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Sondaggio Ixè – bacini elettorali dei partiti: Lega e M5S avanti ma in competizione, margini di ripresa per Pd e FI

Dati per assodati gli “elettori di prima istanza” (intenzioni di voto vere e proprie), vediamo ora da dove vengono gli elettori del bacino potenziale di ognuno dei quattro partiti maggiori.

I 5Stelle hanno il bacino di espansione minore tra i grandi partiti (6,7 punti guadagnabili), fatto però più che normale trovandosi già su valori altissimi (31,5% delle intenzioni di voto): sono insomma prossimi al proprio limite superiore. All’interno dei voti ipotetici la maggior parte di essi proviene dall’area leghista (3,1%), molti meno dal Pd (1,7%) e da “altri” (formazioni minori e astensione). Parrebbe insomma che i grillini abbiano quasi esaurito il potenziale presso gli elettori di Centrosinistra e Sinistra e per un’eventuale crescita dovrebbero guardare maggiormente verso destra.

Opposta la situazione della Lega, che ha il bacino potenziale in assoluto maggiore: 15,6 punti che la porterebbero vicina al 38%, ad un soffio dai 5Stelle. La Lega è attualmente un partito in espansione, uscito da relativamente poco tempo da un periodo di crisi ed in trasformazione da formazione locale e forza minore di coalizione a partito nazionale e dominante d’area; ciò spiega il fortissimo potenziale ed anche la  composizione del bacino di espansione. La provenienza dei flussi di voto ipotetico è infatti divisa nettamente in due componenti: la voce singola maggiore viene proprio dai 5Stelle con addirittura oltre 7 punti percentuali, uno spostamento ipotetico enorme; mentre il 6,7% verrebbe dagli alleati (ex?) di Centrodestra, divisi tra FI e FdI; infine meno di 2 punti da “altri” (presumibilmente formazioni minori di destra ed astensione). La Lega insomma appare in grado di fagocitare gli alleati, siano essi attuali o anche solo potenziali.

Quanto emerge dall’analisi dei bacini delle due formazioni maggiori, nonché in predicato per potenziali governi di coalizione “giallo-verdi”, è che la crescita dell’uno appare legata al calo dell’altro: il 38% potenziale non può essere raggiunto da Lega e 5Stelle allo stesso tempo, ma solo da uno dei due contendenti a scapito dell’altro dato che i voti potenziali guadagnati sono da sottrarre alle intenzioni di voto attuali del partito da cui provengono. In parole povere, i partiti di Salvini e Di Maio si contendono almeno in parte lo stesso elettorato e se sale uno scende l’altro (soprattutto qualora a crescere fosse la Lega): una situazione di potenziale conflittualità che non può non avere ripercussioni sulle decisioni del prossimo futuro.

Ma passiamo per concludere a Pd e FI.

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