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IL GIRAMONDO – Come finiranno le elezioni in Spagna?

I PARTITI POLITICI

Sono 62 le liste, per un totale di 67 i partiti politici che che si presentano a queste elezioni. Di questi sono 14-15 quelli che, secondo i sondaggi, dovrebbero essere in grado di eleggere deputati in un parlamento che si prevede quindi frammentato come quello uscente dove avevano ottenuto seggi ben 16 liste,  per un totale di 19 partiti politici rappresentati in parlamento.  

 

Partito Socialista Operaio Spagnolo (PSOE)

Logotipo del PSOE.svg Capolista

Ideologia

Socialdemocratici europeisti

Pedro Sánchez 2023b (cropped).jpg

Pedro Sánchez

Affiliazione europea / PE

PSE / S&D

Affiliazione internazionale

Internazionale Socialista, Alleanza Progressista

Risultati ultime elezioni

Percentuale 28,0%

Seggi

120

STORIA

Il Partito Socialista Operaio Spagnolo, fondato nel 1879 è il più antico partito politico esistente in Spagna.  Il PSOE ottenne il suo primo seggio in parlamento nelle elezioni del 1910, grazie alla sua associazione con il sindacato UGT, l’Unione Generale dei Lavoratori. Nel 1921 subì la scissione dell’ala filo-sovietica del partito che formò il Partito Comunista Spagnolo (PCE).  Dopo la proclamazione della seconda repubblica spagnola nel 1931, il PSOE divenne il più grande partito del paese ed entrò a far parte del governo progressista di Manuel Azaña. Nelle elezioni del 1933, il PSOE dimezzò i propri parlamentari e andò all’opposizione, avvicinandosi al PCE e adottando una retorica aggressiva e rivoluzionaria, appoggiando le insurrezione anarchiche  che esplosero in gran parte del paese.   Nel 1934, mentre il governo spagnolo diventava sempre più autoritario, i partiti di sinistra organizzarono uno sciopero generale nelle Asturie che si trasformò in una vera e propria insurrezione armata, domata dalle truppe dell’esercito guidate dal generale Francisco Franco.

Nelle elezioni del 1936 il PSOE si presentò all’interno del Fronte Popolare dei partiti di sinistra, che ottenne una vittoria schiacciante.  Nel settembre del 1936, pochi mesi dopo l’inizio della guerra civile spagnola,  il leader socialista  Largo Caballero diventò capo del governo, sostituito poi nel 1937 dal compagno di partito Juan Negrin,  ultimo leader democratico spagnolo prima dell’avvento della dittatura franchista.

Con il PSOE ridotto alla clandestinità  suoi membri furono perseguitati,  imprigionati, esiliati e  in molti casi giustiziati dal regime nel corso dei decenni successivi.  IL PSOE fu nuovamente legalizzato nel 1977, durante la transizione spagnola dal governo di Adolfo Suarez. .

Nel 1974 con l’elezione di Felipe Gonzales a capo del partito, la leadership del PSOE passò ad una nuova generazione di politici che non avevano combattuto la guerra civile.  Nel 1977 il PSOE divenne il partito leader dell’opposizione con il 29,2% dei voti e 118 seggi al parlamento, risultato confermato nelle elezioni del 1979.  Nel 1982 il PSOE trionfò alle elezioni con il 48,1% dei voti e Felipe Gonzale divenne primo ministro, carica che ricoprì fino al 1996.

Sebbene il partito si fosse opposto alla NATO , dopo aver raggiunto il governo il PSOE cambiò idea e nel referendum sull’adesione alla NATO si schierò a favore. Javier Solana dirigente socialista che aveva fatto la campagna contro la NATO finì anni dopo come Segretario Generale. Sotto l’amministrazione Gonzalez, la spesa pubblica in istruzione, sanità e pensioni è aumentata in totale di 4,1 punti del PIL. La crisi economica e i metodi illegali usati dal governo per combattere  i separatisti baschi dell’ETA erosero la popolarità del PSOE che nel 1996 perse le elezioni  contro il Partito Popolare di Aznar.

Nel  2004, il PSOE vinse le elezioni sull’onda dello shock popolare causato dall’attentato terroristico alla stazione di Atocha,  permettendo al leader socialista  Zapatero di diventare primo ministro, il quale fu riconfermato nelle elezioni del 2008.  Subito dopo la rielezione, la crisi finanziaria internazionale colpì pesantemente la Spagna, provocando un aumento della disoccupazione e del debito pubblico e costringendo Zapatero a varare pesanti misure di austerità. Zapatero non si ricandidò per un terzo mandato e nelle elezioni del 2011 il PSOE subì una pesante sconfitta,  perdendo un terzo dei propri elettori, mentre il PP  tornava al governo sotto la guida di Mariano Rajoy. Negli anni successivi il PSOE entrò in una seria crisi di leadership, che gli fece perdere ulteriore consenso elettorale nelle elezioni del 2015.  A causa della mancanza di una maggioranza di governo, nel 2016 si tennero nuove elezioni, che ancora una volta non produssero nessuna maggioranza di governo. il leader del PSOE Pedro Sanchez si dimise e Rajoy continuò a governare con l’appoggio estero di Ciudadanos e l’astensione del PSOE. L’anno successivo Sanchez tornò alla guida del partito. Nel 2018 Sanchez fece cadere il governo di Rajoy con una mozione di sfiducia e divenne primo ministro a capo di un governo di minoranza.  Nel Dicembre 2018 il PSOE ha subito una grave sconfitta nella sua roccaforte dell’Andalusia. Nel febbraio 2019 i partiti regionalisti catalani che appoggiavano Sanchez hanno ritirato l’appoggio e sono state indette elezioni per 28 Aprile, dove il PSOE ha aumentato i propri voti, diventando il primo partito del paese con il 28,7% dei voti.

Dopo le elezioni tuttavia il PSOE non è riuscito ad accordarsi con UP e i partiti regionalisti per una nuova maggioranza di governo e quindi, dopo 4 mesi di trattative inconcludenti, le camere sono state sciolte e sono state indette elezioni per il 10 Novembre, dove il PSOE ha perso  tre membri del parlamento e lo 0,7% del voto popolare.  Dopo nuove trattative si è raggiunto un accordo per un governo di minoranza, sempre guidato da Sanchez, composto da PSOE e UP e appoggiato da vari partiti regionali, che ha ottenuto la fiducia in parlamento con 167 voti a favore, 18 astenuti e 165 contrari.

IDEOLOGIA E PROGRAMMI

Il PSOE è un partito economicamente socialdemocratico e socialmente nettamente liberale. Il partito si è generalmente spostato a sinistra durante i periodo passati all’opposizione, per poi fare politiche economicamente moderate una volta al governo. Durante il suo spostamento a sinistra nel 2017, il leader del partito Pedro Sánchez si è battuto per una rifondazione della socialdemocrazia al fine di passare a una società post-capitalista e porre fine al capitalismo neoliberista, nonché per il legame indissolubile tra socialdemocrazia ed Europa.  Il partito intende aumentare il salario dei dipendenti pubblici, aumentare le tasse per le fasce più elevate di reddito e istituire un reddito minimo garantito per tutti i i cittadini. Il PSOE intende attuare un programma di edilizia popolare per facilitare le giovani coppie che intendono acquistare la prima casa e potenziale il trasporto pubblico, soprattutto per le aree extraurbane.  Dal punto di vista sociale il partito intende combattere la discriminazione contro tutti i tipi di minoranze, equalizzare il congedo di maternità e paternità e fornire asili nido gratis per i bambini fino ai 3 anni.  Per quanto riguarda il problema delle autonomie, il PSOE vuole creare un nuovo sistema per il finanziamento delle comunità autonome,  e auspica il dialogo per risolvere la crisi catalana, pur mantenendo il principio della Spagna come stato unitario.  Il PSOE mette tra le priorità del proprio governo anche la lotta ai cambiamenti climatici, con piano nazionale integrato per l’energia e il clima ,  in vista di una transizione energetica verso la  produzione di energia elettrica al 100% da energie rinnovabili entro il 2050.

 

 

Partito Popolare (PP)

Logo del PP (2022).svg Capolista

Ideologia

Liberalconservatori cristiano-conservatori europeisti

Alberto Núñez Feijóo 2023crop.jpg

Alberto Núñez Feijóo

Affiliazione europea / PE

PPE

Affiliazione internazionale

Internazionale Democratica Centrista, Unione Democratica Internazionale

Risultati ultime elezioni

Percentuale 20.8%

Seggi

89

STORIA

Il Partito Popolare affonda le sue radici nell’Alleanza Popolare (AP) fondata nel 1976 dall’ex ministro franchista Manuel Fraga . Sebbene Fraga fosse un membro della fazione riformista del regime di Franco, sostenne una transizione estremamente graduale alla democrazia. Tuttavia, sottovalutò  il disgusto degli elettori nei confronti del franchismo, tanto che  nelle elezioni generali del 1977  l’AP ottenne solo l’8,3 per cento dei voti rimanendo all’opposizione del governo di Adolffo Suarez.

Successivamente il partito si spostò verso una posizione più moderata eliminando i nostalgici del vecchio regime dalla dirigenza del partito e formando la Coalizione Democratica (CD), che tuttavia non ebbe elettoralmente successo, ottenendo il 6,1% dei voti nel 1979 . Fraga allora decise di tornare su posizioni più conservatrici, raccogliendo nell’AP tutta la destra del paese. Questa strategia funzionò e nel 1982  l’AP divenne il maggior  partito di opposizione del paese al governo del PSOE.

Tuttavia la presenza di Fraga a capo del partito impediva all’AP di raggiungere il consenso elettorale necessario per superare i socialisti. NEl 1987 Fraga fu costretto a dimettersi. I partiti componenti l’AP decisero di fondersi e formare un nuovo soggetto politico liberal-conservatore europeista. Nel 1989 nacque quindi il Partito Popolare (PP) guidato da Jose Maria Aznar, che nel 1991 entrò a far parte del PPE.

Nel 1996 il PP vinse le elezioni e  Aznar divenne capo di un governo di minoranza sostenuto da vari partiti regionali catalani, baschi e delle isole Canarie.L’ obiettivo principale del governo di Aznar fu il rafforzamento delle politiche economiche liberiste,  la privatizzazione di diverse imprese pubbliche e una maggiore integrazione con l’Unione Europea in vista dell’ingresso della Spagna nell’Euro.  Nelle elezioni del 2000 il PP ottenne la maggioranza assoluta dei seggi e Aznar fu in grado di governare senza il supporto dei partiti autonomisti. L’arrivo dell’Euro provocò un  sensibile aumento dei prezzi, che non fu frenato dal governo.  L’aspetto più controverso del secondo mandato di Aznar fu il sostegno militare e politico della Spagna all’invasione dell’Iraq da parte degli USA.  Aznar decise di non ripresentarsi per un terzo mandato e nominò  Mariano Rajoy come suo successore, che tuttavia non riusci ad impedire la disfatta del partito nelle elezioni del 2004, avvenute pochi giorni dopo la strage terroristica nella stazione ferroviaria di Atocha.

Il PP dovette quindi restare all’opposizione per due legislature, fino a che nel 2011 la crisi economica provocò  il crollo elettorale del PSOE, permettendo a Rajoy di diventare primo ministro con la maggioranza assoluta dei seggi.  l governo di Rajoy  ha applicato  severe misure di austerità e tagli alla spesa per combattere il debito pubblico dovuto alla crisi finanziaria. Inoltre è stata adottata una controversa riforma del diritto del lavoro che  ha provocato 2 scioperi generali. Il PP è stato anche coinvolto in vari scandali finanziari. Nelle elezioni del 2015 Il PP perse un terzo dei propri seggi,  ma a causa di un parlamento estremamente frammentato, Rajoy rimase primo ministro, portando il paese ad elezioni anticipate nel 2016. Rajoy fu in grado di  continuare a restare Primo Ministro a capo di un governo di minoranza, con l’appoggio esterno di Ciudadanos e l’astensione del PSOE. Il nuovo governo del PP fu minato da una crisi costituzionale sulla questione catalana seguita alla vittoria degli indipendentisti nel referendum autoconvocato del 2017, che il governo dichiarò illegale, facendo arrestare vari dirigenti del governo catalano, in mano ai partiti indipendentisti, mentre il PP veniva travolto da nuovi scandali legati a casi di corruzione ai vertici del partito. Nel 2018 una mozione di sfiducia del parlamento costrinse alle Rajoy alle dimissioni e permise al PSOE di tornare al governo.

Una volta all’opposizione il PP ha eletto come nuovo leader Pablo Casado, che tuttavia non  è riuscito a frenare la perdita di consensi del partito che nell’aprile del 2019  ha raggiunto il suo minimo storico con il 16,7% dei voti.  Il partito poi ha aumentato il suo sostegno nelle elezioni del novembre 2019 , ottenendo il 20,8% dei voti ed eleggendo 89 deputati. Nel 2022, dopo uno scontro politico contro la presidente della Comunità di Madrid , Isabel Díaz Ayuso, Casado si è dovuto dimettere, cedendo il posto di leader di partito ad Alberto Núñez Feijóo , il presidente della Galizia .

IDEOLOGIA E PROGRAMMI

Il PP ha subito vari cambiamenti ideologici nel corso degli anni, dal partito di destra nazionalista conservatore di Manuel Fraga Iribarne, al partito cristiano-conservatore liberista europeista di Aznar, fino al rinnovato nazionalismo degli ultimi anni, accentuato dalla reazione alle spinte indipendentiste della Catalogna.  Il programma del partito include pene più severe per chi attenta all’unità costituzionale del paese,  ristabilendo il crimine di “ribellione impropria” e vietando ai partiti i cui dirigenti sono stati condannati per “ribellione” di ricevere fondi pubblici.  Il PP vorrebbe imporre anche una censura ai mass media per quando riguarda le propaganda secessionista. Infine il PP vuole imporre l’uso dello spagnolo obbligatorio in tutte le amministrazioni pubbliche in tutta la Spagna, compresa quindi la Catalogna.

Per quanto riguarda le questioni sociali,  il partito si è opposto alla legge sul matrimonio tra persone dello stesso sesso approvata dal governo socialista nel 2005. ma ha sostenuto le unioni civili simili al matrimonio per le coppie dello stesso sesso. Il partito ha organizzato manifestazioni contro la legge sul matrimonio tra persone dello stesso sesso. Dopo che la legge è stata dichiarata costituzionale nel 2012, il governo del PP ha annunciato che non avrebbe più chiesto l’abrogazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso. Recentemente il partito è diventato socialmente più liberale e alcuni governi regionali del PP hanno introdotto una legislazione contro la discriminazione basata sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere.

 

 

Sumar (S)

Sumar logo.svg Capolista

Ideologia

Sinistra progressista populista ecologista

Yolanda Díaz 2022b (cropped).jpg

Yolanda Diaz

Affiliazione europea / PE

GUE/NGL

Affiliazione internazionale

Nessuna

Risultati ultime elezioni * (UP + MP)

Percentuale * 15.2%

Seggi *

38

STORIA

Sumar (che in spagnolo significa “aggiungere”) è un’alleanza elettorale di partiti di sinistra  guidata dal  vice primo ministro e  ministro del lavoro spagnolo Yolanda Díaz, formata in occasione di queste elezioni politiche.

L’alleanza nasce dalla crisi dalla coalizione di sinistra  Unidas Podemos, aggravatasi dopo l’uscita dalla scena politica del suo leader storico Pablo Iglesiaas nel maggio 2021. Sumar è stata creata per ricompattare le forze nazionali di sinistra e quelle regionaliste progressiste come En Comú Podem (ECP ), Compromis e Más Madrid / Más País, dando un ruolo prevalente alla società civile.  Complessivamente Sumar è composta da 6 formazioni politiche nazionali e 14 regionali, mentre altri 8 formazione politiche locali come Barcelona en Comú hanno dato il loro appoggio alla lista pur non partecipando alle elezioni.

IDEOLOGIA E PROGRAMMI

I partiti e i movimenti che fanno parte di Sumar hanno posizioni ideologiche che vanno dalla sinistra comunista al populismo anti-globalista all’eco-socialismo.  Per quanto riguarda la questione catalana Sumar è favorevole a tenere un referendum ufficiale sull’Indipendenza riconosciuto dal governo di Madrid. In economia prevedono di ridurre l’orario di lavoro a 34 ore la settimana, l’aumento del salario minimo, l’aumento delle pensioni,  un reddito di base garantito e l’aumento delle tasse per i redditi alti. L’alleanza è anche favorevole ad includere le cure dentistiche gratuite nel sistema sanitario nazionale, è a favore del diritto all’eutanasia, all’aumento del numero delle borse di studio universitarie,  e all’eliminazione dell’ora di religione nelle scuole.  Infine vari partiti all’interno di Sumar chiedono che il diritto di voto sia esteso ai 16-enni, la legalizzazione dell’ uso della cannabis e l’abrogazione delle leggi sull’offesa alla religione e alla monarchia.

 

 

 

VOX

VOX logo.svg Capolista

Ideologia

Destra populista nazionalconservatrice

Santiago Abascal 2022b (cropped).jpg

Santiago Abascal

Affiliazione europea / PE

ERC

Affiliazione internazionale

Nessuna

Risultati ultime elezioni 

Percentuale 15.1%

Seggi

52

STORIA

Vox è stato fondato nel 2013 da Santiago Abascal e da altri membri scissionisti della destra del Partito Popolare, come reazione a quella che definivano una eccessiva frammentazione dello stato spagnolo causata dalle rivendicazioni autonomiste delle varie province. La prima proposta del partito fu quella di abolire le comunità autonome e i parlamenti regionali, in vista di una re-centralizzazione della Spagna. Un dei primi finanziatori del partito, con circa un milione di euro, fu il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (NCRI), un gruppo di opposizione in esilio al governo iraniano.

Alle elezioni europee del 2014 e a quelle politiche del 2015 e 2016 il partito ottenne risultati molto modesti, non eleggendo nessun deputato.

A seguito della crisi del 2017 sull’indipendenza catalana e alla conseguente crisi istituzionale spagnola,  il partito ha visto aumentare notevolmente il proprio consenso popolare, raccogliendo il sentimento nazionalista spagnolo sorto nel paese come reazione alle vicende catalane.

Nel Dicembre del 2018 VOX ha ottenuto un sorprendente successo alle elezioni regionali dell’Andalusia, ottenendo l’11%dei voti e andando ad appoggiare una coalizione di governo regionale di centrodestra comprendente il PP e Ciudadanos. Nelle elezioni di aprile del 2019  VOX ha ottenuto il 10,3% dei voti e 24 deputati alla Camera per poi salire al 15,1% dei voti e 52 seggi alle elezioni di novembre dello stesso anno.

IDEOLOGIA E PROGRAMMI

Vox si definisce come un partito di destra di ispirazione cristiano-democratica, tuttavia nel corso del tempo il suo programma ha subito un’evoluzione che l’ha portato a collocarsi nell’alveo dei partiti populisti di destra europei. Sul piano politico interno Vox si considera monarchico e nazionalista, contrario allo “Stato delle Autonomie”, il sistema autonomistico istituito nel 1978 dopo la fine del regime franchista, e si batte per un maggiore ruolo dello Stato centrale spagnolo e per una riduzione dell’autonomia concessa alle comunità basca e catalana, come era stato fatto a suo tempo dal regime franchista. Si tratta inoltre di un partito fortemente euroscettico, contrario ad ogni ulteriore cessione della sovranità spagnola, e decisamente contrario all’immigrazione, all’Islam e al multiculturalismo, ritenendoli una minaccia per l’identità spagnola.

Sul piano etico Vox segue sostanzialmente i valori cristiano-cattolici, considerandosi “pro-vita” e contrario all’aborto. Per quanto riguarda i diritti LGBT, pur non opponendosi alle unioni omosessuali, il partito è contrario a definire tali unioni come “matrimoni” (sostenendo la necessità di una riforma che le definisca semplicemente “unioni civili”) e alle adozioni. Non ha però espresso contrarietà al divorzio.

Dal punto di vista economico, il partito condivide le istanze del liberismo. Chiede una drastica riduzione della spesa pubblica accompagnata dalla riduzione delle imposte; chiede di semplificare l’imposta sul reddito con una quota unica al 21 % per tutti i redditi. Il coordinatore economico del partito propone anche la soppressione dei programmi di istruzione e sanità pubblica.

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