Il governo di Macrì ha cambiato nettamente direzione rispetto all’era precedente, tornando alle politiche neoliberiste. La situazione economica ereditata dal governo della Kirchner era pesante, con riserve della Banca centrale argentina esaurite, deficit pubblico galoppante, controllo dei prezzi e barriere protezionistiche. Macrì si pose l’obiettivo di restaurare le regole del mercato economico e finanziario e di non aumentare le tasse. Nei primi due anni è riuscito a porre fine al default sovrano tagliando drasticamente i sussidi statali per i trasporti, l’elettricità, il gas e rimosso i controlli valutari, favorendo le importazioni con il peso che si è svalutato del 30%. Ha rimosso anche le quote export e le tariffe relative al mais e al grano, riducendo anche le tariffe sui semi di soia. ma l’inflazione è rimasta elevata. tra il 2017-2018 l’aumento dei tassi di interesse Usa e l’apprezzamento del dollaro hanno provocato unafuga dei capitali obbligando la Banca centrale a utilizzare le riserve valutarie nel frattempo ricreate e ad aumentare i tassi di interesse sino al 73%, quando nel giugno 2018, il peso si svaluta in un solo giorno del 6%. L’economia è entrata in recessione nonostante il prestito erogato nel 2018 da FMI di 57 miliardi di dollari, il più grande salvataggio nella storia del FMI. I prezzi dei servizi pubblici, fissati dal 2002 nonostante l’elevata inflazione, sono stati gradualmente riportati ai valori di mercato con aumenti anche del 100%, la classe media si è impoverita, la popolazione sotto la soglia della povertà ha raggiunto il 32%.
Intanto le fazioni di destra e di sinistra del Partito Giustizialista tornavano a riunirsi per appoggiare il moderato Alberto Fernandez alla candidatura alla presidenza, il quale nominava Cristina Kirchner candidata alla vicepresidenza.
Le elezioni primarie dell’Agosto 2019 hanno visto una sconfitta netta di Macri rispetto ai due Fernandez. Il risultato ha spaventato i mercati: il peso ha subito un crollo del 20%, la banca centrale alza i tassi al 74% e la Borsa ha perso il 48%. Macrì ha allora varato una serie di misure a favore delle fasce più colpite dalla crisi economica (sgravi fiscali e aumento degli stipendi e delle pensioni più basse) provando a rinegoziare i prestiti con il FMI nel tentativo di evitare un terzo default del paese.
Nelle prossime pagine, i principali partiti politici ed i candidati alla presidenza.
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