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Germania – Elezioni in Sassonia e Brandeburgo: il giorno dell’estrema destra?

La Germania guarda a Est e all’ascesa dell’estrema destra. Domani infatti gli elettori di Sassonia e Brandeburgo sono chiamati a votare per rinnovare i rispettivi Landtag, i parlamenti regionali.

Sassonia

In Sassonia attualmente governa una coalizione tra CDU, il centrodestra di Angela Merkel, e la SPD, i socialdemocratici. Nel 2014 ottennero rispettivamente il 39% e il 12% ed elessero Stanislaw Tillich come Ministerpräsidentil primo ministro del Land. A seguito del deludente risultato ottenuto alle elezioni federali del 2017, Tillich ha però deciso di rassegnare le dimissioni ed è stato sostituito da Michael Kretschmer.

La Sassonia negli ultimi anni è però arrivate alle cronache nazionali, e non solo, in particolar modo per essere il centro dell’estrema destra tedesca.

Dresda, la capitale dello stato, è la città natale di PEGIDA, un movimento di estrema destra anti-immigrati che ha manifestato per settimane contro l'”islamizzazione” dell Germania. Durante un evento per celebrare la riunificazione del 2016 in città, Merkel è stata criticata come Volksverräter, una traditrice del “Volk ” tedesco.

Qui AfD, Alternative für Deutschland, il principale partito di estrema destra della Germania è particolarmente forte. Sia alle elezioni federali del 2017 sia alle europee del 2018 AfD è arrivata prima.

L’anno scorso a Chemnitz, terza città del land, si è scatenata una “caccia allo straniero” da parte di membri dell’estrema destra a seguito dell’omicidio di una persona in una rissa. Il caso ha tra le altre cose portato alla rimozione del capo dell’agenzia di intelligence interna della Germania (BfV), Hans-Georg Maaßen, che con delle controverse dichiarazioni ha avvallato l’idea che fosse vicino a AfD.

Negli ultimi sondaggi, AfD è data alta, ma non vincente. Per Forschungsgruppe Wahlen, ad esempio, la CDU è al 32% e AfD al 24,5%. Per Civey invece il partito di Kretschmer è al 29% e AfD al 24,9%. Con questi dati però formare un governo non sarà semplice. La Grosse Koalition non sarebbe più sufficiente e servirà il soccorso dei Grüne, dati tra il 10% e l’11%. Il rischio è che neanche i tre partiti abbiano la maggioranza e a quel punto potrebbero essere necessarie maggioranze fantasiose che includano o i liberali di FDP o la sinistra della Linke.

Brandeburgo

Dove si trova il Brandeburgo

Il Brandeburgo è invece parzialmente diverso. Qui come Ministerpräsident c’è Dietmar Woidke, esponente della SPD che governa con l’appoggio esterno della Linke. Questo land circonda letteralmente Berlino e costituisce la maggior parte del confine con la Polonia.

Nonostante sia uno dei land con meno popolazione nata al di fuori dalla Germania, l’estrema destra va molto bene. Alle elezioni europee AfD con poco meno del 20% dei consensi è arrivata prima, mentre alle elezioni del 2017 con praticamente gli stessi consensi si ritrovò al secondo posto, dietro la CDU.

Il candidato di AfD alla guida del land è Andreas Kalbitz, esponente dell’ala più di destra e dura del partito. Oltre alle promesse anti-immigati, AfD propone un miglioramento dei servizi pubblici locali e l’aumento del salario minimo. A est il reddito mensile medio è di €533 più basso rispetto a quello occidentale e la disoccupazione in questo land è pari al 5,3%, leggermente più alta di quella nazionale.

Uno degli slogan del partito per queste elezioni statali è “Wende 2.0”. Wende (“inversione di tendenza”) si riferisce alla fine del comunismo a seguito del crollo del muro di Berlino nel 1989.

Gli ultimi sondaggi danno una situazione incerta. Forschungsgruppe Wahlen, Civey e INSA vedono la SPD prima con il 21-22%, ma subito dopo c’è AfD con il 20-21%. E si tratta di un recupero dell’ultimo minuto perché a inizio luglio i sondaggi vedevano il movimento di estrema destra al primo posto. Dopo ci sono la CDU, la Linke e i Verdi tra il 14% e il 17%. A seguito delle elezioni si potrebbe avere una coalizione rosso-rosso-verde, cioè SPD, Linke e Grüne. Sempre che basti. Ingo Senftleben, leader della CDU e uomo con posizioni vicino a quelle di Merkel (anche sui rifugiati), nel frattempo ha detto di essere disposto a collaborare anche con la Linke per formare un governo.

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