Nuova Media dei Sondaggi: in calo la fiducia in Meloni, bene il Campo Largo e Futuro Nazionale. Esordio del PLD
Aprile 17, 2026

IL GIRAMONDO – Elezioni parlamentari in Bulgaria. Dopo 8 elezioni in 5 anni, si riuscirà a formare un governo stabile?

 

I PARTITI POLITICI

Sono 24 i partiti politici e le coalizioni che si presentano a queste elezioni, 4 in meno rispetto alle ultime elezioni.   Di questi sono 5  i partiti che, secondo i sondaggi, dovrebbero  superare sicuramente la soglia del 4% necessaria per entrare in parlamento, mentre per altri 5 la situazione è  ancora incerta.

 

Bulgaria Progressista (PB)

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Bulgaria Progressista è una coalizione politica di centrosinistra che si presenta per la prima volta alle elezioni, fondata poche settimane fa dall’ex presidente Rumen Radev. La coalizione comprende il Movimento Politico “Socialdemocratici”, il Partito Socialdemocratico  e il Movimento “Nostro Popolo”.  Il partito è guidato da un comitato composto dai leader dei tre partiti, dall’ex primo ministro Galab Donev e l’ex Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Dimitar Stoyanov. La coalizione è appoggiata esternamente dal Movimento Nazionale Bulgaro (VMRO), formazione di estrema destra nazionalista, affiliata al gruppo ECR in Europa.

Ufficialmente Bulgaria Progressista si ispira a valori socialdemocratici, europeisti e riformisti, con un forte impegno per la giustizia sociale, la trasparenza, la lotta alla corruzione e l’integrazione europea. La coalizione si posiziona come una forza pro-UE e pro-NATO, mettendo tuttavia al primo posto gli interessi nazionali bulgari,  con un approccio critico verso le élite politiche tradizionali, promettendo riforme strutturali per modernizzare il Paese.
Dal punto di vista economico il programma economico del partito puo’ essere definito di centrosinistra. Tra le priorità ci sono la riforma giudiziaria, il sostegno all’economia verde, la difesa dei diritti civili e una politica estera filoeuropea. Tuttavia come presidente, Radev ha sostenuto un referendum sull’adozione dell’euro da parte della Bulgaria e si è opposto alle sanzioni contro la Federazione Russa.

 

Lista unita Cittadini per lo Sviluppo Europeo della Bulgaria –  Unione delle Forze Democratiche (GERB-SDS)

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Cittadini per lo Sviluppo Europeo della Bulgaria (GERB) è un partito conservatore populista, principale partito del paese, al governo dal 2009 fino al 2021 e poi di nuovo dal 2023 ad oggi.  Leader e fondatore di GERB è l’ex primo ministro bulgaro Boyko Borisov. Per queste elezioni, come in quelle precedenti, il GERB si presenta in alleanza con il partito Unione delle Forze Democratiche (SDS), un piccolo partito conservatore. Attualmente l’allenza ha 66 seggi in parlamento. Sia GERB  che SDS fanno parte del Partito Popolare Europeo, dell’Unione Democratica Internazionale e dell’Internazionale Democratica Centrista.

Il programma della lista prevede un’ulteriore integrazione nella UE, la costruzione di nuove centrali nucleari e massicci investimenti infrastrutturali. Nonostante il suo ostentato europeismo, Borisov non ha avuto scrupoli in passato ad allearsi con partiti nazionalisti filorussi pur di restare al governo.

L’unione delle Forze Democratiche, partito nato nel 1989, è stato negli anni ’90 il maggior partito di centrodestra in Bulgaria che ha guidato il governo dal 1991 al 1992 e dal 1997 al 2001.  Negli anni successivi il suo consenso è declinato, diventando una forza minoritaria del panorama politico bulgaro.

GERB è stato fondato nel 2006 dall’allora sindaco di Sofia Boyko Borisov,  in precedenza deputato del Movimento Nazionale Simeone II ed ex guardia del corpo del leader comunista Todor Zhivkov durante il regime filosovietico. Grazie allo stile populista “anticasta” di Borisov,  diventato famoso a livello nazionale durante i suoi anni come sindaco della capitale del paese, il partito ebbe subito un notevole successo elettorale. Il GERB arrivò in testa alle elezioni europee del 2009 con il 24,4% dei voti e, un mese  dopo, sull’onda del successo alle europee, ottenne una schiacciante vittoria alle elezioni politiche, ottenendo il 39,7% dei voti e 117 seggi in parlamento su 240. Questo permise a Borisov di essere nominato primo ministro,  a capo di un governo di minoranza. Nel 2011 il candidato del GERB, Rosen Plevneliev, fu eletto presidente della  Bulgaria.

Nel 2013 scoppiarono varie manifestazioni di protesta causate dall’aumento dei prezzi dell’energia e dell’acqua, dai tagli alle spese dello stato (dopo che Borisov aveva fatto mettere in costituzione il divieto di aumentare le tasse) e dalla corruzione governativa. Borisov dovette dimettersi e si andò ad  elezioni anticipate.  Il GERB scese da 117 a 97 seggi, rimanendo il primo partito del paese. L’assenza di potenziali partner di governo tuttavia costrinse il GERB ad andare all’opposizione di un governo tecnico appoggiato dal Partito Socialista e dal Movimento per i Diritti e le Libertà. La coalizione tuttavia cadde l’anno successivo, portando il paese a  nuove elezioni anticipate.  Il GERB ebbe un ulteriore calo di consensi, scendendo a 84 seggi ma rimanendo il primo partito del paese.  Borisov riuscì a formare un governo di coalizione con il Blocco Riformista di centrodestra, appoggiato dall’esterno dal Fronte Patriottico – alleanza di partiti di destra – e da Alternativa per la Bulgaria, un partito  nato da una scissione del PSB guidata dall’ex presidente Giorgi Parvanov.

Alle elezioni presidenziali del 2016 la candidata del GERB, Tsetska Tsacheva, fu battuta a sorpresa al secondo turno da un candidato indipendente filorusso, l’ex generale Rumen Radev, appoggiato al secondo turno dal Partito Socialista.  Borisov, che aveva promesso di dimettersi nel caso che la sua candidata non fosse stata eletta presidente, provocò una crisi di governo che portò il paese ad elezioni anticipate nel Marzo 2017. Sia il GERB che il PSB recuperarono consensi, tornando a risultati simili a quelli del 2013. Dopo le elezioni Borisov raggiunse un accordo con Patrioti Uniti, una coalizione di partiti di destra ed estrema destra, che gli permise di rimanere a capo del governo.

A seguito delle manifestazioni di protesta del 2019 e 2020 contro la corruzione del governo, una fazione del GERB, guidata dal ministro dell’interno Tsvetan Tsvetanov ha abbandonato il partito, creando una nuova formazione politica: il partito dei Repubblicani per la Bulgaria. Nelle elezioni dell’aprile 2021 il GERB-SDS è calato al 25,8% dei voti e 75 seggi. Borisov, non essendo stato in grado di trovare una maggioranza nel nuovo parlamento che lo sostenesse, si è dovuto dimettere. Nelle elezioni di luglio 2021 la lista GERB-SDS è scesa al 23,2% dei voti perdendo la prima posizione a favore del partito populista ITN.  Nelle elezioni di novembre 2021 la lista GERB-SDS è arretrata ulteriormente scendendo da 63 a 59 seggi, pur rimanendo il secondo partito del paese superato solo dai liberali di “Continuiamo il Cambiamento”. È quindi rimasta poi all’opposizione del governo. Alle elezioni dell’ ottobre 2022 la lista è avanzata, risalendo a 67 seggi per poi salire ulteriormente a 69 seggi nelle elezioni dell’aprile 2023.

Dopo le elezioni del 2023 il GERB formò  un governo di “grande coalizione con l’alleanza liberale europeista  PP-DB  L’accordo prevedeva  che le due formazioni avrebbero governato il paese per 18 mesi, poggiando su un programma di riforme economiche e di maggiore integrazione con l’Unione Europea. Per i primi 9 mesi il governo sarebbe stato guidato da Nikolai Denkov del PP e nei seguenti 9 da Mariya Gabriel del GERB.  Tuttavia alla scadenza del mandato di Denkov  l’accordo saltò, portando  alle inconcludenti elezioni anticipate del giugno 2024.  alle successive elezioni anticipate dell’ottobre 2024 la lista GERB-SDS è salita al 25,5% dei voti e Rosen Zhelyazkov, esponente del GERB, è divenuto primo ministro a capo di una coalizione comprendente GERB, PSB, ITN e con l’appoggio esterno di ITN.

 

Lista Unita Continuiamo il Cambiamento – Bulgaria Democratica (PP-DB)   

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PP–DB è una coalizione elettorale bulgara tra Continuiamo il Cambiamento e Bulgaria Democratica . L’alleanza è stata formata in vista delle elezioni del 2023, dove ha ottenuto il 23,5% dei voti e 64 seggi. Dopo le elezioni ha formato un governo di “grande coalizione con il partito conservatore  GERB.  L’accordo prevedeva  che le due formazioni avrebbero governato il paese per 18 mesi, poggiando su un programma di riforme economiche e di maggiore integrazione con l’Unione Europea. Per i primi 9 mesi il governo sarebbe stato guidato da Nikolai Denkov del PP e nei seguenti 9 da Mariya Gabriel del GERB.  Tuttavia alla scadenza del mandato di Denkov  l’accordo è saltato e si è andati ad elezioni anticipate nel giugno 2024, dove l’alleanza è scesa al 14,3% dei voti e 39 seggi. Nelle successive elezioni dell’ottobre dello stesso anno è scesa ulteriormente al 14,2% e 36 seggi ed è rimasta all’opposizione fino ad oggi.

Ideologicamente si tratta di un’alleanza di centrodestra liberale, anticorruzione e atlantista. Vuole migliorare le condizioni per lo sviluppo delle imprese private, ridurre le emissioni di gas serra, proteggere l’ambiente e cercare una maggiore integrazione con l’Unione Europea.

Continuiamo il Cambiamento (PP) è una coalizione elettorale liberale europeista guidata da Kiril Petkov e Asen Vasilev, rispettivamente ministro dell’Economia e delle Finanze del governo Yanev, il cosiddetto “duo di Harvard”. Petkov è poi stato primo ministro dal dicembre 2021 fino all’agosto 2022. Il partito ha partecipato per la prima vola alle elezioni dell’Assemblea nazionale bulgara del novembre 2021, arrivando al primo posto con 67 seggi.  Petkov ha poi guidato nei mesi successivi un governo quadripartito, formato dal PP,  dai socialisti del BPS, dai populisti di ITN e dal partito anti-corruzione Bulgaria Democratica.  Durante i suoi mesi di governo Petkov, si è impegnato a combattere la corruzione all’interno del paese, dovendo allo stesso tempo contrastare la crisi energetica e la pandemia di COVID-19. Nell’agosto del 2022 Petkov si è dovuto dimettere per un voto di sfiducia e alle elezioni dell’ ottobre il partito è sceso al 19,5% dei voti e 53 seggi. In tutte le elezioni successive si è presentata in coalizione con Bulgaria Democratica.

Il partito è ideologicamente liberale ed europeista.  Dal punto di vista economico, gli obiettivi principali sono creare un ambiente economico e amministrativo favorevole al libero sviluppo delle piccole e medie imprese e attirare investimenti strategici ad alta tecnologia. A livello più politico, l’obbiettivo è combattere la corruzione e l’uso improprio dei fondi statali, oltre a difendere lo stato di diritto. Altre  priorità  sono il miglioramento dell’istruzione pubblica, dell’assistenza sanitaria e l’aumento delle pensioni. Il partito fa parte dell’ALDE e i suoi europarlamentari siedono nel gruppo Renew Europe nel parlamento europeo.

“Bulgaria democratica” (in bulgaro Demokratichna Balgariya, DB) è un’alleanza elettorale formata da due partiti: Democratici per una Forte Bulgaria (DSB, liberalconservatori) e Si, Bulgaria! (centristi anti-corruzione). L’alleanza è stata formata nel 2018 e ha partecipato per la prima volta alle elezioni in aprile del 2021, ottenendo il 9,3% dei voti e 27  seggi.  Nelle elezioni di luglio 2021 è salita al 12,5% dei voti e 34 seggi mentre in quelle di novembre è scesa al 6,4% e 16 seggi, per poi risalire al 7,2% e 20 seggi nelle elezioni dell’ottobre 2022 . A livello internazionale, il DSB fa parte del Partito Popolare Europeo.

Gli obiettivi principali dell’alleanza sono quelli di creare un’alternativa di governo che elimini la corruzione ai vertici dello stato e di rafforzare i valori democratici e la scelta euro-atlantica della Bulgaria.  Tra le priorità del programma elettorale vi sono la riduzione della spesa di bilancio a 1/3 del PIL e la riduzione dell’IVA dal 20% al 18%, senza modificare l’attuale “flat-tax”.  L’alleanza  è socialmente liberale e favorevole ad un ampliamento dei diritti delle persone LGBT, inoltre è contraria alla costruzione di nuove centrali nucleari e al progetto del gasdotto russo “South Stream”.

 

 

Coalizione Partito Socialista Bulgaro – Sinistra Unita (BSP-OL)

undefinedBSP – Sinistra Unita ( in bulgaro:  BSP – Obedinena Levitsa ), precedentemente BSP per la Bulgaria (BSP za Bŭlgariya ), è un’alleanza elettorale di 11 partiti di sinistra e centro-sinistra  guidata dal Partito Socialista Bulgaro (BSP).

Il BSP è un partito socialdemocratico populista, socialmente conservatore membro del Partito dei Socialisti Europei, dell’Internazionale Socialista e della  Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici. Il BSP si ritiene il successore del Partito dei Lavoratori Socialdemocratici Bulgari creato nel 1891, poi diventato nel 1903 Partito Socialdemocratico Bulgaro dei Lavoratori e successivamente Partito Comunista Bulgaro. Il partito si è formato dopo i cambiamenti politici del 1989, quando il Partito Comunista ha abbandonato il marxismo-leninismo e si è rifondato come partito socialdemocratico.

Il partito ottenne la maggioranza assoluta alle  elezioni dell’Assemblea costituzionale del 1990 e formò  il successivo governo che tuttavia  fu costretto alle dimissioni dopo uno sciopero generale,  sostituito da un governo tecnico.  Dopo le elezioni del 1991 il partito andò all’opposizione. Il BSP è rimasto da allora uno dei principali partiti politici del paese, presentandosi spesso alle elezioni in alleanza con altri partiti minori di sinistra. Alle elezioni del 1994 l’alleanza guidata dal BSP ottenne la maggioranza assoluta dei seggi, permettendo al BPS di guidare con Zhan Videnov il successivo governo.  Videnov fu costretto a dimettersi a fine 1996 a seguito delle proteste popolari dovute alla crisi economica, facendo tornare il partito all’opposizione. Nel 2001, il presidente del partito Georgi Parvanov fu stato eletto presidente della Bulgaria, per poi essere riconfermato nelle elezioni presidenziali del 2006,

Nelle elezioni 2005 una nuova alleanza guidata dal BSP arrivò in testa  con il 31% dei voti, consentendo al BPS di formare un governo di “grande coalizione” con il Movimento Nazionale Simeone II e il partito della minoranza turca DPS,  guidato dal leader socialista  Sergei Stanishev. A causa dei pessimi risultati economici e a varie accuse di corruzione, il BPS fo sconfitto alle elezioni del 2009 dal nuovo partito conservatore GERB, tornando nuovamente all’opposizione.

Nelle elezioni parlamentari del 2013 il partito prese  il 26,6% dei voti, secondo dietro a GERB con il 30,5%.  BSP e DPS si misero d’accordo per formare un governo guidato dall’indipendente Plamen Oresharski.  Tuttavia la nomina del controverso magnate dei media Delyan Peevski a capo dei servizi segreti scatenò vaste  proteste di piazza che costrinsero il governo alle dimissioni nel luglio 2014 e a nuove elezioni anticipate, che portarono ad una nuova vittoria del GERB. Da allora il BSP rimase all’opposizione.

Nelle elezioni dell’aprile 2021  la lista collegata al BSP ottenne solo il 14,8% dei voti e 43 seggi, il peggior risultato per il BSP dalla sua fondazione.  Alle elezioni di luglio la lista del BSP scese ad un ulteriore minimo storico con il 13,2% dei voti e 36 seggi. Nelle successive elezioni anticipate del  novembre 2021 scese ulteriormente, ottenendo solo il 10,1% dei voti e 26 seggi in parlamento. Successivamente entrò  a  far parte della coalizione quadripartita di governo guidata dal liberale Kiril Petkov, che tuttavia perse la maggioranza in parlamento nel giugno 2022,  portando  a nuove elezioni anticipate nell’ottobre 2022 dove la lista collegata al  BSP scese  al suo minimo storico con il 9,0% dei voti.  Alle successive elezioni anticipate dell’aprile 2023 la lista del BOS scese ulteriormente, arrivando  all’8,6% dei voti e 23 seggi per poi scendere al 6,8% e 19 seggi nelle elezioni del giugno 2024 e risalire al 7,2% nelle elezioni dell’ottobre dello stesso anno. Successivamente il BPS, assieme al GERB e a ITN ha fatto parte della coalizione di governo guidata da Rosen Zhelyazkov.

Il BSP si descrive come un partito socialista democratico, a favore di un’economia sociale di mercato. Nei fatti la posizione politica del partito ha oscillato, passando dalla sinistra statalista negli anni ’90, alla sinistra social-liberale nei primi anni 2000 fino ad assumere posizioni socialmente conservatrici durante il periodo un cui è stato guidato da Korneliya Ninova.

Tradizionalmente il BSP è stato un partito europeista, pur puntando tuttavia al mantenimento di buone relazioni tra la Bulgaria e la Russia.  Negli ultimi anni ha assunto alcune posizioni euroscettiche, ha chiesto la fine delle sanzioni contro la Russia e si è detto contrario alla vendita di armi all’Ucraina.  A differenza della maggior parte dei partiti del PSE, il BSP è più conservatore sulle questioni sociali. Il programma del partito prevede agevolazioni economiche per gli studenti e per le famiglie meno abbienti, abolizione della “Flat-Tax” a favore di una tassazione progressiva,  protezione delle risorse ambientali (in particolare le foreste) e sussidi alle aziende agricole.

 

 

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