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Elezioni amministrative 2021 a ROMA: l’analisi e il pronostico di BiDiMedia

Precedenti elezioni

Nella Prima Repubblica, il comune di Roma tendeva a favorire la Democrazia Cristiana che, nelle elezioni politiche, risultò sempre prima forza politica tranne in due occasioni in cui venne superata di poco dal Partito Comunista Italiano. La capitale era poi connotata da una forte presenza della destra missina che però non riuscì mai a sfondare la barriera del 20% dei voti. A livello amministrativo la DC e i suoi alleati mantennero il controllo del Campidoglio per gran parte della Prima Repubblica tranne nel periodo 1976-1985 in cui, come in molte altre città, il PCI ebbe la forza sufficiente per arrivare al governo della città con l’appoggio dei socialisti.

Con la Seconda Repubblica, il comune di Roma fu inizialmente contesto tra il Centrosinistra e il Centrodestra che godeva dello storico radicamento territoriale missino ereditato da Alleanza Nazionale, che spesso risultava la prima forza politica cittadina. In questo periodo il leader dell’allora MSI, Gianfranco Fini (MSI), riuscì ad arrivare al ballottaggio e fu sconfitto di circa sei punti percentuali da Francesco Rutelli (Verdi) sostenuto dal Centrosinistra. Di lì a pochi anni, però, il comune si spostò più verso il Centrosinistra regalando a Rutelli una forte riconferma al primo turno nel 1996. Le successive elezioni amministrative si tennero nel 2001, in contemporanea con la vittoria delle elezioni politiche da parte del Centrodestra di Berlusconi. Ciononostante il Centrosinistra mantenne la guida della Capitale con Walter Veltroni (DS) che sconfisse di pochi punti al ballottaggio Antonio Tajani (FI).

Ora daremo uno sguardo più approfondito agli ultimi quattro appuntamenti elettorali.

2006: ampia conferma del Centrosinistra

Figura 1

Il sindaco uscente Veltroni (DS) guida il Centrosinistra verso un’ampia riconferma battendo di quasi 25 punti percentuali, Gianni Alemanno (AN) ministro uscente del Governo Berlusconi.

Nella Figura 1, vediamo che Veltroni prevale in tutti i municipi della città con margini quasi sempre superiori al 20%. Tra le eccezioni riportiamo il Municipio 20, dove il distacco è minimo, e i municipi 2 e 17 che compongono la parte più settentrionale del Centro cittadino e che rappresentano la storica roccaforte della destra romana.

2008: la capitale svolta a destra

Figura 2

Nel 2008 il sindaco Veltroni (PD) si dimette per guidare il Centrosinistra alle elezioni politiche (perse) contro Berlusconi. Il Centrosinistra sceglie come candidato l’ex sindaco Francesco Rutelli (PD) mentre il Centrodestra ripresenta l’ex ministro Alemanno (PdL). La sfida al primo turno si rivela piuttosto equilibrata con un vantaggio del Centrosinistra. Alemanno può però contare sui voti dei candidati minori di destra e centro e, cavalcando la questione sicurezza, riesce a ribaltare la situazione e vincere il ballottaggio di circa 6 punti percentuali. Per la destra romana è una vittoria storica che gli garantisce per la prima volta la guida della capitale.

Dal punto di vista territoriale (Figura 2), possiamo individuare nei quartieri più periferici le zone di maggiore forza del Centrodestra. Ciò risulta evidente soprattutto al ballottaggio dove il Centrosinistra prevale solamente nei quartieri più centrali.

2013: la rivincita del Centrosinistra

Figura 3

La sindacatura di Alemanno (PdL) non si rivela particolarmente incisiva (in positivo) e già alle successive elezioni la popolarità del sindaco uscente è piuttosto bassa. A questo si aggiunge un clima nazionale pessimo per il Centrodestra e la presenza di un candidato indipendente Alfio Marchini (Ind), che raccoglie il consenso della parte più moderata della coalizione uscente. Dall’altra parte il Centrosinistra, cha ha appena “non-vinto” le elezioni politiche, si sente pronto a capitalizzare i cinque anni di opposizione e, tramite delle primarie molto partecipate, sceglie come candidato il medico e senatore Ignazio Marino (PD). Il quadro è ulteriormente frammentato dalla presenza di Marcello De Vito (M5S), candidato dal MoVimento 5 Stelle che ha appena terremotato il quadro politico nazionale.

Marino raccoglie un ampio consenso al primo turno superando Alemanno di oltre 10 punti percentuali. Non sfondano né i 5 Stelle, ben al di sotto del risultato delle recenti politiche, né l’indipendente Marchini. Al ballottaggio non c’è storia per il Centrodestra che viene travolto e sconfitto con oltre 25 punti di distacco.

Ancora una volta (Figura 3), il Centrosinistra si dimostra più forte nei quartieri centrali lasciando prevalere di poco il Centrodestra solamente nel Municipio 15 al primo turno, mentre al ballottaggio Marino ottiene la maggioranza in tutti i municipi.

2016: il trionfo dei 5 Stelle

Figura 4

Anche la sindacatura di Marino (PD) non soddisfa il gusto dei romani che criticano l’apparente immobilismo dell’amministrazione. Il sindaco diventa un bersaglio anche della stampa nazionale e viene coinvolto in una serie di piccoli scandali (più che altro scivoloni) che però vengono montati con cinismo dall’opposizione, soprattutto da parte dei 5 Stelle. Infine l’avvio dell’inchiesta “Mafia Capitale”, che coinvolge esponenti politici romani di Centrodestra e Centrosinistra, mina fortemente la credibilità di un’amministrazione che si era molto spesa sul tema della legalità.

A fine 2015 arriva la decisione del PD nazionale di “scaricare” il sindaco Marino facendo dimettere i propri membri dell’Assemblea Capitolina e provocando, di conseguenza, l’automatica decadenza del sindaco in carica. Vengono quindi indette elezioni anticipate nel 2016. Dopo le iniziali voci di una ricandidatura di Marino, il sindaco uscente decide di cedere il passo. Il Centrosinistra seleziona tramite le primarie il deputato Roberto Giachetti (PD) mentre il Movimento 5 Stelle opta per la consigliera Virginia Raggi (M5S). Ancora una volta il centrodestra si divide. La parte più moderata sostiene nuovamente Alfio Marchini (Ind) che questa volta incassa l’appoggio anche di Forza Italia, mentre la destra si riunisce intorno alla candidatura dell’ex ministro Giorgia Meloni (FdI).

Senza troppe sorprese al primo turno risulta prima Raggi con circa 10 punti di vantaggio sul Centrosinistra di Giachetti. La divisione nel Centrodestra, infatti, gli impedisce di accedere al secondo turno nonostante la somma dei due candidati sia maggiore del risultato di Giachetti. Al ballottaggio, anche a Roma, si osserva una confluenza tra gli elettorati pentastellati e del Centrodestra che porta Raggi ad un vero e proprio trionfo superando i due terzi dei voti.

Dal punto di vista territoriale (Figura 4), già al primo turno Raggi conquista quasi tutti i municipi tranne quelli del Centro storico. Al ballottaggio emerge con chiarezza la forze dei 5 Stelle nei quartieri periferici, soprattutto dell’est e del sud. Raggi risulta prima, pur con un distacco minimo, anche nel Centro storico della città.

Abbiamo visto che le ultime elezioni amministrative hanno portato ad esiti piuttosto variegati con risultati che spesso hanno assunto le dimensioni di ondate corrispondenti al clima politico del momento. Nella prossima pagina cercheremo di capire invece il posizionamento politico della capitale rispetto al resto d’Italia.

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