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lL GIRAMONDO – Uno sguardo a sondaggi ed elezioni in giro per il Mondo: Elezioni in Paraguay. La “democrazia fasulla” dell’imperituro Partito Colorado

Gli elettori del Paraguay sono chiamati il 22 Aprile all’elezione del Presidente della Repubblica, degli 80 membri della Camera dei Deputati e i 45 membri del Senato. Le elezioni generali si tengono ogni 5 anni. Il presidente uscente Horacio Cartes, del Partito Colorado non può essere rieletto per un secondo mandato secondo la costituzione vigente.

Il Presidente del Paraguay è eletto con votazione diretta a turno unico. Gli 80 membri della Camera sono eletti su base proporzionale in 18 collegi plurinominali, corrispondenti alle province del paese. I 45 membri del senato vengono eletti con un sistema proporzionale a lista chiusa su collegio unico nazionale.


SISTEMA POLITICO

Il Paraguay è una repubblica democratica rappresentativa presidenziale basata su un sistema multipartitico. La costituzione nazionale prevede una separazione dei poteri in tre rami: il potere esecutivo è esercitato esclusivamente dal presidente, il potere legislativo spetta alle due camere del congresso nazionale, mentre il potere giudiziario spetta ai tribunali, alle corti di diritto civile e ai nove membri della Corte Suprema di Giustizia, tutti indipendenti dal Presidente e dal Parlamento.

Il Democracy Index dell’Economist Intelligence Unit classifica il Paraguay come “democrazia imperfetta” al livello di paesi tipo Singapore, Tunisia, Messico e Indonesia.

LA STORIA POLITICA RECENTE

La storia politica del Paraguay dal dopoguerra ad oggi è stata dominata dal Partito Colorado, che si è sempre caratterizzato per la sua posizione politica di destra conservatrice e nazionalista.
Dopo la seconda guerra mondiale, la politica del Paraguay ebbe un periodo di particolare instabilità dovuta ai conflitti tesi a raggiungere il potere, sfociati nei disordini di guerra civile del 1947.
La serie di governi instabili sfociò nel 1954 nel regime del dittatore Alfredo Stroessner, (appoggiato dal partito Colorado) di connotazione politica profondamente conservatrice che, appoggiato dagli Stati Uniti, rimase al potere per più di trenta anni. Il regime guidato da Stroessner produsse in una certa misura una modernizzazione, ma si caratterizzò per estese violazioni dei diritti civili, corruzione e brogli elettorali, uso metodico della violenza come arma politica, anche nei confronti degli aderenti del partito del Presidente considerati a qualunque titolo infidi, ed una gestione “personale” dell’economia nazionale, tale da lasciare poco spazio ad altre iniziative private degne di nota.
Lo stato di degrado del paese, l’isolamento internazionale, l’età del dittatore e il disastroso stato delle finanze sfociarono negli anni ’80 in una serie di dimostrazioni pubbliche contro il regime guidate dal PLRA (Partito Liberale Radicale Autentico) il maggior partito di opposizione.

Nel 1989, con la fine della guerra fredda, la dittatura anticomunista di Stroessner non aveva più ragione di esistere. Il vecchio dittatore venne deposto per mano di un altro membro del suo partito  il generale Andrés Rodríguez, permettendo quindi al partito Colorado di mantenere il controllo del governo per un ventennio.

Nell’aprile del 2008 un candidato progressista, l’ex vescovo Fernando Lugo, dell’Alleanza Patriottica per il Cambio (APC, sinistra socialista) ottenne una storica vittoria nelle elezioni presidenziali in Paraguay, sconfiggendo l’avversario, ed interrompendo 61 anni di dominio del Partito Colorado.

Tuttavia nel 2012, la Camera e il Senato, controllati dal Partito Colorado, avviarono una procedura di impeachment nei confronti di Lugo, legata alla morte di 17 persone uccise durante uno scontro a fuoco durante una protesta dell’opposizione, che fu rapidamente approvata, portando alla destituzione di Lugo, rimpiazzato dal Vicepresidente Federico Franco del PRLA.

Le elezioni politiche del 2013 videro il ritorno al potere del Partito Colorado, con l’elezione di Horacio Cartes alla presidenza.