Nel sondaggio BiDiMedia di marzo oltre alle intenzioni di voto abbiamo simulato l’esito elettorale con la nuova legge depositata dalla maggioranza alla Camera. Vediamo come finirebbe se si votasse con questo testo! Il sondaggio completo è visibile sulla nostra live e nel sito ufficiale www.sondaggibidimedia.it
Le intenzioni di voto di marzo
Alcune variazioni rilevanti questo mese nel sondaggio BiDiMedia. Nella maggioranza scendono tutti i tre principlai partiti, in particolare la Lega che perde 6 decimi e si attesta appena sopra al 6%. Se ne avvantaggiano Futuro Nazionale, il nuovo partito di Vannacci, ora al 3,2% (+0,7) e in misura minore Noi Moderati che guadagnano un decimo di punto (0,9%).
Nel Campo Largo crescono sia il PD – anche se solo di un decimo – sia il M5S (+0,4, 12,6%); pochi movimenti per AVS, +EU (-0,1 ciascuno) e Casa Riformista-IV (+0,1). Tra i partiti liberali scende appena sotto la soglia del 3% Azione di Calenda (-0,1 al 2,9%), PLD allo 0,7% e Ora! stabile con 6 decimi di punto. Tra i partiti fuori dai poli principali solo DSP raggiunge l’uno per cento dei voti.
Guardando i principali schieramenti, il Cdx cala di tre decimi al 46,6% includendo Futuro Nazionale; il Campo Largo recupera salendo di quattro decimi al 45,4%: poco più di un punto di distacco sommando le liste delle due ipotetiche coalizioni maggiori. Un dato importante per la successiva simulazione della legge elettorale.
Affluenza sempre molto bassa e in ulteriore calo di un punto, stimata al 54% come valore medio. Indecisi stabili al 23% dell’elettorato; comprendono sia chi è indeciso se votare o meno sia chi è incerto su quale partito votare.
La nuova legge elettorale
Prima di vedere la simulazione ecco i punti salienti della nuova legge elettorale illustrati nella slide sottostante. Si tratta di un proporzionale ma con forte premio alla prima coalizione, per ottenerlo sono state poste alcune soglie. Inoltre le coalizioni devono scegliere un unico “candidato presidente del consiglio”, da indicare al deposito dell’alleanza, anche se non risulterà indicato nella scheda elettorale. Un sicuro vantaggio per le coalizioni già stabili e con un frontman sicuro come nel caso del Cdx con Giorgia Meloni.
Risulta quindi che una qualsiasi coalizione che prendesse anche solo un voto più dei rivali, se sopra al 40% dei voti avrebbe una sicura maggioranza assoluta.
Gli scenari simulati
Come primo scenario a cui applicare la nuova legge elettorale, abbiamo quello visto sopra con le intenzioni di voto. Cdx e Campo Largo sono vicini, ma l’attuale maggioranza resta avanti di poco più di un punto. Entrambe le coalizioni sono ampiamente sopra al 40%, per cui chi arriva primo vince subito, al primo turno, il premio di maggioranza. In questo caso il premio va quindi al Centrodestra, che potrebbe anche avvantaggiarsi ulteriormente grazie al nome di Giorgia Meloni, qualora il Campo Largo non trovasse un frontman altrettanto competitivo.
L’attuale maggioranza si vedrebbe quindi riconfermata con 220 seggi circa, a cui aggiungere eventuali eletti all’estero, in TAA o in Valle d’Aosta che confluissero nel Cdx. In questo scenario Futuro Nazionale prenderebbe 15 seggi, essendo sopra al 3%, ma anche Noi Moderati entrerebbe in parlamento grazie al recupero della prima lista della coalizione sotto la soglia.
Nelle opposizioni, il PD si confermerebbe prima forza, entrerebbe in parlamento Casa Riformista-IV sempre grazie al ripescaggio della prima lista sotto soglia. Esclusa invece +Europa, seconda lista della coalizione sotto soglia e quindi fuori dalla ripartizione dei seggi. Conquistano 14 deputati i partiti liberali che abbiamo raggruppato in una lista unica – ipotesi, sottolineiamo, puramente ideale e ad oggi non supportata da alcun fatto concreto. Se i partiti liberali si presentassero separati, nessuno di essi ad oggi supererebbe lo sbarramento del 3% per le singole liste e avrebbero zero seggi, a favore dei due schieramenti maggiori che guadagnerebbero qualche deputato.
Nel complesso la nuova legge elettorale tende sicuramente a favorire le coalizioni stabili e rodate, a maggior ragione se già in vantaggio, assegnando una sicura maggioranza anche qualora fossero sotto al 50% dei voti, situazione molto probabile in Italia. Una simile legge però potrebbe anche ritorcersi contro a chi l’ha ideata, come vedremo nel secondo scenario.
E se fosse avanti il Campo Largo?
Lo scenario base come abbiamo visto assegna solo un piccolo vantaggio al Cdx, di poco superiore al punto percentuale. Si tratta di un distacco che può essere colmato in campagna elettorale, soprattutto qualora il Campo Largo trovasse un frontman popolare. In più, lo scenario politico attuale pone alcuni interrogativi, come la collocazione di Futuro Nazionale di Vannacci. Cosa succederebbe se l’ex generale decidesse di correre da solo, facendo opposizione da destra alla maggioranza? Ecco dunque lo scenario con FN fuori dal Cdx:
La situazione rispetto allo scenario base è ribaltata: entrambe le coalizioni sono sempre sopra al 40%, ma questa volta il Campo Largo è avanti e ottiene di conseguenza il premio di maggioranza al primo turno, vincendo così le elezioni e andando al governo.
A livello di seggi, nuova maggioranza (Campo Largo) a 218 + eventuali aggiunte da altri; qualche seggio meno del Cdx nel primo scenario a causa di un punto in meno nei risultati proporzionali. Il PD sarebbe primo partito per numero di seggi grazie al premio di maggioranza, FDI seconda nonostante sia prima lista come percentuali di voto. E’ l’effetto distorsivo di un premio di maggioranza dato per coalizioni, a prescindere dai risultati delle liste.
Entrano in parlamento gli stessi partiti del primo scenario – sia FN che l’ipotetica lista liberale sono sopra al 3% come liste non coalizzate, IV e NM entrano con il recupero prima lista coalizzata – ma pochissimi punti di differenza portano, a causa del premio, allo spostamento di ben 80 seggi, che passano dal Cdx al Campo Largo a causa di appena 3 punti percentuali in meno per l’attuale maggioranza.
Da notare che con una legge elettorale proporzionale senza premio, e probabilmente anche con l’attuale sistema misto proporzionale-maggioritario del Rosatellum, nessuna coalizione avrebbe una maggioranza solida in entrambi gli scenari, essendo le coalizioni ben sotto al 50% dei voti e vicine come percentuale.
Se l’assegnazione di una maggioranza forzata sia una distorsione della volontà dell’elettorato accettabile in nome della stabilità o meno, lo lasciamo al giudizio di ognuno.
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