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Giugno 27, 2026

Anatomia di una legge elettorale: tutto sullo STABILICUM

Arrivato ieri, venerdì 26 giugno, in parlamento il testo della nuova legge elettorale proposta dal governo meloni, licenziato dalla commissioni affari costituzionali. In cosa consiste questa nuova legge elettorale? Quali obiettivi si prefigge? Quali ne sono le criticità e gli aspetti più controversi? Cerchiamo di spiegare e approfondire i vari punti del testo.

Lo stato dell’arte

La legge elettorale attualmente in vigore in italia è un sistema misto maggioritario-proporzionale. Nel Rosatellum infatti il 37% dei paralmentari vengono eletti in collegi uninominali, mentre il 61% in base a un proporzionale su base nazionale con soglia di sbarramento al 3%. Il restante 2% sono i seggi di Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige e Estero. Unicum per un sistema misto, il voto nel collegio uninominale è obbligatoriamente legato a quello della parte proporzionale. La cosa è tra gli aspetti più criticati della legge perché non consente un voto libero nel collegio uninominale. Altro aspetto che ha ricevuto critiche negli anni è stata la modalità di selezione degli eletti della quota proporzionale, basta su dei brevi listini bloccati (quelli lunghi sono stati dichiarati incostituzionali, sentenza Porcellum della Corte Costituzionale, CC) in collegi plurinominali.

L’dea di base dello Stabilicum

Il Rosatellum, per via della quota maggioritaria, può generare anche maggioranze molto larghe, e infatti alle politiche 2022 ha prodotto la più larga maggioranza mai uscita dalle urne nell’Italia repubblicana. Questo accade se c’è solo una coalizione competitiva nei collegi su larga parte del territorio nazionale, come lo era il centrodestra nel 2022. Il Rosatellum però contempla anche esiti di parlamenti bloccati, nel caso in cui invece vi siano due (o più) coalizioni competitive nel collegi con la prima solo di qualche punto avanti alla seconda. È proprio questa eventualità che chi ha scritto lo Stabilicum vuole scongiurare fornendo a chiunque arrivi primo, sotto determinate condizioni, una solida maggioranza in entrambe le camere.

Lo Stabilicum in breve

Cominciamo elencando in breve il funzionamento della nuova legge elettorale che andremo poi ad analizzare nello specifico punto per punto.

Lo Stabilicum è una legge con impianto proporzionale e premio di maggioranza per la prima coalizione. Il premio viene assegnato a una coalizione che sia arrivata prima in entrambe le camere e che abbia ottenuto almeno il 42% dei voti a livello nazionale. Nello stabilire quale coalizione abbia ottenuto più voti a livello nazionale non è compreso l’estero, che elegge la sua quota di parlamentari in un circoscrizioni differenti e con un sistema proporzionale. Un caso speciale sono invece Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige, le cui liste possono presentarsi ed eleggere in maniera indipendente dal resto dal paese ma hanno anche la facoltà ove volessero di collegarsi alle liste nazionali e, in questo caso, di concorrere anche per il calcolo del premio di maggioranza.

Il premio di maggioranza consiste in 70 deputati e 35 senatori. A parte questo premio il resto dei parlamentari sono attribuiti in maniera proporzionale, sempre negli stessi collegi plurinominali e con gli stessi listini bloccati del Rosatellum, ad eccezione di Estero, Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige, che conservano dei regimi speciali. Come nel Rosatellum per la parte proporzionale resta lo sbarramento al 3% per le liste, coalizzate o meno, ma lo Stabilicum aggiunge una chance in più, ripescando per ogni coalizione anche la prima lista sotto lo sbarramento. C’è poi un tetto massimo per le maggioranze, di 220 deputati alla camera e 113 al senato. Nel caso in cui il premio di maggioranza dovesse condurre sopra tali valori alla coalizione vincitrice verrebbero sottratti seggi proporzionali in numero sufficienti da riportarla su questi massimi consentiti. L’attribuzione del premio di maggioranza al senato è uno degli aspetti più controversi di questa proposta, come vedremo successivamente.

Vi è poi l’obbligo per ogni lista o coalizione di indicare un candidato premier. Altra norma considerata al rischio incostituzionalità. Analizziamo ora punto per punto questa nuova legge elettorale mostrando anche un esempio di applicazione.

La soglia di sbarramento

Come per il Rosatellum nello Stabilicum la parte proporzionale ha una soglia di sbarramento al 10% per le coalizioni, e al 3% per le liste non coalizzate e interne alle coalizioni, con l’aggiunta però del recupero della prima lista sotto il 3% in ogni coalizione. Rimane la soglia dell’1% perché i voti siano comunque attribuiti a una coalizione, anche se sotto lo sbarramento. Sotto l’1% infatti, come nel Rosatellum, i voti vengono sottratti anche al totale della coalizione. L’esonero aggiuntivo dello Stabilicum per la prima lista sotto lo sbarramento vale anche per la soglia del 3%, quindi se in una coalizione la prima lista sotto il 3% è anche sotto l’1% questa lista partecipa comunque al riparto proporzionale e i voti contano quindi per l’intera coalizione.

Facendo un esempio con i dati del nostro ultimo sondaggio, nello Stabilicum (così come nel Rosatellum) 7 liste si troverebbero sopra la soglia di sbarramento: FDI, PD, M5S, FI, AVS, Lega e FN.

Nello Stabilicum accederebbero però al riparto dei seggi della quota proporzionale anche Casa Riformista e Noi Moderati, come prima lista della coalizione rispettivamente del campo largo e del centrodestra.

Premio di Maggioranza

 Lo Stabilicum assegna a una coalizione, se prima in entrambe le camere e con almeno il 42% dei consensi, un premio di maggioranza di 70 deputati e 35 senatori e nel complesso, consente a questa coalizione vincitrice di arrivare fino a 220 deputati e 113 senatori.

Con i dati del nostro ultimo sondaggio ad esempio il campo largo, prima coalizione, con il 44,5% dei voti avrebbe ottenuto appunto 220 deputati e 113 senatori, una solida maggioranza.

 

Lo scopo dello Stabilicum è appunto fornire alla coalizione arrivata prima, purché soddisfi i requisiti sopra menzionati, una maggioranza per governare tranquillamente, senza tuttavia arrivare ad avere numeri tali da poter condizionare troppo l’elezione del Presidente della Repubblica, dei giudici della CC, o poter modificare la costituzione senza referendum. Di qui la ratio del tetto massimo previsto nella legge.

Veniamo ai rilievi di costituzionalità, alla camera il premio per una coalizione sopra il 42% dovrebbe essere senza dubbio costituzionale. La CC ha infatti (sentenza Italicum) ritenuto costituzionale un premio di maggioranza del 55% per una coalizione che avesse ottenuto almeno il 40% dei voti. Qui la soglia è stata anche alzata (42%) per l’ottenimento di un premio analogo (55% camera, 56,5% senato), quindi il premio dello Stabilicum è anche meno distorsivo di quanto non lo era quello dell’Italicum.

Ci sono invece maggiori dubbi sul premio assegnato in questa maniera al Senato. L’articolo 57 della costituzione recita infatti che “il senato della repubblica è eletto a base regionale”, mentre in questo caso il premio di maggioranza è assegnato a livello nazionale. I promotori della legge ritengono di poter comunque rispettare l’indicazione facendo si che il premio, lo ribadiamo stabilito in base a un criterio nazionale, sia però assegnato in base a dei listini bloccati regionali. Una situazione simile si era verificata ai tempi del Porcellum, in cui però al governo Berlusconi non riuscì l’introduzione di un premio di maggioranza unico al senato, si dice perché l’allora PdR Ciampi lo ritenesse incostituzionale, dovendo allora ripiegare per dei singoli premi regionali, che poi abbiamo visto in azione nei movimentati scrutini delle politiche 2006, 2008 e 2013.

L’elezione dei parlamentari

Come già scritto lo Stabilicum elimina la quota degli uninominali del Rosatellum, mantenendo invece la medesima modalità di elezione per la parte proporzionale, con i medesimi collegi plurinominali e listini bloccati brevi

Sul punto varie volte Fratelli d’Italia ha manifestato l’interesse invece di rimpiazzare i listini bloccati con le preferenze, e non è detto che non siano presentati in tal senso degli emendamenti che potrebbero anche dividere la maggioranza

L’indicazione del candidato premier

Vi è poi una modifica che non incide sul calcolo dei parlamentari eletti. Lo Stabilicum infatti prescrive che debba essere indicato un candidato premier di coalizione, fatte salve le prerogative del presidente della Repubblica.

In passato nel Porcellum le liste e coalizioni dovevano indicare un capo politico. Nella legge elettorale attualmente in vigore, il Rosatellum, ogni lista (ma si badi bene, non coalizione) deve indicare un capo politico. Lo Stabilicum prova a fare un passo ulteriore in avanti, richiedendo infatti proprio l’indicazione di un candidato premier comune. Qui una delle ultime bozze:

I partiti o i gruppi politici […] dichiarano il nome e cognome della persona da indicare come proposta per l’incarico di Presidente del Consiglio. Nel caso di liste collegate tra di loro, queste dichiarano obbligatoriamente il medesimo nome.

Secondo alcuni contrasterebbe con la prerogativa assegnata in costituzione al Presidente della Repubblica di nomina del presidente del consiglio. L’articolo 92 della costituzione recita infatti che:

[…]Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e, su proposta di questo, i Ministri.

A parere di chi scrive in caso di approvazione del testo questo ultimo punto e il premio di maggioranza nazionale al senato saranno i maggiori punti di ricorso alla CC per incostituzionalità della legge. Bisogna capire con quale esito.

Quindi

Lo Stabilicum è una legge elettorale che si prefigge, come dice il nome stesso, di garantire stabilità ai governi italiani, fornendo alla prima lista/coalizione, purché soddisfi le condizioni di cui già abbiamo parlato, una solida maggioranza e scongiurando l’ipotesi “pareggio”, o comunque parlamento bloccato, che è invece contemplata dal Rosatellum. Bisogna sottolineare comunque che comunque lo stesso Rosatellum con la quota degli uninominali favorisce, pur senza garantirla, la formazione di una maggioranza. Di per se quindi anche il Rosatellum non è indifferente al principio della “governabilità”. Altro rilievo da fare è che, indipendentemente dal fatto che il sistema favorisca più o meno l’ottenimento di una maggioranza elettorale, in nessuna delle principali democrazie occidentali il sistema elettorale garantisce una maggioranza. Non succede negli USA, dove per ultimo Biden ha dovuto governare senza avere la maggioranza in entrambe le camere, non succede in Germania, Francia e Spagna, dove gli attuali governi non sono sostenuti da maggioranze uscite dalle elezioni, e non succede nel Regno Unito, dove non più tardi di 12 anni fa avevamo un cosiddetto hung Parliament con l’apporto necessario dei liberali ai conservatori per governare. Negli altri paesi insomma si attuano a seconda dei vari sistemi governi di minoranza, governi del presidente senza la maggioranza del parlamento, o grandi coalizioni per poter mandare avanti un esecutivo. In Italia invece sembra che il compito di formare maggioranza stabile, o comunque di garantire agibilità all’esecutivo, debba essere demandata unicamente alla legge elettorale.

Francesco Luchetta

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