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IL GIRAMONDO – Elezioni in Ghana, la “stella brillante” della democrazia africana

File:Ghana Flag.svg

Il prossimo 7 dicembre, i cittadini ghanesi si recano alle urne per rinnovare il parlamento ed eleggere il presidente. L’esito delle elezioni è molto incerto e questa è già un’ottima notizia in un continente dove spesso le elezioni sono una formalità usata dai dittatori per mantenersi al potere.  La cattiva notizia invece è che si affronteranno per la terza volta consecutiva i soliti due candidati, il presidente in carica e quello  precedente, in un improbabile “spareggio”  che  dimostra la mancanza di ricambio della classe dirigente del paese.

Il presidente in carica è Nana Akufo-Addo, 76 anni, del Nuovo Partito Patriottico (NPP), che affronta  lo sfidante ed ex presidente John Dramani Mahama, 61 anni, del Congresso Nazionale Democratico (NDC). . Nel 2012, Mahama aveva sconfitto per poco Akufo-Addo nella corsa presidenziale, ottenendo il 50,7% dei voti. Ma poi, nel 2016, Akufo-Addo aveva battuto Mahama con il 53,8% dei voti. Dal 1992, anno in cui il Ghana è tornato alla democrazia, la presidenza è passata ripetutamente di mano tra l’NPP e l’NDC, i due principali partiti politici del Ghana, attraverso elezioni in gran parte pacifiche e trasparenti.. Ciò ha rafforzato il consolidamento democratico del paese e confermato la sua reputazione di “brillante stella democratica” dell’Africa occidentale.

Akufo-Addo si ripresenta in coppia con l’attuale vicepresidente Mahamudu Bawumia. L’ex presidente John Mahama ha fatto una scelta storica con la sua candidata vicepresidente Jane Naana Opoku-Agyeman , che sarà la prima donna candidata alla vicepresidenza da uno dei due principali partiti politici ghanesi. Opuke-Agyeman, 69 anni, è un ex ministro dell’istruzione e docente universitario.

La lotta alla corruzione è stata uno dei principali argomenti della campagna dell’attuale governo. Akufo-Addo ha affermato che la “guerra alla corruzione” è la sua massima priorità, esortando i cittadini a farsi avanti per aiutare a smascherare la corruzione e l’uso improprio dei fondi pubblici. Il governo ha recentemente creato l’Ufficio del procuratore speciale , un’agenzia indipendente incaricata di indagare e perseguire le accuse di corruzione. Ma l’agenzia ha poteri molti limitati e l a corruzione rimane pervasiva  nel paese.

Le questioni più importanti per i ghanesi includono la disoccupazione, le infrastrutture e le strade, l’istruzione e la salute. A causa della pandemia di Covid-19 si prevede che quest’anno il PIL crescerà solo dello 0,9% , il tasso di crescita più basso dal 1992.  L’elezione potrebbe anche essere un referendum su come il presidente Akufo-Addo ha gestito la crisi del Covid-19 . Il governo ha intrapreso un’azione immediata , chiudendo i confini del paese e istituendo un blocco parziale nei principali centri urbani da metà marzo a metà aprile. Il governo  ha anche chiuso le scuole, vietato le riunioni pubbliche e rafforzato le misure di igiene pubblica. Le principali misure di intervento economico da parte del governo hanno riguardato il rafforzamento dei sistemi sanitari pubblici. L’azione di governo sembra aver funzionato. Il numero di contagi e quello dei decessi dovuti al Covid-19 sono rimasti decisamente bassi, il che ha permesso la riapertura dei confini e la rimozione di alcune delle misure restrittive.  La speranza è che, nonostante la pandemia e la crisi economica, le elezioni si svolgano in un clima pacifico, senza intimidazioni e accuse di brogli,  come è successo nelle elezioni precedenti, quando il partito sconfitto ha sempre accettato il responso delle urne.

A poche settimane dalle elezioni il clima politico del paese è stato scosso dalla notizia della morte di Jerry John Rawlings, sicuramente il personaggio politico più influente del Ghana degli ultimi 40 anni, secondo nella storia del paese solo al padre fondatore Kwame Nkrumah.

Quello che all’inizio era stato uno spietato dittatore militare filosovietico, aveva prima rimesso in sesto l’economia del paese e poi aveva trasformato il Ghana in una democrazia liberale,   facendosi eleggere due volte presidente in elezioni libere e democratiche, per poi  lasciare pacificamente  il potere all’opposizione di centrodestra quando questa aveva vinto le elezioni.  Sia chi lo ha appoggiato, sia chi lo ha avversato, considera  Rawlings  una figura fondamentale, assolutamente centrale, nelle fortune politiche ed economiche del paese, un leader lungimirante che ha accompagnato il Ghana attraverso un momento difficile e alla fine ha lasciato il paese in condizioni  migliori di quelle in cui sarebbe potuto essere senza di lui.


IL SISTEMA POLITICO-ELETTORALE

 

File:Coat of arms of Ghana.svg

Il Ghana è una repubblica democratica rappresentativa presidenziale, in base alla quale il Presidente del Ghana è sia capo di stato che capo del governo, basata su un sistema formalmente multipartitico, di fatto bipartitico. Il potere esecutivo è esercitato dal governo. Il potere legislativo è conferito sia al governo che al parlamento. La magistratura è ufficialmente indipendente dal potere esecutivo e legislativo.

Il presidente è eletto direttamente a suffragio universale con un massimo di due mandati. Se nessun candidato ottiene più del 50% dei voti viene effettuato un secondo turno di ballottaggio tra i due candidati più votati al primo turno.

Il parlamento monocamerale del Ghana consiste di 275 membri più il presidente.  I parlamentari sono eletti con sistema uninominale maggioritario ad un turno.

Il Democracy Index dell’Economist Intelligence Unit classifica il Ghana come una “democrazia imperfetta” al livello di paesi tipo Ungheria, Filippine, Polonia e Peru.  Il Ghana è, assieme al Botswana e al Sudafrica, uno dei paesi più democratici dell’Africa sub-sahariana.

 

 

 

 

Nelle prossime pagine, la storia politica del paese, i gli sviluppi politici recenti, i principali partiti politici, i candidati alla presidenza  e gli scenari post-elettorali.

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