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Elezioni amministrative 2022 a VERONA: l’analisi e il pronostico di BiDiMedia

Precedenti elezioni

Nella Prima Repubblica, il comune di Verona fu una roccaforte della Democrazia Cristiana (DC) che risultò sempre primo partito nelle elezioni politiche ed amministrative. Fino agli anni ’70, la DC ottenne stabilmente circa il 45% dei voti, mentre dagli anni ’80 incominciò a ripiegare a favore degli alleati del Pentapartito (PSI, PSDI, PRI, PLI). Solo nel 1992 la DC scese sotto il 30% delle preferenze, soprattutto per la comparsa della Lega Nord (LN) che balzò al 20% dei voti.

A livello amministrativo, nel primissimo dopoguerra le forze della sinistra riuscirono a governare la città per qualche anno, ma dovettero poi cedere il passo alla DC che espresse per oltre quarant’anni il primo cittadino (ricordiamo che fino agli anni ’90, i sindaci erano eletti dal Consiglio Comunale).

Con la Seconda Repubblica, Verona passò dalla DC al Centrodestra di cui divenne una solida roccaforte. In particolare, nonostante l’iniziale exploit della LN, la città divenne più favorevole a Forza Italia (FI) e, in misura minore, ad Alleanza Nazionale (AN). Solamente verso la fine degli anni ’10, il Centrodestra veronese cominciò ad essere dominato dalla Lega Nord.

La prima sindaca eletta direttamente dai cittadini nel 1994, Michela Sironi (FI), fu infatti espressione di Forza Italia ed ottenne l’appoggio della LN e di AN solamente per il ballottaggio contro il Centrosinistra in cui vinse superando il 60% dei voti. Sironi fu rieletta agevolmente quattro anni dopo senza il sostegno della LN.

Ora daremo uno sguardo più approfondito agli ultimi quattro appuntamenti elettorali.

2002: la divisione del Centrodestra premia il Centrosinistra

Figura 1

La sindaca uscente Sironi (FI) non può ricandidarsi e sulla sua successione si consuma una faida interna a FI. Il Presidente del Veneto Galan (FI) impone un suo candidato, l’imprenditore Pierluigi Bolla (FI) contro il volere della sindaca uscente che punta sul senatore Aventino Frau (FI). Lo scontro si conclude con l’espulsione di Sironi da FI e la candidatura di Frau in autonomia. Dall’altra parte il Centrosinistra candida l’avvocato Paolo Zanotto (DL), figlio di un ex sindaco DC e molto apprezzato negli ambienti cattolici cittadini.

Il primo turno si conclude con Bolla in vantaggio di 7 punti percentuali su Zanotto mentre Frau supera di poco il 5% dei voti. Al ballottaggio, però, la lista civica di Frau si apparenta ufficialmente con il Centrosinistra, dando a Zanotto la spinta necessaria per rimontare e battere Bolla con un margine di quasi 10 punti percentuali.

Nella Figura 1 vediamo che, al primo turno, il Centrodestra vince in quasi tutte le circoscrizioni tranne l’ottava che corrisponde alla parte più collinare del comune. Bolla risulta in generale più debole nella parte orientale della città e nella quarta circoscrizione. Questa distribuzione si conferma anche al ballottaggio in cui il Centrosinistra conquista tutte le circoscrizioni, anche se la prima e la terza solamente di pochi punti percentuali.

2007: il ritorno trionfale del Centrodestra

Figura 2

Nel 2007 il Centrodestra si presenta unito con l’obiettivo di riprendersi Palazzo Barbieri. Dopo un’iniziale divisione sul nome del candidato, l’accordo viene trovato sul giovane Flavio Tosi (LN) che sfida il sindaco uscente Zanotto (PD) sostenuto dal Centrosinistra compatto. Tosi impernia tutta la sua campagna elettorale sulla sicurezza e riesce a conquistare i veronesi in un periodo comunque favorevole al Centrodestra nazionale. Tosi infatti trionfa già al primo turno superando il 60% dei voti e staccando Zanotto di 24 punti percentuali.

Di conseguenza, la mappa del comune (Fig. 2) si colora di un blu uniforme, dato che Tosi vince in tutte le circoscrizioni con un vantaggio superiore al 20%. Possiamo comunque dire che la terza e la quinta circoscrizione si confermano le più favorevoli al Centrodestra, a cui si aggiunge l’ottava che non è nuova a bruschi cambiamenti di umore politico.

2012: Tosi si conferma nonostante le divisioni

Figura 3

Nel 2012, la situazione nel Centrodestra è piuttosto complicata. Il Popolo della Libertà di Berlusconi sostiene il governo Monti, mentre la LN è all’opposizione. Questa divisione nazionale si riflette anche in alcuni contesti locali tra cui Verona. Il sindaco uscente Tosi (LN) si ricandida con il solo appoggio del suo partito e della sua lista civica personale. Il resto del Centrodestra sostiene invece l’imprenditore Luigi Castelletti (PdL).Tosi però si rivela più forte delle divisioni ed ottiene una travolgente vittoria al primo turno. La sua lista civica personale incassa il 37% delle preferenze, surclassando l’11% della LN. Nulla può il Centrosinistra riunito intorno al sindacalista Michele Bertucco (PD) che subisce anche la competizione del MoVimento 5 Stelle che per la prima volta si presenta in città ottenendo un discreto risultato.

Nella Figura 3 osserviamo che la quinta circoscrizione risulta ancora la più favorevole al Centrodestra e, poco dietro, si collocano nuovamente la terza e l’ottava. Più contenuto il vantaggio nella prima e nella seconda circoscrizione anche se abbondantemente sopra il 20%.

2017: una sfida tutta interna al Centrodestra

Figura 4

Il secondo mandato di Tosi è tutt’altro che sereno. Nel 2014 il suo più stretto collaboratore viene arrestato per corruzione. L’anno successivo i rapporti tra Tosi e i vertici della LN cominciano ad incrinarsi sulla ricandidatura di Zaia alla presidenza del Veneto (a cui Tosi ambiva) e sulla svolta sovranista di Salvini. Lo scontro si conclude con l’espulsione di Tosi dal partito e la sua candidatura in quota centrista alla presidenza del Veneto. Il tentativo però, non si conclude positivamente e Tosi arriva quarto con quasi il 12% dei voti e perde anche nella sua città, seppur di poco.

Nel 2017 Tosi, che nel frattempo ha fondato un partito personale, non può ricandidarsi e punta sulla sua compagna nella vita e di partito, la senatrice Patrizia Bisinella (Fare!). Tutti i partiti nazionali del Centrodestra individuano in Federico Sboarina (Ind) il candidato per unire la coalizione. Sboarina, figlio di un ex sindaco DC, era stato assessore durante il primo mandato di Tosi. Il campo del Centrodestra si frammenta ulteriormente con la candidatura del civico Michele Croce (Ind).

Il Centrosinistra, che potrebbe sfruttare le spaccature del Centrodestra, si presenta anch’esso diviso. La parte di sinistra decide di correre autonomamente sostenendo l’ex candidato del 2012, Bertucco (Ind), mentre il resto della coalizione sceglie, tramite le primarie, Orietta Salemi (PD). Chiude il quadro il candidato del MoVimento 5 Stelle, Alessandro Gennari (M5S).

Il primo turno si conclude con una timida affermazione di Sboarina che arriva primo ma, considerando il peso dei partiti che lo sostengono, non ottiene un risultato eccezionale. Per il secondo posto, si assiste ad un testa a testa tra Bisinella e Salemi che si conclude a favore della candidata tosiana che accede al ballottaggio. Per la prima volta, il secondo turno si svolge tra due candidati della stessa area politica. Buona affermazione del M5S che conferma il risultato di cinque anni prima. Ottimo risultato anche per Croce e per Bertucco, sufficiente ad escludere il Centrosinistra dal ballottaggio.

Il secondo turno conferma sostanzialmente i rapporti di forza del primo turno, il che porta Sboarina e il Centrodestra alla vittoria.

Nella Figura 4 osserviamo che Bisinella non risulta vincitrice in nessuna circoscrizione. Al contrario, il Centrosinistra riesce a prevalere al primo turno nella prima e nella seconda circoscrizione, mentre le altre vedono un vantaggio di Sboarina che diventa consistente nella quarta circoscrizione. Al ballottaggio, il Centrodestra di Sboarina vince in tutte le circoscrizioni confermando in linea di massima la distribuzione del primo turno.

Abbiamo visto che, da quindici anni a questa parte, la politica veronese è chiaramente appannaggio del Centrodestra. Ci chiediamo, però, se si tratta di una condizione solida ed immutabile oppure se, con le giuste condizioni, questo dominio possa essere scalfito. Nella prossima pagina cercheremo di rispondere a queste domande.

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