Gli elettori della Guyana si recheranno alle urne il prossimo 1° settembre per eleggere il presidente e i 65 membri dell’Assemblea Nazionale, il parlamento monocamerale del paese.
Dal 2020 il governo è in mano al Partito Progressista Popolare/Civico (PPP/C), di centrosinistra il quale esprime anche il presidente Irfaan Ali. Il PPP/C è tornato al governo a seguito di regolari elezioni, dopo aver sconfitto la coalizione APNU + AFC, anch’essa di centrosinistra che aveva guidato il paese nei 4 anni precedenti. Le elezioni del 2020 erano state controverse a causa dei tentativi di truccare le elezioni a favore dell’alleanza di governo, tanto che ci vollero 4 mesi per avere i risultati ufficiali. Alla fine il PPP/C aveva vinto con 33 seggi su 65 contro i 31 della coalizione APNU+AFC.
In queste elezioni il PPP/C ha rinominato Irfaan Ali alla presidenza, mentre APNU e AFC stavolta presentano candidati e liste separate. Il candidato dell’APNU è Aubrey Norton, leader del Congresso Nazionale del Popolo – Riforma (PNCR), partito socialdemocratico e principale componente dell’alleanza APNU. L’Alleanza per il Cambiamento (AFC), che è una formazione politica liberale progressista, candida invece alla presidenza Nigel Hughes.
Le elezioni del 2025 si svolgono in un contesto di crescita economica senza precedenti, alimentata dalle recenti scoperte di petrolio offshore. Tuttavia, il paese deve anche affrontare tensioni etniche di lunga data e dibattiti sulla gestione delle risorse naturali. La gestione delle risorse petrolifere e la distribuzione della ricchezza sono temi centrali della campagna elettorale. I leader della società civile hanno spinto per un referendum per rinegoziare l’accordo di condivisione della produzione con il consorzio guidato da ExxonMobil, sebbene non sia chiaro se i principali partiti politici raggiungeranno un accordo su questa questione. Il governo si è impegnato a garantire che la ricchezza petrolifera sia distribuita equamente e utilizzata per lo sviluppo nazionale, comprese le infrastrutture, l’istruzione e i programmi sociali. Nonostante la crescita economica i livelli di povertà rimangono elevati. Per questo motivo lo scorso ottobre, Ali ha annunciato misure per distribuire parte della ricchezza petrolifera della Guyana, erogando pagamenti una tantum di 1.000 dollari in contanti a ciascuna famiglia, tasse universitarie gratuite e aumenti del salario minimo. Questo potrebbe aiutarlo a rimanere al potere anche per la prossima legislatura.
Nel frattempo la disputa territoriale con il Venezuela rimane centrale : il presidente venezuelano Maduro rivendica la regione contesa di Essequibo, ricca di petrolio e risorse, che comprende circa due terzi del territorio della Guyana. Questo continua a essere un punto critico. Si prevede che il governo della Guyana farà valere la propria posizione tramite la Corte Internazionale di Giustizia e si opporrà fermamente alle provocazioni venezuelane. La situazione al momento è calma ma non è detto che ulteriori provocazioni da parte del Venezuela possano innescare un conflitto tra i due paesi con conseguenze imprevedibili.
IL SISTEMA POLITICO-ELETTORALE
La Guyana è una repubblica parlamentare in cui il Presidente della Guyana è sia capo di Stato che capo di governo . Il potere esecutivo è esercitato dal Presidente, che nomina il primo ministro ( che deve essere un membro del parlamento) e gli altri ministri del governo. Il potere legislativo è conferito sia al Presidente che all’Assemblea Nazionale della Guyana. La magistratura è indipendente dall’esecutivo e dal legislativo.
L’Assemblea Nazionale è composta da 65 seggi. I deputati sono eletti per un mandato di 5 anni con sistema proporzionale. 25 di essi sono eletti in dieci circoscrizioni plurinominali e 40 sono eletti a livello nazionale con lista bloccata (senza voto di preferenza).
Il presidente viene eletto indirettamente in concomitanza con le elezioni parlamentari. Ogni partito o alleanza nomina un proprio candidato presidente. Il candidato della lista che ha ottenuto più voti viene automaticamente eletto presidente.
Secondo il “Democratic Index” del settimanale The Economist, la Guyana è una cosiddetta “Democrazia imperfetta”, al livello di paesi tipo Sri Lanka, Singapore, Leshoto e Moldavia.
Nelle prossime pagine, la storia politica del paese, i gli sviluppi politici recenti, i principali partiti politici e gli ultimi sondaggi.
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