Dopo la seconda guerra mondiale, mentre la maggior parte delle grandi nazioni europee diede inizio a un processo di decolonizzazione dell’Africa, Portogallo, governato dal dittatore António de Oliveira Salazar, seguì una linea opposta, facendo entrare le colonie portoghesi africane di Angola, Mozambico, Guinea e Capo Verde all’interno del regime corporativo dell’Estado Novo e mandando 250.000 nuovi coloni dalla madrepatria ad insediarsi nelle “province d’oltremare” portoghesi. La popolazione locale reagì creando movimenti indipendentisti che presto iniziarono una lotta armata contro il regime.
In Mozambico nel 1962 venne fondato il Fronte per la Liberazione del Mozambico (FRELIMO), di ispirazione marxista, che due anni diede inizio alla Guerra d’indipendenza del Mozambico, che sarebbe durata 10 anni, provocando circa 50’000 morti tra la popolazione civile. Nel 1974, con la Rivoluzione dei Garofani in Portogallo, il FRELIMO approfittò del caos politico-istituzionale per attaccare e conquistare Maputo, la capitare del Mozambico. Il nuovo governo portoghese fu costretto a concedere l’indipendenza alla ex colonia e a far ripartire nel giro di pochi giorni tutti i propri coloni dal paese. Il 25 Giugno 1975 il Mozambico divenne uno stato indipendente e Samora Machel, leader del FRELIMO, ne fu il primo presidente. avrebbe mantenuto il potere fino al 1986.
Il nuovo governo si trovò di fronte un paese estremamente sottosviluppato. Dopo la fuga dei coloni, ad esempio in tutto il paese erano rimasti solo 80 medici. Il 95% della popolazione era analfabeta. Il paese era minacciato dal collasso economico. Il FRELIMO rispose a questa situazione e alla congiuntura della Guerra fredda allineandosi politicamente con l’Unione Sovietica e chiedendo supporto ai paesi del blocco comunista. Il Mozambico divenne un paese socialista a partito unico, appoggiato soprattutto dall’Unione Sovietica e da Cuba.
Dopo l’indipendenza, il Mozambico divenne un punto di riferimento per i movimenti indipendentisti e anti-apartheid dei vicini Sudafrica e Rhodesia. I regime segregazionisti di questi paesi, allora con l’apporto anche degli Stati Uniti, reagirono finanziando la costituzione in Mozambico di un esercito di liberazione anti-comunista, la Resistenza Nazionale Mozambicana (RENAMO). Nei primi anni ottanta, la RENAMO iniziò una serie di attacchi contro le strutture del paese (inclusi ferrovie, scuole e ospedali), trascinando il Mozambico in una guerra civile che provocò circa un milione di morti, di cui il 95% furono vittime civili.
Nel 1986 Samora Machel perse la vita in un incidente aereo e fu sostituito alla guida del paese da Joaquim Chissano. Nel 1989, con la caduta del regime sovietico, il FRELIMO perse l’appoggio del suo principale sostenitore e per un certo periodo si pensò che anche il regime del Mozambico facesse la fine di buona parte degli altri regimi comunisti filosovietici. Tuttavia Joaquim Chissano iniziò ad adottare una politica aperturista verso i paesi occidentali, ammorbidendo il carattere marxista del regime e introducendo una nuova costituzione che prevedeva un sistema democratico multipartitico. Inoltre con la fine del regime segregazionista in Sudafrica anche la RENAMO venne a perdere il suo maggiore supporto finanziario ed economico. Nel 1992 il leader della RENAMO, Afonso Dhlakama, fu costretto a negoziare un trattato di pace con il regime. Il 4 ottobre 1992, gli Accordi generali di pace, negoziati dalla Comunità di Sant’Egidio con il sostegno delle Nazioni Unite , furono firmati a Roma dal presidente Chissano e dal leader dell’opposizione Dhlakama.
Le prime elezioni democratiche furono tenute nel 1994 e videro la vittoria del FRELIMO con il 44% dei voti contro il 38% per la RENAMO e Chissano fu confermato presidente con il 53% dei voti, sconfiggendo Dhlakama, che ottenne il 34%.
Il FRELIMO ha poi vinto tutte le successive elezioni parlamentari e presidenziali. Chissano fu rieletto nel 1999, e nel 2004 cedette il posto ad Armando Guebuza, sempre del FRELIMO, che fu poi rieletto nel 2009. Nel 2014 nuovo leader del partito e presidente del paese divenne Filipe Nyusi. Dhlakama ha continuato a candidarsi come leader dell’opposizione a tutte le elezioni che si sono succedute dal 1994 ad oggi fino alla sua morte, avvenuta nel 2018.
Con la morte del leader storico Dhlakama, la RENAMO subì un duro colpo. Nel gennaio del 2019 Ossufo Momade divenne il nuovo capo dell’organizzazione politica. Alle elezioni presidenziali del 2019 Nyusi fu riconfermato, sconfiggendo nettamente Momade.
Nelle prossime pagine i risultati delle ultime elezioni, i principali partiti politici ed i candidati alla presidenza.
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