Sono 20 le liste che si presentano a queste elezioni, di queste al massimo 8 dovrebbero essere in grado di eleggere deputati in parlamento.
Partito Socialista (PS)
Il Partito Socialista (PS) è un partito di ispirazione socialdemocratica, membro dell’Internazionale socialista , dell’Alleanza Progressista e del Partito dei socialisti europei. Il PS è stato l’ultima volta al governo del Portogallo dal 2015 al 2024 con il primo ministro Antonio Costa. Attualmente è all’opposizione con 78 dei 230 seggi dell’attuale parlamento. L’attuale leader del PS è Pedro Nuno Santos.
Il PS fu fondato nel 1973 in Germania da Mario Soares e da altri esponenti in esilio dell’opposizione di sinistra al regime salazarista. Con la rivoluzione dei garofani del 1974 Soares tornò in patria per divenire Ministro degli esteri del governo provvisorio. Il PS partecipò alle elezioni per l’Assemblea costituente del 1975 e a quelle parlamentari del 1976, divenendo il primo partito del paese, permettendo a Soares di diventare il primo capo di governo socialista del paese.
Nel 1979 il PS fu sconfitto dall’Alleanza Democratica, formazione che raggruppava tutti i partiti di centrodestra, ed andò all’opposizione. Soares guido il partito alla vittoria nel 1983, ma senza la maggioranza assoluta dei seggi e non essendo possibile trovare un accordo con il partito comunista filosovietico di Alvaro Cunhal, fu costretto a formare un governo di grande coalizione con il PSD, che restò in carica solo due anni. Nel 1985 infatti il PSD di Cavaco Silva vinse le elezioni e il PS dovette tornare all’opposizione per i successivi 10 anni.
Nel 1986 Mario Soares fu eletto Presidente della Repubblica, carica che fu confermata nelle elezioni del 1991.
Nel 1995, il Partito Socialista, guidato da António Guterres (l’attuale Segretario Generale dell’ONU) , sconfisse il PSD e Guterres divenne primo ministro a capo di un governo monocolore socialista. Nel 2002 il PS tornò nuovamente l’opposizione dopo essere stato sconfitto di misura dalla coalizione di centrodestra formata da PSD e CDS-PP. Nel 2005 riuscì tuttavia a tornar nuovamente al governo sotto la guida di José Socrates, il quale guidò il partito alla vittoria anche alle elezioni del 2009. Nel 2011, a causa della crisi finanziaria europea, il governo fu costretto ad accettare le pesanti richieste della “Troika” per risanare il debito pubblico, cosa che provocò un voto di sfiducia del parlamento che portò ad elezioni anticipate vinte ancora una volta dalla coalizione tra PSD e CDS-PP, la quale tuttavia, una volta al potere, non poté fare altro che implementare le misure già concordate dal governo precedente.
Nelle elezioni legislative del 2015 , il PS ottenne un deludente secondo posto, conquistando solo il 32% dei voti contro il 38,6% della coalizione PSD / CDS-PP. Tuttavia il nuovo leader del PS, Antonio Costa, strinse un accordo con le altre formazioni di sinistra (BE e CDU) per dare un appoggio esterno ad un governo socialista di minoranza.
Costa condusse un primo mandato di grande successo come primo ministro con un’economia in crescita, una bassa disoccupazione e tagli al deficit. Il PS vinse anche le elezioni generali dell’ottobre 2019 con il 36% dei voti, contro il 28% del PSD. Nel 2021, le tensioni tra il PS e i suoi alleati di sinistra, BE e CDU, portarono alla bocciatura del bilancio 2022 e ad elezioni anticipate per gennaio 2022. Nonostante i sondaggi prevedessero una gara serrata tra PS e PSD, i socialisti ottennero a sorpresa una maggioranza assoluta, con il 41% dei voti contro il 29% del PSD, vincendo 120 voti dei 230 seggi del parlamento portoghese.
Nel novembre 2023, António Costa si dimise da Primo Ministro e leader del partito a seguito dell’indagine dell’Operazione Influencer , che indagava su sospette attività di corruzione nell’aggiudicazione di appalti per le attività di litio e idrogeno. A seguito della decisione di Costa, furono indette elezioni anticipate dove il partito socialista scese al 28% dei voti, passando all’opposizione. Nuovo leader del partito fu nominato Pedro Nuno Santos.
Ideologicamente PS è un partito socialdemocratico tradizionale di centrosinistra con molte fazioni interne, che vanno dal socialismo democratico al social-liberalismo e al centrismo. Sostiene il keynesismo , l’europeismo e il progressismo . Come molti partiti socialdemocratici tradizionali, ha precedentemente adottato una prospettiva della Terza Via.
Alleanza Democratica (AD)
L’ Alleanza Democratica (in portoghese : Aliança Democrática , AD) è un’alleanza politica di centrodestra composta dal Partito Socialdemocratico (PSD), dal CDS – Partito Popolare (CDS–PP). L’alleanza è un rilancio dell’omonima alleanza che si era presentata alle elezioni del 1979, del 1980 e del 1983 .
Partito Social Democratico (PSD)
Il Partito Social Democratico (PSD) è, a dispetto del nome, un partito liberalconservatore, membro del PPE e dell’Internazionale Democratica di Centro. Attualmente è il maggior partito di governo, presente nel parlamento uscente con 78 seggi su 230. Leader del partito è dal 2022 Luis Montenegro, il primo ministro uscente.
Il partito fu fondato nel 1974, a seguito della Rivoluzione dei garofani, con il nome di Partito Popolare Democratico (PPD) e nel 1976 cambiò il suo nome in quello attuale. Fin dall’elezione dell’Assemblea Costituente del 1975, il partito divenne, la maggiore forza di centrodestra del paese, in opposizione al Partito Socialista, e tale è rimasto nel corso degli anni.
Nel 1979, il PSD, guidato da Francisco Sá Carneiro, si unì ai partiti di centrodestra per formare l’ Alleanza Democratica, che vinse le elezioni e permise a Sá Carneiro di diventare primo ministro. L’anno successivo tuttavia Sá Caneiro morì in un incidente aereo e il partito perse buona parte dei propri elettori, uscendo sconfitto dal Partito Socialista nelle elezioni del 1983, con il quale formò un governo di “grande coalizione” guidato da Mario Soares.
Nel 1985 il partito, guidato dal carismatico Anibal Cavaco Silva, vinse nuovamente le elezioni e diede inizio ad una stagione di governo che sarebbe durata sino al 1995. Il governo di Cavaco Silva portò avanti una vasta opera di liberalizzazioni e economiche e riduzioni fiscali che portarono ad una crescita economica senza precedenti. Le elezioni del 1995, seguite alla grave crisi economica del 1993, portarono alla sconfitta del PSD e del ritorno al governo dei socialisti.
Il partito tornò al potere con José Manuel Durão Barroso nel 2002 , in coalizione con i cristiano-conservatori del CDS-PP. Successivamente Barroso divenne Presidente della Commissione Europea e il partito fu pesantemente sconfitto nelle elezioni del 2005, tornando all’opposizione. Nel 2006 Cavaco Silva fu eletto Presidente della Repubblica, carica riconfermata nel 2011.
La crisi economica del 2011 portò alle dimissioni del governo socialista e al ritorno al potere del PSD, ancora una volta in coalizione con il CDS-PP con a capo Pedro Passos Coelho che restò in carica fino alle elezioni del 2015, quando, dopo elezioni inconclusive, il PS riuscì a formare un governo di coalizione appoggiato da tutti i partiti di sinistra. Alle elezioni del 2019 il PSD scese al 27,8% dei voti e 79 seggi. Alle successive elezioni del 2022 risalì al 29,1% dei voti ma scendendo a 77 seggi. Nelle elezioni anticipate del 2024 il partito si è presentato all’interno della lista AD ottenendo 78 seggi. Il leader del partito Luis Montenegro è quindi diventato leader di un governo di minoranza, che si è poi dimesso lo scorso marzo a seguito di un voto di sfiducia del parlamento contro Montenegro per un presunto caso di finanziamenti illeciti.
Ideologicamente il PSD è un partito estremamente variegato e al suo interno si possono identificare almeno una decina di correnti: social democratici in senso portoghese (populisti centristi), socialdemocratici classici, centristi, agrari, liberali classici, neoliberali, conservatori, neoconservatori, democristiani e populisti di destra. Di fatto tuttavia tutte le volte che il partito è andato al governo ha portato avanti politiche economiche nettamente liberiste, rimanendo moderato, se non conservatore, sul piano sociale.
Centro Democratico Sociale -Partito Popolare (CDS-PP)
Il CDS – Partito popolare (CDS_PP) è un partito democristiano di centrodestra, nazionalconservatore membro del PPE e dell’Unione Democratica Internazionale, attualmente presente con due seggi in parlamento.
Il partito fu fondato nel 1974 come CDS durante la Rivoluzione dei Garofani da Diogo Freitas do Amaral e Adelino Amaro da Costa . Nelle sue prime elezioni democratiche nel 1975 , il CDS vinse 16 su 230, saliti a 42 nel 1976, entrando in una coalizione di breve durata con il Partito Socialista (PS). Nel 1979, il PP diede vita alla coalizione moderata Alleanza Democratica con il Partito Social Democratico ed il Partito Popolare Monarchico, coalizione che vinse le elezioni del 1980, ma durò solo fino al 1983. Nel 1980, dopo la morte in un incidente aereo dell’allora primo ministro del PSD Francisco Sá Carneiro, il leader del CDS, Freitas do Amaral divenne per alcuni mesi primo ministro del Portogallo.
Alle elezioni del 1987 e del 1991 il partito fu sostanzialmente decimato dal passaggio di propri esponenti verso il PSD, anche grazie alla forte personalità del leader del PSD, Aníbal Cavaco Silva. Nelle elezioni del 1995 e 1999, il partito riuscì ad ottenere una compagine parlamentare di circa 15 deputati.
Nel 1992 il partito si spostò su posizioni più centriste, modificando il nome in CDS-PP per emulare il Partito Popolare spagnolo. Nel 1993 il CDS-PP fu espulso dal PPE per la sua opposizione al Trattato di Maastricht, dovendo aspettare 15 anni prima di poter esserne riammesso..
Dal 2002 al 2005, il PP tornò al governo con il PSD ed ottenne i ministeri della difesa, della giustizia e delle politiche sociali. La coalizione di centrodestra tornò a vincere le elezioni del 2011, con il CDS-PP che ottenne l’11,7% dei voti e 5 ministeri nel governo di Pedro Passos Coelho. Nelle elezioni del 2015 PSD e CDS-PP formarono una lista comune ma non riuscirono ad ottenere la maggioranza assoluta dei seggi e dovettero tornare all’opposizione dell’attuale governo socialista di Antonio Costa. Da allora il CDS–PP è rimasto all’opposizione. Alle elezioni del 2019 il partito crollò al 4,2% ottenendo solo 5 seggi. Il partito ottenne un risultato disastroso nelle elezioni generali del 2022 , che lasciarono il CDS-PP senza seggi nell’Assemblea della Repubblica per la prima volta dalla sua fondazione. Nel 2024, grazie all’alleanza elettorale con il PSD, è riuscito ad ottenere 2 seggi.
Dal punto di vista ideologico il CDS-PP si colloca sulla destra del PSD, essendo tradizionalmente più conservatore dal punto di vista sociale, oltre ad essere più nazionalista ed euroscettico. Il CDS-PP si è sempre fortemente opposto alla legalizzazione dell’aborto in Portogallo e ha proposto quelle che considera alternative responsabili basate sul “diritto alla vita” per risolvere il problema dell’aborto illegale. Il partito propone leggi più restrittive verso l’immigrazione, parità tra scuole pubbliche e private, riduzione sostanziale delle tasse, e pene più severe contro la piccola criminalità.
CHEGA (CH)
CHEGA (CH) (letteralmente “abbastanza”) è un partito politico di destra populista nazionalista fondato nel 2019, membro del gruppo “Patrioti per l’Europa” del parlamento europeo.
Nelle elezioni legislative portoghesi del 2019 ha ottenuto l’1,3% dei voti e un seggio. Alle successive elezioni del 2022 è salito al 7,2% e 12 seggi, per poi raggiungere il 18,15 dei voti e 50 seggi nelle elezioni del 2024.
Ideologicamente Chega è un partito populista nazionalista, socialmente conservatore e personalista, legato alla popolarità del suo leader e fondatore André Ventura. Il suo programma è incentrato sulla repressione della criminalità, a favore dell’ergastolo e di pene più severe, alla lotta alla corruzione e agli sprechi dello stato. Il partito è fortemente xenofobo, contrario al multiculturalismo, a favore di controlli più severi alle frontiere.
Economicamente il partito è a favore di una diminuzione dell’intervento dello Stato nell’economia e alla riduzione delle tasse. In politica estera il partito è tendenzialmente euroscettico, a favore di un’Europa di “nazioni sovrane unite dalla tradizione greco-romana e giudeo-cristiana”.
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