Il giudizio degli italiani sulla manovra economica non è positivo. La maggioranza degli elettori ritiene che non sia in grado di rilanciare l’economia e che sarebbe meglio cedere, almeno in parte, alle richieste dell’Europa.
I giudizi sulla manovra
Solo il 31% complessivo dei rispondenti dà un giudizio positivo sulla manovra economica (riduce le disuguaglianze o dà impulso alla crescita). Per il 13% favorisce invece l’assistenzialismo e secondo 29 intervistati su 100 fa crescere troppo il debito: in totale, 42% di opinioni negative. Molti gli incerti: un italiano su quattro non esprime un parere. I giudizi positivi si concentrano tra gli elettori dei 5Stelle, già più sfumate le posizioni tra i leghisti. Prevedibilmente negative le opinioni delle opposizioni, ma è tra indecisi e non voto che si ha il dato decisivo, con la netta prevalenza di preoccupati per il debito e di incerti.
Crescita e sviluppo
Per il 37% degli intervistati, la manovra economica saprà rilanciare la crescita del paese, ma il 41% pensa inevce all’opposto che non potrà contribuire allo sviluppo dell’Italia. Anche in questo caso, i 5Stelle sono i più convinti della bontà della monovra, seguiti dagli alleati leghisti. Tra le opposizioni, meno sfavorevoli gli elettori di Centrodestra, assai più negativi quelli di Centrosinistra ed altre liste. Ancora una volta tra indecisi e non voto predominano opinioni moderatamente negative ed incerti.
Lo scontro con l’Europa
Solo il 17% del campione ritiene che sia un errore cedere, anche solo in minima parte, alle richieste dell’Europa; una posizione che non è maggioranza nemmeno tra gli elettori di Lega e 5Stelle. L’opinione prevalente nel totale degli intervistati (35%) e tra gli elettori delle forze di governo è che sia giusto dialogare con L’UE, pur mantenendo l’impianto generale della manovra economica: un dato che ha forse influenzato il governo nelle aperture degli ultimi giorni all’Europa. Secondo le opposizioni invece anche con le modifiche ventilate i conti restano a richio e la legge di bilancio sarebbe da cambiare radicalmente. Più variegata la posizione di incerti e non voto, con alto tasso di senza opinione (38%); ma quasi nessuno (8%) pensa che si debba andare allo scontro totale con l’UE.
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