Nuova rilevazione BiDiMedia sulle intenzioni di voto, sulle coalizioni, sulla sicurezza del voto e — novità di questa uscita — sulle primarie del Campo Largo e sul tema caldo degli scioperi. Rispetto alla rilevazione del 9 settembre, il quadro mostra un ritorno di fiamma per Fratelli d’Italia e un arretramento del Campo Largo, mentre Futuro Nazionale prosegue la sua discesa.
Il dato politico più interessante è la risalita di Fratelli d’Italia, che guadagna 1,1 punti e torna al 26,5%. Scende invece il Partito Democratico, al 20,5% (-0,7), mentre il Movimento 5 Stelle arretra leggermente al 12,0% (-0,3): il distacco tra i due primi partiti sale così a sei punti. Futuro Nazionale – Vannacci prosegue la discesa e scende al 7,2% (-0,6), seguito da Forza Italia, che cala al 6,7% (-0,5), e da Alleanza Verdi e Sinistra, in lieve calo al 6,6% (-0,1). Torna a crescere la Lega, al 5,4% (+0,4).
Tra le forze minori, in crescita Azione al 3,0% (+0,2), Casa Riformista-IV al 2,0% (+0,1) e Sud Chiama Nord all’1,4% (+0,1); lievemente in calo Più Europa, all’1,1% (-0,1). Si segnala anche l’aumento di chi indica un’altra lista, all’1,4% (+0,5). Gli indecisi restano al 24% (=), l’affluenza stimata scende al 54-58% (-1) e le schede bianche e nulle sono all’1,6% (-0,4).
Le coalizioni
Come somma aritmetica dei partiti, il Centrodestra allargato a Futuro Nazionale sale al 48,7% (+0,5), mentre il Campo Largo scende al 43,8% (-1,1): il gap tra i due blocchi si allarga a 4,9 punti. Il solo Centrodestra, senza Vannacci, cresce al 41,5% (+1,1) — un dato che suggerisce una ricomposizione dell’area a favore dei partiti storici, mentre Futuro Nazionale cede terreno. Senza Futuro Nazionale, il Campo Largo resta comunque avanti di 2,3 punti.
Azione, Ora! e Partito Liberaldemocratico, considerati insieme, sono stabili al 4,5% (=). Nel conteggio, il Centrodestra comprende Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati, UDC e Sud Chiama Nord di Cateno De Luca, entrata di recente nella coalizione (la variazione è calcolata su base omogenea), mentre il Campo Largo comprende Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Progetto Civico Italia, Più Europa, Avanti-PSI e Casa Riformista-IV.
Quanto è sicuro del suo voto
Gli elettori più convinti restano quelli di Fratelli d’Italia: l’83% si dice molto sicuro della propria scelta, anche se la quota scende di 3 punti rispetto al 2 aprile (-3%). Seguono Lega (74%, -6%), Movimento 5 Stelle (69%, -8%), Casa Riformista-IV (67%, -1%), UDC (65%) e Partito Democratico (63%, -6%).
Il dato in maggiore crescita è quello di Alleanza Verdi e Sinistra, che sale al 61% (+15%), davanti a Noi Moderati (31%, +11%) e Rifondazione Comunista (58%, +7%). In calo, invece, Partito Liberaldemocratico (52%, -11%), Forza Italia (56%, -10%) e Più Europa (23%, -10%), che ha l’elettorato meno sicuro tra tutte le liste. Futuro Nazionale è al 57% (-1%), Azione al 34% (-1%), Ora! al 44% (+3%) e Potere al Popolo al 50% (-4%). Per Sud Chiama Nord (32%), Avanti-PSI (48%), Progetto Civico Italia (55%) e UDC non c’è un confronto con la rilevazione precedente.
Le primarie del Campo Largo
La novità di questa uscita riguarda le possibili primarie del Campo Largo. Il dato politico più interessante è che Elly Schlein è avanti con il 39%, contro il 35% di Giuseppe Conte, mentre il 26% indica un altro candidato. Al netto degli altri candidati, Schlein vince 52,7% a 47,3%. A dichiarare interesse a partecipare è il 14% degli intervistati: il 7% è molto interessato, il 4% piuttosto e il 3% poco. Come sempre, si tratta di dichiarazioni di intenzione: la partecipazione reale sarà con ogni probabilità inferiore, perché una cosa è dirsi interessati in un sondaggio, un’altra è andare davvero a votare.
Il vantaggio di Schlein dipende però da quanto è forte l’interesse. Tra i molto interessati è al 44% contro il 38% di Conte (53,7% a 46,3% al netto), tra i piuttosto interessati al 42% contro il 38% (52,5% a 47,5%). Tra i poco interessati il rapporto si ribalta: Conte è al 25%, Schlein al 22% e il 53% sceglie un altro candidato; al netto, Conte sale al 53,2% e Schlein scende al 46,8%.
Resta alta la tenuta della coalizione: se alle primarie non vincesse il candidato preferito, l’87% degli elettori del Campo Largo confermerebbe comunque il voto. La fedeltà è massima nel Partito Democratico (97%) e in Alleanza Verdi e Sinistra (95%), mentre scende al 72% nel Movimento 5 Stelle e al 70% negli altri partiti del Campo Largo.
Gli scioperi
Chiusura sul tema caldo di questi giorni: scioperi, manifestazioni e blocchi stradali. Il dato politico più interessante è che la maggioranza degli italiani (66%) è favorevole alle rivendicazioni di chi protesta, ma una parte consistente vorrebbe meno disagi. Il 37% condivide le proteste e le loro motivazioni, mentre il 29% sostiene le rivendicazioni ma è contrario ai disagi causati. Il 26% è contrario: il 16% perché ritiene che le proteste possano danneggiare altri, il 10% perché non ne condivide le motivazioni. L’8% non ha un’opinione definita.
Sul fronte dell’informazione, il 59% si dice informato: il 27% conosce le ragioni della protesta e i principali sviluppi, il 32% ne conosce gli aspetti principali ma non i dettagli. Il 24% ne ha sentito parlare solo in modo superficiale e il 16% non ne è a conoscenza.
Il Sud e le Isole sono l’area più informata e più vicina alle proteste: il 38% dichiara di conoscere le ragioni della protesta (contro il 21% del Nord e il 24% del Centro) e il 46% ne condivide le motivazioni (31% al Nord, 34% al Centro). Al Nord il 22% non ne è a conoscenza, contro l’11% del Centro e il 10% del Sud; al Nord e al Centro si trovano anche le posizioni più critiche, con il 14% contrario alle proteste perché non ne condivide le motivazioni, contro il 5% del Sud e delle Isole.
Il tema divide invece gli elettorati. Tra chi vota Partito Democratico, il 67% condivide proteste e motivazioni e il 30% sostiene le rivendicazioni ma non i disagi; tra gli elettori di Alleanza Verdi e Sinistra e Movimento 5 Stelle la quota di chi condivide le proteste sale all’86%. Nel Centrodestra (Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati, UDC e Sud Chiama Nord) solo il 4% condivide proteste e motivazioni, mentre il 58% sostiene le rivendicazioni ma è contrario ai disagi e il 31% è contrario alle proteste. Più divisi gli elettori di Futuro Nazionale: 21% a favore delle proteste, 44% a favore delle rivendicazioni ma non dei disagi, 26% contrari. Tra i partiti di centro il 33% condivide le proteste, il 41% le rivendicazioni ma non i disagi e il 16% non ha un’opinione definita.
Nota metodologica
Soggetto che ha realizzato il sondaggio: BiDiMedia srl
Soggetto committente: First srl (BiDiMedia srl per le domande sugli scioperi)
Interviste eseguite: tra il 17 e il 19 ottobre 2026
Metodo di raccolta delle informazioni: CAWI/da panel
Popolazione di riferimento: popolazione maggiorenne residente in Italia
Metodo di campionamento: campione rappresentativo della popolazione di riferimento per genere, istruzione, età, provincia, dimensione del comune di residenza, condizione lavorativa, ponderato per voto pregresso
Consistenza numerica del campione: 1000 intervistati su 1677 contatti totali. Tasso di risposta utile complessiva: 60%
Rappresentatività del campione: +/- 3,1% per una percentuale stimata del 50,0%, con un intervallo di confidenza al 95%
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