Le prime elezioni parlamentari in Liechtenstein risalgono al 1862, quando fu promulgata una costituzione che istituiva per la prima volta il Landtag del paese, formato da 12 deputati di ruolo e 5 vice deputati. Nei primi decenni dell’esistenza del Landtag i parlamentari venivano eletti durante un’assemblea dei rappresentanti dei vari comuni e non esistevano partiti politici ufficialmente riconosciuti.
Durante la prima guerra mondiale il paese fu gravemente colpito dalla crisi economica a causa dell’embargo delle potenze alleate. Il malcontento popolare costrinse l’allora Principe Giovanni II, detto “il buono” ad indire elezioni a suffragio universale con la partecipazione di partiti politici organizzati. Per poter far mantenere al granduca un parziale controllo del parlamento fu deciso di aggiungere ai 12 membri eletti del parlamento altri 3 nominati direttamente dal Principe. I commercianti e la classe borghese del paese, che volevano avere più potere nell’amministrazione del paese, fondarono il Partito Popolare Sociale Cristiano (Christlich-Soziale Volkspartei , VP), di orientamento liberalconservatore, per partecipare alle elezioni. Come reazione, i proprietari terrieri fondarono un proprio partito, il Partito Progressista dei Cittadini (Fortschrittliche Bürgerpartei, FBP) che a dispetto del nome, aveva un’ideologia nettamente conservatrice. Essendo il VP il partito relativamente più progressista dei due, i suoi membri furono chiamati “rossi” e il rosso divenne il colore di riferimento del partito. I membri del FBP scelsero quindi in opposizione il colore blu, che assieme al rosso rappresenta i colori della bandiera del Liechtenstein. Il FBP vinse le elezioni del 1918, ottenendo 7 seggi su 12. Nel 1921 fu approvata una nuova costituzione che istituiva la figura del Primo Ministro, carica che fu affidata a Josef Ospelt del FBP. Nelle successive elezioni del 1922 tuttavia fu il VP ad ottenere la maggioranza dei seggi e il suo leader, Alfond Feger divenne primo ministro. Nel 1928 il FBP tornò ad avere la maggioranza dei seggi e la carica di primo ministro. Nelle stesso anno, alla morte di Giovanni II divenne Principe del Liechtenstein il fratello Francesco I.
Nella primavera del 1938, subito dopo l’annessione dell’Austria alla Grande Germania di Hitler, si diffuse il timore che anche il piccolo principato sarebbe stato conquistato dai nazisti. il principe Francesco I , ottantaquattrenne e non più in salute, incapace di gestire la tensione politica del momento, decise di abdicare. Poiché né lui né suo fratello Giovanni II avevano avuto figli, gli sarebbe dovuto succedere il nipote Aloys, figlio di sua sorella Henriette. Tuttavia Aloys rinunciò al titolo a favore del figlio, il trentunenne Francesco Giuseppe II . Nel frattempo il nazismo si infiltrava nella politica del paese. Il VP si era fuso con un piccolo partito filonazista, cambiando il proprio nome in Unione Patriottica (VU) e spostandosi decisamente a destra. Un altro partito filonazista, il Movimento Nazionale Tedesco in Liechtenstein nel 1939 organizzò un tentativo di colpo di stato per rovesciare il principato e proclamare l’unificazione con la Germania. Nel 1939, per timore che il partito nazista vincesse le elezioni, il principe si mise d’accordo con i due partiti maggiori per formare una “grande coalizione ” di governo ed organizzare elezioni cosiddette “silenziose”. Il parlamento fu sciolto e le elezioni furono organizzate la settima successiva. Il FBP e il VU presentarono 15 candidati in totale per i 15 seggi. Prima che il partito nazista potesse presentare i propri candidati il governo decise che, essendo il numero totale di candidati uguale a quello dei seggi disponibili, non era necessario tenere le elezioni e i candidati furono considerati eletti per mancanza di avversari.
Il Liechtenstein riuscì quindi a mantenersi neutrale durante la seconda guerra mondiale. Alla fine del conflitto, a causa delle gravi difficoltà finanziarie del paese, fu deciso di continuare i governi di “grande coalizione”, con un primo ministro del FBP e un vice primo ministro del VU. La collaborazione tra i due partiti sarebbe durata per tutti i decenni successivi. Negli anni successivi l’economia del paese torno a prosperare e il Liechtenstein divenne un importante centro finanziario internazionale.
Nella maggior parte delle elezioni del dopoguerra FBP e VU furono gli unici partiti presenti alle elezioni, anche perché la legge elettorale prevedeva una soglia di rappresentanza del 18% che rendeva praticamente impossibile ai piccoli partiti di ottenere rappresentanti. Nel 1953 si presentò per la prima volta alle elezioni un partito di sinistra, il Partito dei Lavoratori e dei Contadini, di ispirazione comunista, che ottenne il 6,9% dei voti. Nel 1963 fu la volta di un partito di ispirazione democristiana, il Partito Cristiano Sociale, che ottenne il 10,1% dei voti. Nel 1970 l’Unione Patriottica riuscì per la prima volta a diventare il primo partito del paese e ad ottenere il posto di primo ministro. Negli anni successivi si sono alternati primi ministri di entrambi i partiti. Il VU ha tenuto la carica nei periodi 1970-1974, 1978-1993, 1993-2001 e 2009-2013. Il primo ministro è appartenuto al FBP nel periodo 1974-1978, per pochi mesi nel 1993, tra il 2001 e il 2009 e infine dal 2013 ad oggi. Negli anni ’80 la soglia di sbarramento fu abbassata all’8%. Alle elezioni del 1986, sulla scia del successo dei verdi tedeschi, si presentò una lista ecologista progressista, la Lista Libera (FP) che ottenne il 7,1% dei voti, non riuscendo a superare la soglia di sbarramento. La lista Libera tuttavia da allora si è presentata a tutte le elezioni successive e dal 1993 ad oggi ha sempre ottenuto da 1 a 3 rappresentati in parlamento. Nelle elezioni del 1993, a causa dell’elezione di 2 esponenti della Lista Libera, per la prima volta nessun partito ottenne la maggioranza assoluta dei seggi. Il FBP ottenne la maggioranza dei seggi e la poltrona di primo ministro pur essendo arrivato in seconda posizione dietro all’Unione Patriottica come numero di voti. Pochi mesi dopo il primo ministro del FPB fu sfiduciato dal parlamento portando a nuove elezioni che videro la vittoria dell’Unione Patriottica.
Nel 1989, il principe Hans-Adam II successe al padre al trono. Nel 2003 fu indetto un referendum per aumentare i poteri del principe, fino ad allora prevalentemente cerimoniali. Hans.-Adam minacciò di abbandonare il paese se il referendum non fosse passato. Dopo la vittoria referendaria il principe passò il potere politico appena acquisito al figlio Alois, mantenendo solo la carica formale di sovrano del paese.
Nel 2013 ha fatto ingresso nel parlamento un quarto partito, la lista dei cosiddetti “Indipendenti“, un raggruppamento populista di destra, che ha acquisito popolarità grazie ad una campagna xenofoba contro l’immigrazione e i richiedenti asilo. Nel 2018 il gruppo degli “indipendenti” in parlamento si è spaccato ed è nato un nuovo gruppo, formato da elementi più moderati del partito, chiamato Democratici per il Liechtenstein.
Nelle prossime pagine i risultati delle ultime elezioni, i principali partiti politici e i possibili scenari post-elettorali
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