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Sondaggio Keix – Sicilia: Nello Musumeci (CDX) favorito per la riconferma

Per il sondaggio pubblicato da Keix per il quotidiano regionale La Sicilia il 26 Giugno 2021, Nello Musumeci ha buone possibilità di rivincere le elezioni regionali.

Gli occhi dell’Italia quest’anno saranno puntati di nuovo sulla Sicilia, in quanto termometro nazionale in grado di anticipare i trend delle successive elezioni politiche. Negli ultimi dieci anni le vittorie del Movimento 5 Stelle alle elezioni politiche sono passate prima per la corsa a Palazzo d’Orléans. E se cinque anni fa Musumeci vinse di misura contro il candidato dei 5 Stelle, Giancarlo Cancelleri, quest’anno la corsa dipenderà più dall’unità del centro-destra.

Nella partita incrociata fra le elezioni comunali a Palermo e quelle regionali, Musumeci deve innanzitutto assicurarsi il sostegno della coalizione, che non accetta l’idea che Fratelli d’Italia e Diventerà Bellissima possano esprimere sia il candidato Presidente della Regione e sia il candidato a sindaco di Palermo. Il fondatore di Diventerà Bellissima, che gode di una fiducia altissima (4,8 punti su 10, dietro solo a Cancelleri del M5S), prima deve “vincere” la battaglia dei personalismi contro Lega e Forza Italia. La Lega da mesi ha evidenziato la necessità di esprimere il primo candidato leghista del Meridione (indicando Nino Minardo, coordinatore regionale della Lega, come possibile candidato), mentre Forza Italia lo scorso 10 Febbraio ha chiesto a Gianfranco Miccichè di candidarsi come Presidente della Regione, ma Miccichè non ha ancora sciolto la riserva. Miccichè gode di una fiducia di 3,8 su 10 elettori siciliani, stando al sondaggio, condividendo il cucchiaio di legno della classifica con Renato Schifani.

Nel centro-destra, il primo partito della coalizione sarebbe Fratelli d’Italia con il 13,7% delle preferenze, seguita dalla Lega al 10,5% e da Forza Italia al 9,2%, in linea con il valore nazionale. Segue poi Diventerà Bellissima, il partito di Musumeci, in crescita all’8,1% rispetto alle precedenti regionali, mentre arriverebbero con un maggior distacco dalla testa del gruppo la lista congiunta fra Italia dei Valori, Cantiere Popolare e Unione di Centro al 3,5% e la lista del Movimento per la Nuova Autonomia al 2,5%. Non sono mancate inoltre le novità sui partiti, sempre se di novità si possa parlare: Totò Cuffaro vorrebbe rilanciare la Democrazia Cristiana e vede nelle elezioni regionali il momento adatto per la ripartenza della Balena bianca.

La situazione per il centro-sinistra non è delle migliori: in attesa di un candidato unitario fra Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e la sinistra, si sono auto-candidati alla carica Dino Giarrusso, europarlamentare grillino ed ex conduttore delle Iene, Giancarlo Cancelleri, già candidato dal M5S alla Presidenza nel 2012 e nel 2017, e infine Claudio Fava, ex europarlamentare e poi candidato dalla lista “Cento passi per la Sicilia” nel 2017. Ha declinato la candidatura l’ex ministro del PD Peppe Provenzano, mentre sono due i nomi che circolano di più: Pietro Bartolo, europarlamentare del PD, noto per essere stato il responsabile delle prime visite ai migranti che sbarcavano a Lampedusa, e l’europarlamentare del PD Caterina Chinnici, ex magistrata, entrambi con un gradimento di 4,4 elettori su 10, davanti a Giarrusso (4,3). Fuori dalle coalizioni invece si è candidato l’ormai ex sindaco di Messina, Cateno De Luca, con la missione di diventare il prossimo “Sindaco della Sicilia”. De Luca gode di una notorietà elevata e di una fiducia di 4,4 elettori siciliani su 10.

Il Movimento 5 Stelle si confermerebbe come il primo partito, non solo di coalizione ma di tutta la Sicilia, con il 22,7% delle preferenze, mentre il Partito Democratico si fermerebbe al 13,9%. Per quanto riguarda le liste di sinistra, Cento passi per la Sicilia otterrebbe il 4,4% dei voti, lasciandone qualcuno per strada rispetto al 2017 (5,3%), mentre Sinistra Italiana otterrebbe un buon 3,5%. Articolo 1, invece, otterrebbe solo lo 0,7%. Al centro invece, Italia Viva è data al 4,2% mentre Azione di Carlo Calenda chiude la classifica con il 3,1%. Per quanto riguarda gli scenari per la Presidenza invece, Musumeci vincerebbe contro De Luca e il candidato del centro-sinistra in sei scenari su sei: vincerebbe innanzitutto in tutti gli scenari con De Luca candidato in prima persona, ottenendo così uno scenario tripolare, e vincerebbe facilmente in uno scenario bipolare con l’ex ministro Provenzano e con Claudio Fava. Invece contro Cancelleri, per il Presidente in carica la vittoria sembrerebbe più incerta.

Nel dettaglio, De Luca otterrebbe un risultato compreso fra il 13,8% e il 16% (le percentuali qui indicate per i candidati non sono al netto degli indecisi), la candidatura di Provenzano per il centro-sinistra non scalderebbe i cuori degli elettori, che finirebbero in gran parte fra gli indecisi e gli astenuti (9,6% per lui contro il 24,7% di Musumeci), mentre Fava e Cancelleri otterrebbeno un risultato simile in uno scenario tripolare con De Luca candidato (21,1% ciascuno), mentre in una sfida a due Cancelleri otterrebbe il 27,1% – contro il 28,1% di Musumeci – e Claudio Fava invece si fermerebbe al 25,4% delle preferenze, con Musumeci dato al 28,5% contro di lui.

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