Sono solo 7 i partiti politici che si presentano in queste elezioni, e tre in meno rispetto alle elezioni di mid-term del 2021.
Il Partito d’Azione Nazionale , il Partito Rivoluzionario Istituzionale e il Partito della Rivoluzione Democratica hanno annunciato un’alleanza elettorale, “Fuerza y Corazón por México“. Anche il Movimento di Rigenerazione Nazionale, il Partito Laburista e il Partito Ecologista dei Verdi del Messico hanno formato una coalizione elettorale chiamata “Sigamos Haciendo Historia “. Le coalizioni elettorali permettono ai partiti di presentare candidati comuni sia per le elezioni presidenziali che nei collegi uninominali maggioritari per la Camera e per il Senato. Il Movimento dei Cittadini ha deciso invece di correre per conto proprio. Tre partiti che avevano partecipato alle elezioni del 2021, cioè “Reti Sociali Progressiste”, “Partito Incontro di Solidarietà” e “Forza per il Messico”, sono stati cancellati dal registro ufficiale dei partiti nazionali ed ufficialmente dissolti per non aver raggiunto la soglia del 3% dei voti. Da notare che se un partito si presenta per la prima volta alle elezioni non può partecipare a coalizioni elettorali. Questa regola serve per evitare che i partiti maggiori creino “liste civetta” con l’unico scopo di appoggiare i loro candidati.
Movimento di Rigenerazione Nazionale (MORENA)
Il Movimento di rigenerazione nazionale (in spagnolo: Movimiento Regeneración Nacional, MORENA) è un partito politico di sinistra populista e nazionalista. MORENA è stata fondata da López Obrador nel 2012 come organizzazione multipartitica a sostegno della sua candidatura alla Presidenza nelle elezioni generali del 2012. Dopo le elezioni, López Obrador ha lasciato il suo ex partito, il Partito della rivoluzione democratica (PRD), e MORENA si è trasformata da un “movimento” non ufficiale in un partito politico vero e proprio.
Il partito si è presentato per la prima volta alle elezioni di mid-term del 2015, ricevendo l’8,4% dei voti e 46 seggi. Alle elezioni generali messicane del 2018 MORENA ha partecipato all’interno di una coalizione con Partito del Lavoro (PT, sinistra radicale) e il Partito di Incontro Sociale (PES, destra conservatrice) sotto il nome di “Juntos Haremos Historia”, ottenendo il 37,3% dei voti e 189 seggi su 500 alla camera dei deputati e 55 senatori su 128. Alle elezioni legislative de 2021 ha ottenuto il 35,3% dei voti e 198 seggi.
MORENA si descrive come un partito democratico di sinistra che sostiene la diversità etnica, religiosa, culturale e sessuale, il rispetto dei diritti umani e la cura dell’ambiente. In generale comunque il partito non ha una vera e propria ideologia ma segue quella del suo fondatore Lopez Obrador.
MORENA si oppone alle cosiddette politiche economiche “neoliberiste” che il Messico ha adottato dagli anni ’80. Il partito si propone di fermare la privatizzazione della compagnia petrolifera Pemex e la concessione di terre a compagnie minerarie straniere.
Il partito si dichiara inoltre favorevole ad un migliore trattamento dei popoli indigeni e vuole smantellare l’oligopolio privato che controlla le maggiori catene televisive del paese.
Sulle questioni sociali, la piattaforma del partito abbraccia un’agenda progressista a favore dei diritti delle donne e della comunità LGBT in Messico , sostenendo cause come il matrimonio tra persone dello stesso sesso e la depenalizzazione dell’aborto a livello nazionale. Il partito sostiene una strategia di sicurezza alternativa alla guerra alla droga e sostiene la legalizzazione delle droghe leggere, come la marijuana.
Economicamente il partito è favorevole alla riduzione dei salari per i dirigenti pubblici nessuno dei quali deve avere un salario maggiore di quello del presidente.
Partito Repubblicano Istituzionale (PRI)
Il Partito Rivoluzionario Istituzionale (in spagnolo: Partido Revolucionario Institucional, PRI) è un partito politico di centro, tradizionalmente corporativista e tecnocratico,
Gli aderenti al partito PRI sono conosciuti in Messico come “priístas” e il partito è soprannominato “el tricolore” a causa del suo uso dei colori nazionali messicani di verde, bianco e rosso.
Fondato nel 1929, ha mantenuto il potere ininterrottamente nel paese per 71 anni dal 1929 al 2000, prima come Partito Rivoluzionario Nazionale (PNR), poi come il Partito della rivoluzione messicana (PRM), e infine ribattezzandosi come Partito Rivoluzionario Istituzionale nel 1946.
Lo scrittore Mario Vargas Llosa definì l’egemonia quasi assoluta del PRI sulle istituzioni messicane un esempio di “dittatura perfetta”, essendo una dittatura perfettamente mascherata all’interno di istituzioni formalmente democratiche.
Anche se è un membro a pieno titolo dell’Internazionale socialista (insieme al suo rivale, il PRD di sinistra, fanno del Messico una delle poche nazioni con due grandi partiti concorrenti dello stesso gruppo internazionale), il PRI non è considerato un partito socialdemocratico nel senso tradizionale.
Nel corso della sua esistenza quasi centenaria, il PRI ha adottato una gamma molto ampia di ideologie (spesso a sua volta determinate da quelle del Presidente della Repubblica dell’epoca). Negli anni ’80, il Partito passò attraverso riforme che diedero forma alla sua attuale ideologia, adottando politiche caratterizzate come di centro-destra, come la privatizzazione delle compagnie gestite dallo stato, i rapporti più stretti con la chiesa cattolica e la liberalizzazione del mercato. Fu quello il periodo della scissione di Cuauhtémoc Cárdenas, che insieme all’ala sinistra del partito abbandonò’ il PRI fondando il Partito della rivoluzione democratica nel 1989.
Dopo aver perso per la prima volta le elezioni nel 2000 contro il centrodestra del PAN, il PRI passò i 12 anni successivi all’opposizione, rinnovando la sua classe dirigente e recuperando il rapporto con la base popolare dell’elettorato, che non aveva beneficiato le politiche liberiste del PAN. Questo permise al PRI di vincere le elezioni di mid-term del 2009 e di tornare alla vittoria nel 2012, con la presidenza di Enrique Peña Nieto.
I sei anni successivi hanno tuttavia visto un netto deterioramento del consenso al PRI, dovuto alla corruzione dilagante, all’aumento delle criminalità e al distacco sempre più ampio tra la classe politica e l’elettorato popolare. Peña Nieto, anche a causa di alcuni scandali personali (ad esempio il fatto che l’acquisto da parte della moglie di una lussuosa villa era stato in gran parte finanziato “a sua insaputa” da un grosso imprenditore con interessi negli appalti governativi) è diventato uno dei presidenti meno popolari della storia messicana. Tutto questo ha portato il PRI a perdere ancora una volta la presidenza nelle elezioni del 2018 (il candidato del PRI in queste elezioni era José Antonio Meade ), con una performance addirittura peggiore delle elezioni del 2006.
Nelle elezioni legislative del 2021 il PRI ha ottenuto il 18,4% dei voti e 70 seggi.
Originariamente legato ad una ideologia di sinistra nazionalista dagli anni ‘80 ha cominciato ad adottare politiche economiche più liberiste, spostandosi leggermente verso il centrodestra del panorama politico messicano. In seguito al peggioramento della performance elettorale degli ultimi anni, recentemente ha tentato di ridefinirsi come partito socialdemocratico .
Partito di Azione Nazionale (PAN)
Il Partito di Azione Nazionale (in spagnolo: Partido Acción Nacional, PAN), è un partito di centrodestra, economicamente liberale e socialmente conservatore.
Il PAN venne fondato nel 1939 da parte di varie associazioni cattoliche, da professionisti e uomini d’affari, in opposizione alle politiche laiche e socialiste portate avanti dal PRI durante gli anni ’30. Il PAN rimase tuttavia ai margini della vita politica messicana per oltre 40 anni, governando solo alcuni comuni al confine con gli USA.
Dopo le elezioni del 1988, che videro la spaccatura del PRI, il PAN iniziò ad aumentare i suoi consensi elettori, conquistando nel 1989 per la prima volta la guida di uno stato federale, quello della Baja California. Negli anni successivi, mentre il PRI era scosso dalle accuse di corruzione ed inefficienza, il PAN raccolse un successo elettorale dopo l’altro, fino ad arrivare all’elezione nel 2000 di Vicente Fox, alla Presidenza del paese, ponendo fine a 70 anni di potere ininterrotto del PRI. In quella occasione il PAN si alleò con il Partito Ecologista Verde (PVEM) e approfittò della divisione del centro-sinistra tra PRI e PRD per arrivare il testa con il 42,5% dei voti. La presidenza di Vincente Fox diede una decisa svolta liberista all’economica del paese. Alle elezioni del 2006, il PAN vinse nuovamente la presidenza con Felipe Calderón, ma il margine ristretto di vittoria contro Andrés Manuel López Obrador provocò accuse di brogli e manifestazioni di piazza che durarono settimane. Durante il periodo 2000-2012, il PAN, non ha mai avuto la maggioranza assoluta in parlamento e quindi sia Fox che Calderon hanno dovuto trovare accordi con i partiti di opposizione per mandare avanti l’azione di governo. Nel 2012, il PAN ha perso le elezioni presidenziali contro Enrique Peña Nieto del PRI ed è tornato all’opposizione. Alle elezioni del 2018 il PAN si è alleato con due partiti di centrosinistra, il PRD e i Movimento Cittadino. Il suo candidato alla presidenza Ricardo Anaya è arrivato in seconda posizione con il 22,3% dei voti. Alle elezioni legislative del 2021 il PAN si è presentato in coalizione con il PRI e il PRD, ottenendo il 18,9% dei voti e 114 seggi.
Ideologicamente il PAN è stato legato a una posizione conservatrice nella politica messicana sin dal suo inizio, ma il partito non si considera un partito fondamentalmente conservatore. L’ideologia del partito, almeno in linea di principio, è quella dell'”Azione Nazionale” che rifiuta un’adesione fondamentale a politiche o politiche di sinistra o di destra, richiedendo invece l’adozione di politiche che corrispondano ai problemi affrontati dalla nazione in ogni momento. dato momento. Pertanto, sia le politiche di destra che quelle di sinistra possono essere considerate con la stessa attenzione nella formulazione della politica nazionale. Il PAN ha molte somiglianze con i partiti cristiano-democratici di centrodestra dell’Europa e dell’America Latina.
A livello economico il PAN si può considerare di centrodestra, dato il suo conservatorismo fiscale e le sue posizioni a favore del libero mercato, dei tagli alla spesa pubblica, della riduzione dei poteri del governo, delle privatizzazioni e degli accordi economici di libero scambio. Dal punto di vista sociale il PAN conserva ancora una tradizione cristiano-conservatrice. In particolare si oppone all’aborto, all’eutanasia e alle unioni civili tra persone dello stesso sesso. Molti dei suoi membri si ispirano alla dottrina della Chiesa cattolica nell’azione politica. Il PAN è tra l’altro membro dell’Organizzazione dei Cristiano Democratici Americani, (CDOA).
Partito della Rivoluzione Democratica (PRD)
Il Partito della rivoluzione democratica (in spagnolo: Partido de la Revolución Democrática, PRD) è un partito politico socialdemocratico, uno dei due membri messicani (l’altro è il PRI) dell’Internazionale Socialista.
Il PRD nacque negli anni ’80 all’interno della corrente di sinistra del PRI, dopo che questo partito si era affidato ad un gruppo di tecnocrati che aveva iniziato politiche economiche liberiste, sotto l’influenza degli USA di Ronald Reagan. Il leader della corrente era Cuauhtemoc Cardenas, figlio del presidente Lazaro Cardenas. Alle elezioni presidenziali del 1988, Cardenas si presentò come candidato indipendente, appoggiato da una coalizione di partiti di sinistra, contro il candidato ufficiale del PRI Carlos Salinas de Gortari. Quest’ultimo vinse le elezioni in un clima di profonda divisione politica del paese, in mezzo alle accuse di frodi elettorali su larga scala mosse al PRI dai sostenitori di Cardenas.
A seguito delle elezioni Cardenas fece nascere ufficialmente il Partito della Rivoluzione Democratica come nuovo soggetto politico alternativo al PRI, unificando piccoli partiti di sinistra.
Durante gli anni di opposizione, il PRD combatté le politiche neoliberali del PRI e si impegnò per trasformare le istituzioni del paese in senso democratico. Nel 1994 il partito candidò di nuovo Cardenas alle elezioni, il quale però in questa occasione arrivò terzo, preceduto sia dal candidato del PRI che da quello di centrodestra del PAN.
Nel 1997 il PRD vinse per la prima volta una elezioni regionale, con l’elezione di Cardenas a governatore di Città del Messico. Alle elezioni del 2000 il PRD candidò per la terza volta Cardenas alla presidenza, e anche stavolta Cardenas arrivò terzo, dietro al candidato del PAN, Vincente Fox, e a quello del PRI.
A seguito delle dimissioni di Cardenas dalla carica di governatore di Città del Messico per candidarsi alle presidenziali del 2000, gli subentrò Andrés Manuel López Obrador, detto AMLO, che, grazie alla sua popolarità venne poi candidato alle presidenziali del 2006 dal PRD, dal Movimento Cittadino e dal Partito del Lavoro, riuniti nella “Coalición por el Bien de Todos”. Le elezioni vennero vinte dal candidato del PAN, Felipe Calderón con uno scarto dello 0.58%. Lopez Obrador parlò di frodi elettorali e chiese il riconteggio dei voti. Nelle settimane successive AMLO promosse manifestazioni di protesta che bloccarono il centro di Città del Messico, tuttavia il tribunale elettorale non concesse il riconteggio totale dei voti e proclamò eletto Calderon.
Nel 2012, il PRD, ancora in coalizione con PT e MC candidò di nuovo AMLO alle elezioni presidenziali che videro però la vittoria del candidato del PRI, Enrique Peña Nieto. Dopo la sconfitta, López Obrador si ritirò dal PRD, per fondare un proprio partito quello che sarebbe stato il Movimento per la rigenerazione nazionale (MORENA).
La sconfitta del PAN e del PRD nelle elezioni generali del Messico nel 2012, e l’abbandono da parte di AMLO, causò l’avvicinamento politico di queste due partiti, nonostante la differenziazione ideologica. Questo portò in vista delle elezioni del 2018 alla creazione di una coalizione elettorale tra il PAN e i due partiti di centrosinistra, PRD e MC, chiamata “Por México al Frente”, che sostenne il candidato liberalconservatore Ricardo Anaya (PAN) alla presidenza, il quale ottenne il 22,3% dei voti, piazzandosi al secondo posto dopo AMLO. In quelle elezioni il PRD scese al 5,5% dei voti e 21 seggi alla Camera.
Dopo le elezioni il PRD abbandonò l’alleanza con il PAN e alcuni dei suoi deputati si unirono a MORENA, garantendo ad AMLO la maggioranza dei due terzi in parlamento consentendo il passaggio della riforma costituzionale. Nel dicembre 2020, il PRD ha formato una nuova alleanza “Va por México”, insieme al PAN e al PRI. Nelle successive elezioni legislative del 2021, il PRD è ulteriormente sceso al 3,8% e 15 seggi alla Camera.
Partito Verde Ecologista del Messico (PVEM)
Il Partito ecologico verde del Messico (in spagnolo: Partido Verde Ecologista del Messico, PVEM o PVE) è un partito politico di centrodestra ecologista socialmente conservatore.
Il partito fu fondato nel 1986 con il nome di Partido Verde Mexicano (PVM) e fu registrato come partito politico nazionale nel 1991. Il partito è stato sempre controllato dalla famiglia Torres. Il suo primo presidente fu Jorge González Torres (pubblico ufficiale ed ex membro del PRI), al quale successe il figlio, Jorge Emilio González Martínez (senatore dal 2000-2006, soprannominato “il bambino verde”),
Nelle anni ’90 il partito divenne la quarta forza politica del paese dopo PRI, PAN e PRD. Nel 2000 si alleò con il PAN, partecipando alla vittoria alle presidenziali di Vincente Fox.
Insoddisfatto dal poco interesse dell’amministrazione Fox per le tematiche ambientali, il partito si alleò successivamente con il PRI con il quale si è poi presentato in coalizione in tute le elezioni successive.
Nel 2008, il PVEM avviò una campagna a favore della reintroduzione della pena di morte in Messico, che comportò la rottura con il movimento internazionale dei partiti verdi ecologisti.
Nelle elezioni legislative del 2012, il partito prese il 6,1% dei voti, conquistando 34 seggi alla Camera e 9 seggi al Senato Durante le elezioni presidenziali del 2012, il PVEM sostenne i candidato del PRI Enrique Peña Nieto. Nelle elezioni del 2018 il PVEM si presentò nuovamente assieme a PRI all’interno dell’alleanza “Todos por México”, ottenendo 16 deputati e 7 senatori.
Nel dicembre 2020 ha fondato la coalizione Juntos Hacemos Historia , insieme al Movimento di Rigenerazione Nazionale e il Partito Laburista, con la quale ha partecipato alle elezioni legislative messicane del 2021 dove ha ottenuto il 5,6% dei voti e 43 seggi.
Ideologicamente il partito è conservatore dal punto di vista sociale. Oltre ad essere favorevole alla reintroduzione della pena di morte, è tendenzialmente contrario al riconoscimento legale delle coppie dello stesso sesso. Il PVEM è stato spesso criticato a causa del conflitto di interessi tra la sua leadership e gli interessi commerciali di vari esponenti della famiglia Torres.
Iil PVEM negli ultimi anni ha cercato di spostarsi verso il centrosinistra progressista ma è stato criticato per la mancanza di un vero impegno verso le cause ambientali.
Partito del Lavoro (PT)
Il Partito del Lavoro (in spagnolo “Partido del Trabajo”, PT) è un partito di sinistra radicale anti-capitalista. Esso nacque alla fine degli anni ’80 da una rete di organizzazioni locali di estrema sinistra di ispirazione maoista. Il partito ha partecipato per la prima volta alle elezioni federali nel 1991, ma non ha vinto l’1,5 percento dei voti necessario per essere riconosciuto come partito nazionale.
Nel 1998 il PT si alleò assieme ad altri partiti della sinistra, con il Partito della rivoluzione democratica (PRD) per sostenere la candidatura a presidente di Cuauhtémoc Cárdenas.
Nelle elezioni del 2000, il partito ha preso parte all’Alleanza “Per il Bene di Tutti”, guidata dal PRD. Come parte dell’Alleanza, ha vinto 7 seggi alla Camera dei Deputati e un seggio al Senato.
Nel 2006 il PT ha appoggiato Andrés Manuel López Obrador, come candidato alla presidenza In queste elezioni il partito ha eletto 12 deputati e 3 senatori. Il PT ha confermato l’appoggio a Lopez Obrador anche nelle elezioni del 2012, conquistando il 4,6% dei voti, 15 deputati e 6 senatori.
Anche nelle elezioni del 2018 il PT ha appoggiato la candidatura di López Obrador, stavolta formando un’alleanza con MORENA, il partito creato da AMLO, e la destra conservatrice del Partito dell’Incontro Sociale (PES).
Le elezioni generali messicane del 2018 sono state la quinta elezione presidenziale a cui il PT ha partecipato. Il suo candidato alla presidenza era ancora una volta Andrés Manuel López Obrador poiché il PT ha formato una coalizione con il Movimento di rigenerazione nazionale di sinistra (MORENA) e il Partito di incontro sociale di destra (PES). Questo gli ha permesso di ottenere ben 61 deputati e 6 senatori.
Alle elezioni parlamentari del 2021, sempre in alleanza con MORENA, il PT ha ottenuto il 3,4% dei voti e 37 seggi.
Il programma del partito è basato sulle cosiddette “4T” , in riferimento a federalismo, economia, giustizia ed educazione. Il PT vuole approfondire il federalismo e decentralizzare i compiti del governo federale. Esso incoraggia un’economia mista come alternativa al neoliberismo; sostiene la riforma giudiziaria, compresa l’elezione dei ministri con voto popolare. Per riformare il sistema educativo, il partito vorrebbbe coinvolgere organizzazioni socialiste, di sinistra e progressiste. Attraverso i suoi rapporti con la Comunità degli Stati Latinoamericani e dei Caraibi , mira a far avanzare l’americanismo latino nella politica internazionale, inoltre vuole che tutti i paesi latino-americani riconoscano formalmente lo Stato di Palestina .
Movimento Cittadino (MC)
Il Movimento Cittadino (in spagnolo: Movimiento Ciudadano, MC) è un partito progressista di sinistra. Inizialmente era noto come Convergenza per la Democrazia, ma il nome è stato abbreviato in Convergenza nel 2002. per poi diventare Movimento Cittadino nel 2011.
La Convergenza fu fondata come un “gruppo politico nazionale” nel 1997. Raggiunse lo status di partito registrato nel 1999 e partecipò alle elezioni del 2000 come componente nella “Alleanza per il Messico” che sosteneva il candidato alla presidenza Cuauhtémoc Cárdenas. In quella elezione, il partito conquistò un seggio al Senato e due alla Camera dei Deputati.
Nelle elezioni generali del 2006, la Convergenza si alleò con il Partito della rivoluzione democratica e il Partito laburista per formare la coalizione “Alleanza per il Bene di Tutti”, il cui candidato presidenziale era Andrés Manuel López Obrador. Il partito vinse 17 seggi nella Camera dei Deputati e 5 senatori. Nel 2012 si alleo’ nuovamente con il PRD e il PT per appoggiare la candidatura di Loper Obrador e conquista il 4% dei voti, 16 deputati e 1 senatore.
Per le elezioni del 2018, a causa della rottura tra AMLO e il PRD, il Movimento dei Cittadini decise di seguire il PRD e di entrare a far parte dell’alleanza “Por México al Frente”, che sosteneva il candidato liberalconservatore Ricardo Anaya (PAN) alla presidenza, il che permise al MC di ottenere 27 deputati e 7 senatori. Dalle elezioni del 2018 in poi, il partito non ha più formato nessuna alleanza, nominando un proprio candidato presidenziale, Jorge Álvarez Máynez, in queste elezioni.
Il partito afferma di ispirarsi ad una ideologia politica socialdemocrazia. L’attuale piattaforma politica del partito mira a sostenere un’economia sociale di mercato , l’uguaglianza di genere , la libertà sessuale , la mobilità sostenibile , l’uso di energia sostenibile , un’economia verde , un nuovo patto fiscale , la smilitarizzazione, il federalismo e le elezioni primarie per i partiti politici.
Il partito vorrebbe proporre emendamenti costituzionali per assegnare al governo la responsabilità di mitigare il cambiamento climatico. Il partito si oppone alla guerra alla droga, sostenendo che i continui sforzi di militarizzazione non hanno diminuito la violenza, sostenendo invece l’attuazione di regolamenti sull’uso della droga come misure per mitigare la violenza.
Nella prossima pagina, i candidati alla presidenza, infine i sondaggi elettorali.
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