La Repubblica Ceca nasce il 1 gennaio 1993 quando la Cecoslovacchia si divise pacificamente nei due stanti indipendenti della Repubblica Ceca e della Slovacchia. Primo presidente della neonata nazione fu Vaclav Havel, leader dissidente durante gli anni del regime comunista, che era stato il primo presidente democraticamente eletto della Cecoslovacchia post-comunista. Primo ministro fu nominato il conservatore Vaclav Klaus, il cui partito, il Partito Civico Democratico (ODS), era arrivato in testa nelle elezioni del 1992. Negli anni successivi la Repubblica Ceca attraversò un periodo di riforme economiche e privatizzazioni, che il governo di centrodestra di Klaus attuò con l’obbiettivo di creare un’economia di mercato di tipo occidentale. La Repubblica Cece fondò assieme a Polonia, Ungheria e Slovacchia il cosiddetto Gruppo di Visegrad, un gruppo di paesi dell’Europa ex-comunista che intendevano entrare nella UE. Nel 1995 la Repubblica Ceca entrò a far parte dell’OCSE e nel 1999 aderì alla NATO. Nel 2004 il paese è entrato a far parte dell’Unione Europea e nel 2007 dell’Area Schengen.
Le elezioni del 1996 confermarono Vaclav Klaus al governo, a capo di una coalizione di partiti di centrodestra. La coalizione andò in crisi nel 1998 provocando elezioni anticipate che videro la vittoria del Partito Socialdemocratico (CSSD) di Milos Zeman, che divenne primo ministro a capo di un governo di minoranza. Dopo le elezioni del 2002 Zeman fu sostituito dal suo compagno di partito Vladimír Špidla che formò un governo di coalizione di centrosinistra con due partiti centristi. Nel 2003 Vaclav Klaus fu eletto Presidente della Repubblica. Nel 2006, dopo che a pochi giorni dalle elezioni era scoppiato uno scandalo di corruzione che coinvolgeva il CSSD, l’ODS ottenne una vittoria di misura e il nuovo leader conservatore Mirek Topolánek, divenne primo ministro, prima a capo di un governo di minoranza e poi di uno di coalizione che comprendeva l’ODS, i democristiani del KDU-CSL e il Partito Verde. Nell’autunno 2009 il parlamento ceco votò una mozione di sfiducia contro Topolanek che portò alla nascita di un governo tecnico. Nelle elezioni del 2010, i socialdemocratici del CSSD ottennero una vittoria di misura sull’ODS, tuttavia l’ODS riuscì a rimanere al governo grazie ad un accordo con TOP 09, una nuova formazione politica di centrodestra. Nuovo primo ministro divenne il conservatore Petr Nečas. Nel 2013 il governo di centrodestra fu al centro di una vasta inchiesta per corruzione che portò ad elezioni anticipate, vinte dal partito socialdemocratico, seguito dal movimento populista ANO 2011, creata dall’ imprenditore Andrej Babiš. Il nuovo governo fu una coalizione di centrosinistra tra socialdemocratici, democristiani e ANO 2011, con il socialdemocratico Bohuslav Sobotka come primo ministro e Babiš come ministro delle finanze. Nel frattempo, nel marzo 2013, l’ex leader socialdemocratico Milos Zeman era stato eletto presidente nelle prime elezioni presidenziali dirette del paese.
Il corso della legislatura vide una progressiva perdita di consenso dei socialdemocratici tanto che nelle elezioni del 2017 crollarono al 7,3% dei voti, mentre ANO 2011 diventava il primo partito del paese, seguito dai conservatori di ODS.
Nelle elezioni del 2017 entrarono in parlamento ben 9 partiti, il che rese estremamente difficile la formazione di un nuovo governo. Zeman decise di nominare Babis a capo di un governo di minoranza, che tuttavia non fu in grado di ottenere la fiducia in parlamento, portando alle dimissione di Babiš pochi mesi dopo. Nel giugno del 2018, dopo lunghe trattative fu formato un governo di centrosinistra, guidato da Babis, comprendente ANO 2011 e il partito socialdemocratico, appoggiato esternamente dal Partito Comunista di Boemia e Moravia (KSCM). Per la prima volta dal crollo dell’Unione Sovietica, quindi un partito comunista faceva parte di una maggioranza di governo nella repubblica ceca.
il governo di Andrej Babiš in Repubblica Ceca si distinse per un approccio populista e pragmatico, aumentando le pensioni, gli stipendi, introducendo bonus per le famiglie e avviando progetti infrastrutturali e di digitalizzazione dell’amministrazione pubblica. Sul fronte europeo, Babiš ha dovuto affrontare gravi accuse di conflitto di interesse: la Commissione UE lo ha indagato per aver incassato sovvenzioni comunitarie attraverso le sue aziende (gruppo Agrofert). Nonostante ciò, ha sempre ribadito l’allineamento del paese a UE e NATO, nonostante aperture pragmatiche verso Russia e Cina che hanno preoccupato i partner occidentali. I partiti di opposizione lo hanno accusato di tentare di controllare media e magistratura, minando la fiducia nelle istituzioni. Le successive elezioni del 2021 hanno visto la vittoria di una coalizione di opposizione di partiti di centrodestra europeisti.
Nelle prossime pagine, gli sviluppo politici recenti, i principali partiti politici e gli ultimi sondaggi.
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