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Elezioni regionali 2020, CALABRIA: l’analisi e il pronostico BiDiMedia

Le elezioni regionali più recenti

Nella Prima Repubblica la Calabria vide sempre la Democrazia Cristiana come forza maggioritaria, tuttavia il Partito Comunista Italiano aveva alcune zone di forza sulla Sila e nel crotonese. Con l’avvento della Seconda Repubblica, la Calabria divenne una regione contesa tra Centrodestra e Centrosinistra e spesso si ritrovava dalla parte del vincitore nazionale. A livello locale gli elettori calabresi hanno sempre bocciato la maggioranza uscente. In realtà, entrambe le elezioni del 1995 e 2000 furono vinte dal Centrodestra ma nel corso della legislatura consigliare 1995-2000, un ribaltone portò il Centrosinistra al governo regionale. Se, però, entrambe queste elezioni furono combattute e dall’esito non scontato, le ultime tre elezioni regionali hanno sempre visto vittorie a valanga.

Regionali 2005, vince il Csx

Figura 1

Nel 2005, il Centrosinistra riuscì ad imporsi in 12 delle 14 regioni al voto risultando il grande vincitore di quella tornata amministrativa. In Calabria, la maggioranza uscente di Centrodestra fu travolta dal Centrosinistra che portò alla presidenza della regione Agazio Loiero (DL) sconfiggendo di quasi 20 punti il sindaco di Catanzaro Abramo (FI). Osservando la Figura 1, possiamo notare come il dominio del Centrosinistra fosse quasi totale, lasciando al Centrodestra solo alcuni comuni della provincia di Catanzaro e della piana di Gioia Tauro, storica roccaforte della destra calabrese.

Il 2010: Cdx a valanga

Figura 2

Le successive elezioni si tennero in ben altro clima rispetto alle precedenti. Il Centrodestra guidato da Berlusconi riuscì a incassare una delle sue ultime vittorie nazionali e strappare al Centrosinistra diverse regioni. Anche in Calabria il Centrodestra risultò vittorioso con il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Scopelliti (PdL) che sconfisse con un ampio margine di 25 punti percentuali il presidente uscente Loiero (PD). Al risultato negativo del Centrosinistra contribuì anche la candidatura dell’imprenditore Filippo Callipo sostenuto da Italia dei Valori e Radicali, oggi candidato del Centrosinistra alla guida della regione. Nella Figura 2 osserviamo che l’affermazione del Centrodestra fu netta nelle province più meridionali della penisola calabrese, compresa la provincia di Crotone, storicamente una roccaforte del Centrosinistra. Più variegata la situazione nella provincia di Cosenza in cui il Centrosinistra riuscì ad affermarsi in numerosi comuni senza però riuscire a determinare un risultato complessivo positivo per Loiero.

2014: Calabria rossa

Figura 3

Nel 2014 il presidente Scopelliti (NCD) si dimise a seguito della condanna a sei anni per abuso d’ufficio e falso, per il quale è tuttora in carcere. Le elezioni si tennero quindi nel novembre 2014, in anticipo di sei mesi. Ancora una volta la Calabria seguì il vento nazionale e il Centrosinistra, forte dell’affermazione del PD di Renzi alle europee pochi mesi prima, riconquistò la regione con l’attuale presidente Mario Oliverio (PD) staccando gli avversari di quasi 40 punti. Il Centrodestra, rassegnato alla sconfitta, si divise tra la presidente della provincia di Catanzaro, Wanda Ferro (FI), e il senatore Nico D’Ascola (NCD). Il Movimento 5 Stelle, per la prima volta presente alle elezioni regionali in Calabria, ottenne circa il 5% dei voti, un risultato deludente per una forza politica che soli 6 mesi prima aveva ottenuto più del 20% dei consensi.

Nella Figura 3, notiamo che sono davvero pochi i comuni in cui Oliverio non si è affermato come candidato più votato. Inoltre non si evince una particolare distribuzione geografica nel voto, tranne forse una limitata forza del Centrosinistra nella parte centrale della regione.

Nella prossima sezione, a pagina 3, riporteremo i (pochi) sondaggi pubblicato per le elezioni regionali di domenica e cercheremo di fare alcune considerazioni e previsioni per i risultati.

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