Sono solo 6 i candidati per queste elezioni presidenziali. Uno dei motivi è che con il turno unico i candidati minori non possono contrattare il loro appoggio ai candidati che vanno al secondo turno. L’altro è che per essere candidati si deve pagare un deposito di circa 200’000 euro. Se un candidato non riesce a ottenere almeno il 10% dei voti, l’intero deposito viene perso. Per questo chi non ha speranza di arrivare al 10% generalmente rinuncia a candidarsi.
LEE JAE-MYUNG (Partito Democratico)
Lee Jae-myung (61 anni) è un politico sudcoreano, autore e avvocato per i diritti civili in pensione, governatore della provincia di Gyeonggi dal 2018 al 2021, candidato alla presidenza per il Partito Democratico, attualmente all’opposizione.
Proveniente da una famiglia di umili origini, ha iniziato giovanissimo a lavorare come operaio e si è poi laureato in giurisprudenza. Nel 1986 è diventato collaboratore di Roh Moo-hyun, avvocato difensore dei diritti umani e futuro presidente della Corea del Sud. Ha poi iniziato a lavorare come avvocato occupandosi della difesa dei diritti dei lavoratori. Nel 2005 è entrato a far parte del partito Uri (predecessore dell’attuala Partito Democratico) dedicandosi quindi all’attività politica. Nel 2008 è diventato vice-portavoce del Partito Democratico, collaborando con il futuro primo ministro Chung Sye-kyun.
Nel 2010 è stato eletto sindaco della città di Seongnam, carica che ha mantenuto fino al 2018. Durante il suo mandato ha creato un programma di assistenza sociale per gli anziani e un reddito di base per universale per i giovani studenti, migliorando al contempo la situazione finanziaria della città. Lee è un difensore dei diritti degli umani e una delle sue iniziative più caratteristiche è stato il bando alla vendita e alla macellazione della carne di cane. Nel 2018 è stato eletto governatore della provincia di Gyenonggi. Tra il 2020 e 2022 è stato principalmente occupato a contrastare la pandemia di covid-19 e a limitarne gli effetti economici e sociali nella sua regione.
Lee si candidò alla presidenza nel 2022 , vincendo la nomination del partito, ma perdendo di misura contro Yoon Suk Yeol alle elezioni generali. Nel gennaio 2024, Lee sopravvisse a un tentativo di assassinio . A novembre, fu condannato per aver violato la legge elettorale ufficiale pubblica, negando falsamente il suo legame con Kim Moon-ki, ex dirigente della Seongnam Development Corporation, durante la sua campagna presidenziale del 2022. Durante la crisi della legge marziale sudcoreana del 2024 , Lee ha attirato l’attenzione internazionale per aver scavalcato la recinzione dell’edificio dell’Assemblea nazionale e aver documentato l’evento in diretta streaming. Successivamente, ha avuto un ruolo importante nel guidare l’ impeachment contro Yoon . Dopo la cessazione della presidenza di Yoon da parte della Corte costituzionale coreana , Lee ha avviato una nuova campagna per queste elezioni presidenziali.
Il programma di Lee per queste elezioni presidenziali è tendenzialmente populista e posizionato alla sinistra del Partito Democratico, tanto che qualcuno l’ha soprannominato il “Sanders Coreano”. I suoi obbiettivi principali riguardano la riduzione delle disuguaglianze sociali, la lotto al cambiamento climatico, alla pandemia globale e il mantenimento della Corea del Sud all’avanguardia della rivoluzione tecnologica. Lee dice di ispirarsi al “New Deal” di Franklin D. Roosvelt. Una delle sue promesse elettorale è l’implementazione di un reddito di base universale, finanziato con una tassa sulla produzione di gas serra e con una sulle proprietà terriere. Lee è anche tendenzialmente socialmente liberale, a favore della salvaguardia dei diritti delle persone LGBT+.
In politica estera è favorevole ad una distensione dei rapporti con la Corea del Nord e sostiene buone relazioni commerciali sia con gli USA (paese “alleato”) che con la Cina (“partner strategico”). Ha anche promesso di trasferire l’Ufficio del Presidente e l’Assemblea Nazionale a Sejong City, facendola diventare capitale amministrativa della Corea del Sud..
Kim Moon-soo (Partito del Potere Popolare)
Kim Moon-soo (73 anni) è un politico sudcoreano ed ex attivista sindacale, ministro del lavoro e dell’occupazione dal 2024 al 2025. È il candidato del Partito del Potere Popolare in queste elezioni presidenziali.
Kim si è laureato alla Seoul National University nel 1994, una laurea che ha ottenuto 25 anni dopo la prima iscrizione, dopo essere stato espulso due volte per aver partecipato a proteste studentesche contro il governo. Fu arrestato e torturato varie volte dal governo dittatoriale negli anni ’80, a causa della sua militanza come leader sindacalista. Iniziò la sua carriera politica quando ha partecipato alla fondazione del Partito Popolare (di centrodestra) nel 1990. Nel 1996, Kim fu eletto all’Assemblea Nazionale come candidato del Partito Nuova Corea (conservatore). Dopo aver continuato a ricoprire la carica di membro dell’Assemblea per altri due mandati, nel 2006 fu eletto governatore della provincia di Gyeonggi, carica che mantenne fino al 2014.
Nel 2018 fu candidato come sindaco di Seoul per il Partito della Libertà (destra conservatrice) arrivando in seconda posizione. Nel 2020 fondò un proprio partito conservatore, il Partito dell’Unificazione della Libertà, di estrema destra), per poi entrare nel 2022 nel Partito del Potere popolare. Nel 2022 fu nominato consigliere economico dal presidente Yoon Suk-yeol, per poi diventare ministro del Lavoro nel 2024.
Ha partecipato alle prima del PPP per queste elezioni presidenziali e lo scorso 3 maggio è stato nominato candidato ufficiale del partito con il 56,5% dei voti, battendo l’ex leader del partito Han Dong-hoon. il 6 maggio ha sospeso la campagna elettorale quando il PPP ha cercato di appoggiare l’ex primo ministro Han Duck-soo. Il 10 maggio tuttavia i membri del PPP hanno confermato l’appoggio a Kim.
Durante la campagna, Kim ha rilasciato delle scuse formali per la dichiarazione di legge marziale di Yoon, dicendo che era una decisione inappropriata che ha innescato disordini a livello nazionale e che avrebbe sconsigliato Yoon se avesse saputo del piano in anticipo. Ha anche promesso di trasferire l’Assemblea nazionale, di ridurre il numero dei parlamentari e di istituire un secondo ufficio presidenziale nella città di Sejong.
Lee Jun-seok (Partito Riformista)
Lee Jun-seok (40 anni) è il fondatore e leader del Partito Riformista, che lo candida in queste elezioni presidenziali.
Laureato all’Università di Harvard, è entrato in politica nel 2013, durante la presidenza di Park Geun-hye, diventando uno degli 11 membri del Consiglio direttivo del Grande Partito Nazionale (successivamente rinominato Saenuri), il partito conservatore allora al governo. Dopo l’impeachment di Park nel 2016, ha lasciato il Saenuri Party e si è unito al Partito Bareun, un piccolo partito di centro-destra di cui è diventato uno dei esponenti principali. Il Bareun Party è poi entrato a far parte di quello che sarebbe diventato il Partito del Potere Popolare, l’attuale partito di governo.
Nel giugno 2021, il PPP ha eletto Lee come suo leader, rendendolo la persona più giovane nella storia della Corea del Sud a guidare il principale partito conservatore. Come leader del PPP, Lee ha condotto il suo partito alla vittoria nelle elezioni presidenziali del 2022 e nelle elezioni locali del 2022. È stato notato per il suo forte antifemminismo e il sostegno degli “idaenam”, i giovani maschi celibi sudcoreani socialmente tradizionalisti.
Nel luglio 2022, Lee è stato sospeso $dal PPP a seguito di uno scandalo di corruzione e prostituzione. A fine 2023 Lee ha deciso di abbandonare il PPP e ha fondato il Partito Riformista.
Ideologicamente Lee è un politico di centrodestra economicamente liberale e socialmente conservatore. Si presenta come esponente di una nuova generazione politica. In economica propone di tagliare le inefficienze del settore pubblico, ispirandosi al DOGE di Elon Musk. Ha citato quest’ultimo come esempio da seguire per utilizzare ‘innovazione tecnologica e l’imprenditorialità come mezzo per stimolare la crescita economica.
Hwang Kyo-ahn (indipendente)
Hwang Kyo-ahn (68 anni) è un ex primo ministro ed ex presidente ad interim della Corea del Sud, che si candida a queste elezioni come indipendente.
Laureato in giurisprudenza, Hwang ha lavorato quasi 30 anni come procuratore distrettuale, occupandosi in particolare di sicurezza pubblica. Nel 2013 è stato nominato ministro della giustizia nel governo della presidente Park Geun-hye, per poi diventare primo ministro nel 2015. Nel dicembre 2016, quando la presidente Park Geun-hye fu messa in stato di accusa dall’Assemblea Nazionale, Hwang assunse la carica di presidente ad interim della Corea, fino all’elezione di Moon Jae-in , avvenuta il 9 maggio 2017.
Nel 2019 è stato eletto leader del Partito della Libertà della Corea, la nuova formazione politica del centrodestra sudcoreano, che nel 2020 si è fusa con altri partiti minori per diventare il Partito del Futuro Unito. Dopo la sconfitta del partine nelle elezioni legislative dello stesso anno, Hwang si è dimesso da leader del partito. Nel 2022 ha cercato inutilmente di farsi nominare candidato alle elezioni presidenziali dal Partito del Potere della Nazione (PPP), che invece ha scelto Yoon Suk-yeol. Ha poi abbandonato il partito e ha deciso di candidarsi in queste elezioni come indipendente.
Kwon Yeong-guk (Partito Democratico Laburista Coreano)
Kwon Yeong-guk (61 anni) è il leader del Partito Democratico del Lavoro (ex Partito della Giustizia), che lo candida alla presidenza della Corea del Sud in queste elezioni.
Di umili origini (il padre era un minatore), Kwon si è laureato in Ingegneria Metallurgica, per poi entrare in una azienda del settore della difesa dove ha poi iniziato la sua attività di sindacalista.
A causa del suo impegno nel sindacato fu licenziato e arrestato due volte, restando in prigione per quattro anni. Successivamente ha continuato ad impegnarsi nel sindacato per difendere i diritti dei lavoratori licenziati.
Si è candidato alle elezioni parlamentari del 2016, 2020 e 2024 senza mai venire eletto, continuando nel frattempo la sua attività di sindacalista.
Per queste elezioni presidenziali propone una politica progressista, a favore dei diritti delle persone socialmente svantaggiate, per l’uguaglianza e per la democrazia.
Song Jin-ho (indipendente)
Song Jin-ho (57 anni) è un uomo d’affari che si presenta come candidato indipendente.
Song detiene il record per il maggior numero di condanne penali per un candidati presidenziali, con 17 precedenti penali. I suoi reati includono frode, aggressione, percosse, danneggiamento della proprietà, violazioni del diritto del lavoro ed emissione di assegni a vuoto. Ha scontato otto pene detentive.
Concludiamo nella prossima ed ultima pagina con i sondaggi elettorali.
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