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Il Giramondo – Elezioni in Slovacchia: il ritorno del governo “rosso-bruno”?

I SONDAGGI E I POSSIBILI SCENARI POST-ELETTORALI

 In Slovacchia ci sono 7 case sondaggistiche che hanno fatto sondaggi per queste elezioni.  Tutte predicono che la coalizione dei partiti di centrodestra che ha governato durante la scorsa legislatura a perdere nettamente la maggioranza parlamentare. Due dei quattro partiti di governo,  cioè OL’aNo e Za ľudí, che insieme la volta scorsa avevano ottenuto il 30,8% dei voti e che a queste elezioni si presentano con un’unica lista,  stavolta non riuscirebbero neanche a raggiungere l’8%, rimanendo quindi poco sopra la soglia di sbarramento del 7% che si applica alle coalizione di più partiti.  Per quanto riguarda gli altri  partner del precedente governo, la destra liberista di SaS, che stavolta si presenta con il nome di SASKA sarebbe sostanzialmente stabile rispetto al 6,3% delle scorse elezioni, rimanendo comunque vicina alla soglia di sbarramento del 5%, soglia sotto la quale rischia di finire la destra conservatrice di Sme-Rodina, in netto caso rispetto all’8,2% delle precedenti elezioni.  Una buona parte dei voti dei partiti di centrodestra finirebbero ai liberali di Slovacchia Progressista, che balzerebbero dal 7% delle ultime elezioni a circa il 18% dei voti.  Parte dei voti in uscita dal centrodestra andrebbe anche ai cristiano-democratici di KDH, che potrebbero, secondo i sondaggi, tornare in parlamento, con circa il 6% dei consensi.  Per quanto riguarda il principale partito di opposizione, lo Smer-SD di Robert Fico, questo guadagnerebbe circa due  punti rispetto al 18,3% del 2020, tornando ad essere il primo partito del paese, nonostante la scissione che ha portato alla nascita di HLAS-SD, il partito di Peter Pellegrini. Da parte sua il nuovo partito, alla sua prima prova elettorale, otterrebbe circa il 13% dei voti diventando quindi la terza forza politica del paese.  L’estrema destra nel frattempo aumenterebbe complessivamente i propri voti.  Mentre infatti i neonazisti della L’SNS di Kotleba crollerebbero dall’8% a meno del 2%, uscendo quindi dal parlamento, la nuova formazione neofascista Republika, nata da una scissione di L’SNS, potrebbe entrare in parlamento superando il 7% dei voti. Inoltre la destra nazionalista di SNS, in passato alleata dello Smer-SD di Fico, sarebbe in netta salita e dovrebbe avvicinarsi al 6% dei voti, il che le permetterebbe di tornare quindi in parlamento dal quale era uscita 3 anni fa.

non definito

La composizione del prossimo governo dipenderà dai partiti che supereranno la soglia di sbarramento (5% per i singoli partiti, 7% per le alleanze) per  entrare in parlamento.  Se la lista di OL’ano (che è un’alleanza) non riuscirà ad entrare in parlamento è molto probabile lo Smer-SD di Fico guiderà il prossimo governo.  Se non bastasse un accordo con HLAS e con i suoi vecchi alleati dell’SNS per raggiungere i 76 seggi, dovrebbe trovarsi un nuovo alleato che probabilmente sarebbe la destra conservatrice di Sme-Rodina.  Un eventuale accordo con i neofascisti di Republika, al quale Fico non è contrario, potrebbe infatti risultare indigesto non solo a Pellegrini ma pure all’SNS che li vedono come pericolosi “concorrenti” a destra.

Se invece fossero  Sme-Rodina  o SNS a rimanere fuori dal parlamento, si aprirebbe la possibilità, almeno dal punto di vista  matematico, di formare una coalizione “Europeista” con PS, HLAS, Saska e KDH.  Nonostante PS e Saska abbiano detto in campagna elettorale di non voler fare nessun accordo con Pellegrini, le cose potrebbero cambiare ad urne chiuse, anche perché da Bruxelles e da Washington arriverebbero forti pressioni per evitare di mandare al governo del paese un primo ministro dichiaratamente filorusso appoggiato dall’estrema destra.  Questa possibile coalizione potrebbe  trovare un accordo sulle politiche dell’UE, soprattutto per quanto riguarda l’Ucraina,  ma incontrerebbe difficoltà nel raggiungere un consenso su altre questioni. La coalizione infatti dovrebbe accogliere sia l’Hlas economicamente di sinistra che il libertario SASKA. Anche le questioni sociali presentano ostacoli, con PS che sostiene il matrimonio tra persone dello stesso sesso mentre i democristiani del KDH non vogliono  discutere neanche di unioni civili. Anche OL’aNO, se riuscisse a superare la soglia di sbarramento potrebbe far parte della coalizione europeista. Il problema è che il leader del partito, Igor Matovic, durante la scorsa legislatura è riuscito ad inimicarsi quasi tutti i possibile partner di coalizione, in particolare Saska, il partito che lo ha sfiduciato quando era primo ministro.

Infine  se accadesse che oltre ad OL’aNO anche Saska o il KDH non entrassero in parlamento, Fico non avrebbe neanche bisogno di Pellegrini per andare al potere, e  avrebbe i numeri per formare un governo “rossobrunissimo” decisamente spostato sull’estrema destra con Smer-SD, SNS, Republika e Sme-Rodina.

L’Europa quindi attende con preoccupazione l’esito di queste elezioni, dato che un ritorno di Fico al potere sarebbe un ottimo segnale per Putin; vorrebbe dire che inizia a crollare il consenso delle democrazie liberali dell’Europa a favore della resistenza ucraina all’invasione russa.  Lo spingerebbe a continuare a mandare avanti la guerra sperando che qualche altro paese occidentali si “stanchi” di aiutare l’Ucraina e mandi al potere un governo a lui favorevole.  In attesa delle prossime elezioni USA.

 

Questo è tutto anche per oggi. I risultati saranno commentati come sempre dai nostri egregi collaboratori della Redazione Bidimedia.

Vi ricordo le prossime importanti scadenze elettorali: le elezioni parlamentari del 14 ottobre in Nuova Zelanda e quelle dei 15 ottobre in Polonia. 

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