia di settembre, siamo andati a testare il Germanicum, la legge elettorale proporzionale in discussione in parlamento. Il risultato vede uno scenario politico semplificato: solo 7 liste superano lo sbarramento. La Lega resta primo partito, ma il Cdx non arriva alla maggioranza.

Il Germanicum

L’ipotesi di nuova legge elettorale è stata votata in commissione alla camera poco prima del voto per referendum e regionali. E’ soprannominata “Germanicum” per via di alcune similitudini con la legge elettorale tedesca. Si tratta di un proporzionale con sbarramento al 5% nazionale, così come sempre nazionale è il riparto dei seggi. E’ però presente un meccanismo per assegnare un “diritto di tribuna”, cioè assicurare la presenza in parlamento, a quei partiti sotto al 5% ma forti a livello territoriale. Accedono infatti alla ripartizione dei seggi anche le formazioni sotto al 5% nazionale, ma che riuscissero a superare, in 3 circoscrizioni di almeno due regioni diverse, uno sbarramento circoscrizionale basato sulle dimensioni della circoscrizione, variabile dal 4% circa in quelle maggiori fino all’estremo del 25% circa per il piccolo Molise. Ancora non è sicuro se ci saranno preferenze o listini bloccati simili al Rosatellum.

Il possibile scenario politico

Una legge elettorale con sbarramento alto, al 5%, imporrebbe una semplificazione dello scenario politico: partiti che hanno il 2-3% dei consensi non avrebbero speranze e difficilmente si presenterebbero alle urne da soli. Abbiamo quindi ipotizzato la formazione di alcune liste, di cui per altro già si vocifera nei palazzi del potere a prescindere dal Germanicum.

Il Centrodestra rimane invariato nei partiti maggiori, dato che le tre formazioni principali (FI, FdI e Lega) sono su valori superiori allo sbarramento. Solo Cambiamo! si presume confluirebbe in FI. Le differenze maggiori si hanno nel campo progressista, con due liste che riuniscono le aree Liberali e della Sinistra, attualmente iperframmentate e non compatibili con uno sbarramento del 5%. BiDiMedia ha supposto la presenza di una lista di Sinistra Rosso-Verde, su modello di tante equivalenti formazioni europee di sinistra ecologista, che riunisce LeU, Verdi e partiti minori del Csx, e di un “Polo Liberal-progressista” con IV, +Europa e Azione. Invariati M5S e PD.

I risultati con il Germanicum

Come abbiamo anticipato, le sette liste proposte superano tutte lo sbarramento. La Lega resta al primo posto seguita dal PD; da notare che entrambi guadagnano, rispetto allo scenario base pubblicato ieri, tra 0,5 e un punto, per via di elettori di partiti minori non presenti che ripiegano sulle due formazioni-guida di Csx e Cdx. Stesso discorso per FdI, che sale al 16,5%. A soffrire il proporzionale sono invece i 5 Stelle, che si attestano al 13,5%: probabile un effetto concorrenza della lista Rosso-verde.

Sono le due diverse formazioni progressiste a segnare lo scenario del Germanicum: il polo Liberale ottiene il 6,3%, i Rosso-Vedi il 5,8%. Ben 12 punti percentuali che senza tali liste sarebbero andati dispersi.

Chiude lo schieramento partitico FI al 5,6%; i partiti minori che non superano lo sbarramento (dal PC al popolo della Famiglia) sono riuniti in “altri”, e raggiungono solo il 3,4% dei consensi. Nessuna di esse potrebbe accedere al diritto di tribuna, ma alcune otterrebbero seggi grazie alle quote previste per le minoranze linguistiche e per gli italiani all’estero, come vedremo nella simulazione dei seggi che trovate sotto.

Due blocchi in parità

Lo scanario con il Germanicum vede quindi due blocchi contrapposti su valori simili. Il Cdx arriverebbe al 48,3% dei consensi, mentre il “blocco progressista” al 48,5%: una sostanziale parità.

Da notare come il M5S sia stato incluso nel “blocco progressista”, per tre ragioni: il sostegno al Conte II assieme a partiti che sarebbero compresi sia nei Rosso-Verdi che nel Polo Liberale (oltre ovviamente al PD), e la tendenza dei 5 Stelle vista alle ultime elezioni ad andare verso il Csx, se non come posizione ufficiale direttamente con gli elettori. Inoltre ricordiamo che il Germanicon NON prevede alleanze pre-elettorali: ogni partito si presenta alle urne in autonomia, per poi allearsi dopo le elezioni, similmente a quanto accade in gran parte dei paesi Europei. Questo lascerebbe la necessaria libertà al M5S di non allearsi con il Csx prima delle elezioni, tema scottante, ma di confluire nell’area dell’attuale maggioranza senza difficoltà dopo il voto.

Sottolineiamo come la parità degli schieramenti si ottenga non solo con l’inclusione dei 5 Stelle, ma grazie alla formazione delle due liste progressiste, Rosso-Verdi e Polo Liberale, in grado di drenare volti altrimenti dispersi in piccole formazioni e, soprattutto per quanto riguarda la lista di Sinistra ecologista, anche di recuperare dall’astensione.

La simulazione dei seggi

La simulazione dei seggi dipende da alcuni meccanismi ancora non pienamente definiti dal Germanicum: ci siamo basati su quanto approvato in commissione, ma ricordiamo che la legge potrebbe ancora cambiare sensibilmente durante l’iter di approvazione.

La presenza di due blocchi su valori equivalenti fa intuire il risultato della simulazione: i due schieramenti sono quasi in parità. in particolare non arriva a 200 seggi (nuova maggioranza a seguito della riduzione dei parlamentari) il Cdx, nonostante ad oggi, anche per via della frammentazione avversaria, sembri netta maggioranza nel paese. Lega e alleati si fermano a 194 deputati.

L’area progressista è addirittura prima, pur con tutti i distinguo del caso: 201 seggi dai Rosso-Verdi ai Liberali. Non possiamo però considerare il superamento dei 200 parlamentari come una reale maggioranza, dato che formare un governo che includa M5S e tutti i Liberali sarebbe complicato; tuttavia la contrapposizione tra due blocchi renderebbe questa opzione quasi obbligata.

Ago della bilancia potrebbero diventare le formazioni delle minoranze linguistiche e degli italiani all’estero, che mantengono i seggi a loro garantiti: 1 per l’USEI (Italiani sudamericani), 1 MAIE (Italiani all’estero), 1 per l’UV (minoranza linguistica francofona della Valle d’Aosta), 2 alla SVP (minoranza linguistica tedesca del Sudtirolo).

Lo scenario è in sostanza in bilico e ben diverso da quanto probabile con l’attuale Rosatellum, che vedrebbe il Cdx probabile vincitore.

L’effetto del germanicum: ritorno al bipolarismo?

Il conclusione, il Germanicum avrebbe l’effetto non solo di semplificare il quadro politico “ripulendolo” da tanti micropartiti personali, ma anche di polarizzare lo scontro tra due blocchi, con il sostanziale ritorno al bipolarismo. Una conseguenza apparentemente paradossale per un proporzionale, ma in realtà molto simile a quanto avviene nei paesi scandinavi, che adottano sistemi elettorali simili al Germanicum e in cui vige un bipolarismo multipartitico de facto. L’Italia con il Germanicum si avvicinerebbe agli altri paesi europei? Questa l’ipotesi vista da BiDiMedia.

Per oggi è tutto, appuntamento a domani per i risultati sulla fiducia al governo Conte II

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