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IL GIRAMONDO – Elezioni in Finlandia: il ritorno dei socialdemocratici o dei “Veri Finlandesi”?

 

LA STORIA POLITICA

La  Finlandia è una dell più antiche democrazie europee. Le prime elezioni a suffragio universale furono tenute nel 1907, quando ancora la Finlandia era un granducato autonomo dell’impero russo, e videro la vittoria del  Partito Socialdemocratico. Il governo russo sciolse il parlamento locale dopo un anno. Le elezioni del 1908 videro di nuovo una maggioranza socialdemocratica. Stessa cosa accadde nel 1909, 1910, 1911, 1913, 1916 e 1917. Ad ogni elezione i socialdemocratici aumentavano i loro consensi. Nel 1918, a seguito della Rivoluzione Russa, si scatenò una  furiosa guerra civile tra i “Rossi” (comunisti e socialisti) e i “Bianchi (conservatori, agrari e minoranza svedese) per il controllo del paese. I Bianchi sconfissero i Rossi in pochi mesi, grazie anche al supporto del governo tedesco, e i conservatori poterono guidare il governo del paese fino agli anni ’30.

Nelle elezioni del 1919 il Partito Socialdemocratico si confermò primo partito del paese, seguito dalla Lega Agraria (agrari centristi), dal Partito di Coalizione Nazionale (conservatori) e dal Partito Progressista Nazionale (liberali). Le elezioni del 1922 videro l’arrivo in parlamento dei comunisti del Partito Socialista dei Lavoratori come quarta forza del paese.  Il panorama politico rimase simile con le elezioni del 1924 e del 1927.  Nel 1929 la Lega Agraria divenne il primo partito del paese e formò un governo di minoranza. Nel 1930 il Partito Socialista dei Lavoratori fu messi fuorilegge dal governo di centrodestra e i socialdemocratici tornarono ad essere primo partito del paese. Le elezioni del 1933 dettero risultati simili.

Le elezioni del 1936, seguite a tre anni di grave depressione economica, videro una netta vittoria dei socialdemocratici e un crollo dei partiti di centrodestra, che portò i socialdemocratici per la prima volta al governo all’interno di una coalizione con i partiti di centro.  I socialdemocratici sarebbero da allora in poi rimasti all’interno della coalizione di governo fino al 1957.  Dopo le elezioni del 1939, i cinque principali partiti del paese formarono un governo di unità nazionale a causa dello scoppio della seconda guerra mondiale.

Il 23 agosto 1939 l’Unione Sovietica e la Germania Nazista stipularono un patto segreto per la spartizione dei paesi dell’Europa nord-orientale. La Finlandia, l’Estonia, la Lettonia e l’est della Polonia (tutti territori appartenuti alla Russia zarista fino al 1917)  sarebbero stati assegnati alla sfera d’influenza sovietica.  Il 29 Novembre 1939 l’Unione Sovietica invadeva la Finlandia.  Grazie ad aiuti provenienti da diversi Paesi europei, l’esercito finlandese riuscì a  resistere per vari mesi e si arrese solo nel Marzo del 1940, quando dovette cedere la Carelia meridionale all’URSS.

Quando la Germania attaccò l’Unione Sovietica la Finlandia si alleò ai tedeschi dando così inizio alla cosiddetta guerra di continuazione, che sarebbe terminata solo nel 1944.  Una volta firmato l’armistizio con l’URSS, i finlandesi combatterono contro i tedeschi nelle zone oltre il Circolo polare occupate dalla Norvegia filonazista fino alla capitolazione dell’esercito tedesco.

Dopo la fine del conflitto,  nelle elezioni del 1945 fu ammessa la partecipazioni di partiti comunisti. Il partito socialdemocratico vinse ancora una volta ma con una differenza di un solo seggio sulla lista comunista della “Lega Democratica del Popolo Finlandese“. Fu formato un governo di unità nazionale, che andava dai conservatori ai comunisti, il quale firmò i trattati di pace con la Russia e i paesi occidentali. La Finlandia dovette rifondere pesanti danni di guerra all’URSS e firmare un  “Trattato di Amicizia, Cooperazione e Assistenza Reciproca” che se da un lato riconosceva l’influenza dell’URSS nella politica estera del paese, dall’altro garantiva alla Finlandia di rimanere un paese libero e democratico.

Dopo le elezioni del 1948, i socialdemocratici, preoccupati dell’influenza crescente dei comunisti nel governo, formarono un governo di minoranza con l’appoggio esterno degli agrari.  Le elezioni del 1951 e del 1955 videro in testa i socialdemocratici, seguiti dagli agrari e dai comunisti. Vennero formati vari governi di coalizione tra socialdemocratici e agrari. Nel 1956 fu eletto presidente della repubblica Urho Kekkonen della Lega Agraria, che sarebbe stato rieletto altre tre volte restando al potere ininterrottamente per 25 anni, diventando il protagonista indiscusso della politica finlandese.

Nelle elezioni del 1958 i comunisti arrivarono in testa con 2 seggi in più di socialdemocratici agrari, ma socialdemocratici e conservatori si accordarono per un governo che li escludesse. Nelle elezioni del 1962 furono gli agrari ad arrivare in testa e a guidare un governo di centrodestra con i conservatori. Nel 1966 i socialdemocratici tornarono primo partito del paese e formarono un governo di centrosinistra con i comunisti e con gli agrari, che nel frattempo avevano cambiato nome in “Partito di Centro“.  I socialdemocratici sarebbero rimasti primo partito del paese in tutte le elezioni fino al 1991. La coalizione di  centrosinistra fu confermata nelle elezioni del 1970. Dopo le elezioni del 1972 si formò un governo di centrosinistra senza i comunisti. Dopo le elezioni del 1975, in piena recessione economica fu formato un governo centrista di minoranza a cui seguì un governo guidato dai socialdemocratici con l’appoggio dei comunisti che fu confermato anche dopo le elezioni del 1979. I comunisti uscirono dal governo dopo le elezioni del  1983.

Le elezioni del 1987 videro un’avanzata del partito conservatore, che andò alla guida di un governo di “larga coalizione” con i socialdemocratici. Nel 1991 il Partito di Centro arrivò in testa e formò un governo di centrodestra con i conservatori.   Nel 1995 nuovo sorpasso dei socialdemocratici che andarono al governo in una coalizione con i conservatori, che fu confermata dopo le elezioni del 1999.  Nel 2003 i centristi tornarono al comando e formarono un governo con i socialdemocratici. Le elezioni del 2007 videro un netto calo dei socialdemocratici e i centristri formarono un nuovo governo con i conservatori.

Le elezioni del 2011 videro il crollo del partito di centro e la clamorosa avanzata della destra euroscettica dei “Veri Finlandesi” che diventarono la terza forza del paese dopo conservatori e socialdemocratici. Fu allora formato un governo di ampia coalizione formato da 6 partiti,  guidato dai conservatori, che comprendeva socialdemocratici, Verdi e l’Alleanza di Sinistra.  Le elezioni del 2015 videro il ritorno dei centristi come primo partito del paese e il netto calo di conservatori e socialdemocratici, che lasciarono i Veri Finlandesi come secondo partito in parlamento.

 

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