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IL GIRAMONDO – Elezioni in Finlandia: il ritorno dei socialdemocratici o dei “Veri Finlandesi”?

I PARTITI POLITICI

Sono 19 i partiti politici che si presentano a queste elezioni. Secondo i sondaggi 8 o 9  partiti dovrebbero essere in grado di essere rappresentati nel prossimo parlamento. Un seggio verrà assegnato al rappresentante delle Isole Aland che generalmente vota assieme al gruppo della minoranza svedese in parlamento.

 

 

PARTITO DI COALIZIONE NAZIONALE

National Coalition Party logo.png

Il Partito di Coalizione Nazionale (in finlandese Kansallinen Kokoomus, KOK) è un partito liberalconservatore, fondato nel 1918, uno dei partiti più antichi della Finlandia. Il partito è membro del PPE e aderisce all’Unione Democratica Internazionale.

Fino al 1918, quando la Finlandia faceva ancora parte dell’Impero Russo, esistevano due fazioni conservatrici: il Partito dei Finlandesi, fedele allo Zar e il Partito dei Giovani Finlandesi, favorevole all’indipendenza, che guardava con simpatia all’Impero Tedesco. Allo scoppio della guerra civile, le due fazioni confluirono nel Partito di Coalizione Nazionale. Una corrente di minoranza dei Giovani Finlandesi formò invece il Partito Progressista Nazionale.

Il partito negli anni trenta  subì una scissione dell’ ala destra che formò il Movimento Popolare Patriottico (IKL) simpatizzante dei regimi fascisti. Nel secondo dopoguerra il partito si spostò su posizioni  economicamente liberali, che portò alla scissione della fazione socialmente conservatrice che negli anni ’50 fece nascere il partito dei cristiano-democratici.

Il partito ha preso parte a vari governi di coalizione tra il 1918 e il 1963. Nelle elezioni del 1987 il partito ha ottenuto il suo massimo storico con il 23,1% dei voti, Negli anni successive hafatto quasi sempre parte del governo.  l soprattutto dal 1987, anno in cui il partito ottenne il suo massimo storico. Negli anni recenti i conservatori hanno ricoperto la posizione di primo ministro dal 2011 al 2015 con Jyrki Katainen e Alexander Stubb.

Il KOK è un partito di centrodestra liberalconservatore,  favorevole al libero mercato, ad una ridotta presenza dello stato nel settore industriale, alla salvaguardia del welfare, e considera positiva una limitata privatizzazione della sanità e della scuola. Marcato il sostegno nei riguardi dell’Unione europea e degli organismi internazionali come la NATO. Dal punto di vista social il partito, tradizionalmente  conservatore, è diventato negli ultimi anni nettamente più laico e liberale. La base del partito è formata soprattutto da elettori benestanti che vivono nelle zone urbane.

 

PARTITO DI CENTRO FINLANDESE

File:Centre Party (Finland).png

Il Partito di Centro Finlandese (in finlandese: Suomen Keskusta – KESK) è un partito di orientamento liberale fondato nel 1906 con la denominazione di Lega Agraria, assumendo l’odierna denominazione nel 1965.

Nel contesto politico del Paese, il Partito di Centro può essere considerato un partito politico di centro-destra, molto radicato nei piccoli comuni dove guida gran parte delle amministrazioni (a differenza del partito socialdemocratico, molto forte nelle aree metropolitane). Proprio per queste peculiarità, il Centro Finlandese propaganda la “decentralizzazione” del potere in favore delle aree rurali. Il partito è membro dell’Internazionale Liberale e dell’ALDE.

A differenza degli altri partiti liberali europei il partito non ha una matrice “liberale” derivando dalla antica “Lega Agraria”, ruralista.

Cardini della sua politica sono il decentramento dei poteri, il libero mercato e il supporto dello stato per le piccole imprese, il mantenimento della sicurezza sociale con uno sviluppato welfare state, l’ecologismo e l’accoglienza per gli immigrati. Pur essendo un partito centrista il Partito ha tra i suoi ideali la laicità dello Stato.

La Lega Agraria fu formata come unione di vari movimenti agrari del paese con ideali repubblicani; il partito rappresentava la piccolo-medio borghesia agraria che chiedeva una decentralizzazione del potere per sviluppare un settore che allora occupava la maggior parte della popolazione.

Fin dall’inizio il partito partecipò varie volte al governo del Paese, respingendo da un lato le idee comuniste, che volevano esportare anche in Finlandia l’esperienza della Rivoluzione d’Ottobre, dall’altro le spinte ultranazionalistiche. Negli anni il partito ha progressivamente perso la sua peculiarità “agraria” (pur propugnando sempre il decentramento dei poteri) assumendo posizioni centriste vicine alla piccola e medio borghesia.

Negli anni il Partito di Centro ha preso parte a gran parte dei governi soprattutto insieme al Partito Socialdemocratico Finlandese con governi di coalizione. Dopo le elezioni parlamentari del 2003 in cui, seppur di misura, con il 27.5% diventò il primo partito del paese, formò un governo di coalizione con il Partito Popolare Svedese di Finlandia ed il Partito di Coalizione Nazionale.

Tra i suoi esponenti di maggior rilievo va ricordato Urho Kekkonen, presidente del paese per ben 25 anni dal 1956 al 1981.

Attualmente il partito è appoggiato solamente per un 5% dalla popolazione agraria, gran parte del suo elettorato è composto da professionisti.

Nel 2003 Anneli Jäätteenmäki  divenne la prima donna a ricoprire la carica di Primo Ministro del paese.

Durante le ultime elezioni parlamentari del 2011 il partito ha registrato un netto calo dei voti, che l’ha portato ad essere il quarto partito della Finlandia e ad andare all’opposizione.  Dopo le elezioni del 2015 è tornato al governo con l’attuale primo ministro Juha Sipilä a capo di una coalizione di centrodestra.

 

VERI FINLANDESI

True Finns logo.svg

I Veri Finlandesi (in finlandese Perussuomalaiset, in svedese Sannfinländarna, abbreviato in PS)  è un partito di destra nazionalista euroscettica, fondato nel 1995, facente parte del gruppo ERC al parlamento europeo.

Il partito debuttò alle politiche del 1999 ottenendo lo 0,99% e un seggio. Alle elezioni politiche del 2003 ottenne tre seggi con l’1,6%. Nelle elezioni politiche del 2007 il partito raddoppiò i voti, ottenendo il 4,1% e cinque seggi.  Alle elezioni politiche del 2011 i Veri Finlandesi fecero un enorme balzo in avanti, diventando il terzo partito nazionale, con il 19% dei voti e 39 seggi, rimanendo comunque all’opposizione.

Alle elezioni politiche del 2015 i Veri Finlandesi ottennero il 17,7% e 38 seggi, diventando il secondo partito nazionale e per la prima volta, con il Governo Sipilä, i Veri Finlandesi entrarono nella compagine governativa, assieme ai centristi del Partito di Centro e i liberisti del Partito di Coalizione Nazionale[6].

Nel 2017 il partito subisce la scissione dell’ala moderata filogovernativa che forma il partito “Riforma Blu”, mentre i Veri Finlandesi passano all’opposizione.

Il partito combina posizioni di centro-sinistra dal punto di vista fiscale con posizioni  conservatrici dal punto di vista sociale e con un  messaggio radicalmente populista di destra nazionalista euroscettica.

Il partito è a favore di una  maggiore progressività delle imposte, l’aumento delle imposte sui profitti da capitale e la re-istituzione della tassa patrimoniale.

 

PARTITO SOCIALDEMOCRATICO FINLANDESE

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Il Partito Socialdemocratico Finlandese (in finlandese: Suomen Sosialidemokraattinen Puolue, SDP) è uno dei più importanti e antichi partiti politici finlandesi.

Il Partito socialdemocratico è anche il “fautore” con le sue politiche economiche di quello che ormai viene chiamato il “modello scandinavo”, cioè di un modello di economia basato da una presenza dello stato nei settori chiave del paese e da un welfare state molto grande e sviluppato soprattutto riguardo agli ammortizzatori sociali.

Di ispirazione marxista, nel 1893 nasce in Finlandia il “Partito Operaio di Finlandia” che 6 anni dopo cambierà il proprio nome in “Partito socialdemocratico di Finlandia”.

L’SDP nasce come movimento politico extraparlametare rappresentante di tutte le anime della sinistra finlandese fino al 1906 quando vengono istituite per la prima volta in Finlandia le elezioni politiche a suffragio universale dove l’SDP si presenta e risulta essere il primo partito del paese, pur non partecipando al governo estromesso dai partiti di centro-destra.

L’SDP così stabilizza il suo elettorato con un 40% dei voti fino al 1918. Durante guerra civile finlandese l’SDP combatté insieme ai “rossi” per esportare anche in Finlandia l’esperienza politica della Rivoluzione d’ottobre. Con la sconfitta dei “rossi” il partito, nonostante la scissione della componente comunista, alle elezioni parlamentari del 1919 ottenne il 20% dei voti, percentuale che poi rimarrà grosso modo costante nella storia del partito. La partecipazione dell’SDP nella guerra civile pregiudicò all’SDP la possibilità di guidare il paese per lungo tempo escluso in brevi periodi di governi di unità nazionale, in particolare durante la seconda guerra mondiale.

Nel ’56 l’SDP, pur essendo da circa 50 anni il primo partito finlandese, riuscì per la prima volta a formare un governo con a capo un proprio esponente, Karl-August Fagerholm.

Dal 1966 in poi l’SDP, ad esclusione alcuni brevi periodi (dal 1991 al 1995, dal 2007 al 2011 e dopo il 2015), partecipò sempre al governo del Paese, riuscendo più volte anche a conquistare la carica di primo ministro, alleandosi spesso con i centristi o formando governi con i marxisti della Lega Democratica Popolare Finlandese.

Dal 1982 al 2012 ha conservato anche la presidenza della repubblica.  La socialdemocratica Tarja Halonen, eletta nel 2000 e riconfermata per un secondo mandato nelle elezioni presidenziali del 2006 è stata la prima donna presidente della Finlandia.

 

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