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Aprile 17, 2026

IL GIRAMONDO – Elezioni parlamentari in Bulgaria. Dopo 8 elezioni in 5 anni, si riuscirà a formare un governo stabile?

Datei:Flag of Bulgaria (bordered).png – WikipediaI cittadini bulgari si recheranno alle urne domenica 19 aprile per eleggere i 240 deputati dell’ Assemblea nazionale della Bulgaria. Questa è la settima elezione anticipata parlamentare dal 2021, l’ottava elezione consecutiva in 5 anni, dopo quelle di aprile, luglio e novembre del 2021, quella di ottobre del 2022, quella di aprile 2023 e quelle di giugno e ottobre del 2024.

L’Assemblea nazionale bulgara non è riuscita a mettere insieme un governo duraturo da quando nel 2021 nuovi partiti populisti entrarono in parlamento a seguito degli scandali di corruzione che avevano colpito il governo dell’allora primo ministro Boyko Borissov. La posta in palio è alta: i bulgari sono chiamati a scegliere non solo la direzione politica interna, ma anche il posizionamento internazionale della Bulgaria in un contesto geopolitico sempre più complesso, tra integrazione europea, relazioni con la Russia e la Turchia, e la gestione della crisi economica e sociale.

Il panorama politico bulgaro è estremamente frammentato, con una dozzina di partiti e coalizioni che competono per i 240 seggi dell’Assemblea Nazionale. 

La novità di queste elezioni è Bulgaria Progressista (Progresivna Bulgaria): guidata dall’ex presidente Rumen Radev, questa coalizione di centro-sinistra fondata poche settimane fa è attualmente in testa nei sondaggi e potrebbe guidare il prossimo governo. Radev, ex generale e presidente uscente, ha scelto di scendere in politica per offrire un’alternativa alle forze tradizionali, promettendo riforme strutturali, lotta alla corruzione e un approccio più sociale all’economia. La sua coalizione si posiziona come filo-UE e filo-NATO, critica verso le élite politiche corrotte del paese ma con atteggiamenti ambigui in politica estera.

Il suo principale avversari è il GERB (Cittadini per lo Sviluppo Europeo della Bulgaria), un partito di centro-destra guidato da Boyko Borisov, ex primo ministro e figura dominante della politica bulgara negli ultimi 15 anni. GERB, pur avendo perso consensi rispetto al passato, rimane un attore chiave della politica bulgara Borisov è noto per la sua abilità nel formare alleanze, ma anche per le accuse di corruzione che hanno minato la sua credibilità. GERB si presenta come un partito pro-europeo e pro-NATO, ma con una base elettorale nettamente conservatrice.

La terza forza in campo secondo i sondaggi è Continuiamo il Cambiamento – Bulgaria Democratica (PP-DB), una coalizione liberale, europeista e riformista guidata dall’ex primo ministro Kiril Petkov e l’ex ministro delle finanze Asen Vasilev. PP-DB ha perso consensi rispetto  alle precedenti elezioni ma rimane un punto di riferimento per gli elettori che chiedono trasparenza, riforme e un approccio tecnocratico al governo del paese. La coalizione è fortemente filoeuropea e sostenitrice di una politica estera atlantista.

Un altro attore fondamentale della politica bulgara è il DPS (Movimento per i Diritti e le Libertà), Il partito guidato dall’oligarca Delyan Peevski, rappresentante degli interessi della minoranza turca, che costituisce circa il 10% della popolazione bulgara. Nonostante le accuse di corruzione (Peevski è stato sanzionato dagli USA ai sensi del Magnitsky Act), ed una recente scissione, il DPS rimane uno dei principali partiti del paese. Il partito si posiziona come moderato e pro-europeo, ma la sua base elettorale è principalmente etnica.

Un altro partito storico della Bulgaria ma ormai da anni in lento declino è il BSP (Partito Socialista Bulgaro).  Quello che ancora nel 2013 il principale partito del paese ha drammaticamente perso consensi, soprattutto sotto la leadership di Korneliya Ninova, che ha dato una svolta socialmente conservatrice al partito, e adesso rischia di non superare la soglia di sbarramento per entrare in parlamento.

Infine ci sono i partiti di estrema destra nazionalista e filorussa: Vazrazhdane (Rinascita), MECh (Morale, Unità, Onore) e Velichie (Grandezza).  Tutti questi partiti sono estremamente conservatori dal punto di vista sociale si oppongono all’UE e sostengono una politica estera sovranista. Dei tre il più forte  è decisamente Vazrazhdane, guidato da Kostadin Kostadinov, che rappresenta il principale esponente dell’opposizione anti-UE e anti-NATO, con una piattaforma basata su sovranismo, nazionalismo e valori tradizionali. Il partito si oppone all’adozione dell’euro e all’integrazione europea, sostenendo invece un riavvicinamento alla Russia.

Tra i principali argomenti della campagna elettorale sicuramente la lotta alla corruzione è stato un tema trasversale. Partiti come PP-DB e Bulgaria Progressista promettono trasparenza e riforme giudiziarie, mentre GERB e DPS sono spesso accusati di essere parte del sistema corrotto. L’adozione dell’euro (avvenuta a gennaio 2026) è stata un passo storico, ma molti bulgari temono un aumento dei prezzi. I partiti sovranisti (Vazrazhdane, MECh) vogliono tornare al Lev, mentre i filoeuropei (Bulgaria Progressista, PP-DB) sostengono la moneta unica come strumento di stabilità internazionale. Le proteste contro la legge di bilancio 2026 hanno scosso il Paese, con giovani e classi medie che chiedono maggiore giustizia sociale e riforme strutturali, temi centrali per Bulgaria Progressista e PP-DB. Infine in politica estera la scelta tra allineamento con l’UE/NATO (Bulgaria Progressista, PP-DB, GERB) e sovranismo/filo-russismo (Vazrazhdane, MECh) è uno dei principali elementi di divisione.

Anche la politica estera è uno dei temi centrali di queste elezioni. La Bulgaria, membro dell’UE e della NATO, ha compiuto passi significativi negli ultimi anni, come l’ingresso nello spazio Schengen (gennaio 2025) e l’adozione dell’euro (gennaio 2026). Tuttavia, questi traguardi sono stati accompagnati da tensioni interne. Mentre partiti come Bulgaria Progressista, GERB, PP-DB e DPS sostengono una piena integrazione europea, Vazrazhdane, MECh e Velichie si oppongono all’UE e alla NATO, sostenendo un riavvicinamento alla Russia e una politica estera più indipendente. La guerra in Ucraina ha poi drammaticamente diviso il Paese. L’ex presidente Radev  ha in passato sostenuto il dialogo con Mosca, mentre PP-DB e GERB sono più allineati con la posizione UE di sostegno all’Ucraina. 

Le elezioni del 19 aprile 2026 saranno un test cruciale per la Bulgaria. La sfida principale è superare la frammentazione politica e formare un governo stabile, capace di gestire sia le riforme interne che il posizionamento internazionale del Paese. Il risultato dipenderà dalla capacità dei partiti di coalizzarsi e di rispondere alle domande di cambiamento della popolazione, stanca di anni di instabilità. La politica estera, in particolare, sarà un elemento decisivo: la scelta tra Europa e sovranismo potrebbe definire il futuro della Bulgaria per il prossimo decennio.

 

IL SISTEMA POLITICO-ELETTORALE

Coat of arms of BulgariaLa Bulgaria è una repubblica democratica rappresentativa parlamentare in cui il Primo Ministro è il capo del governo  mentre il Presidente della Bulgaria è il capo di stato. La Bulgaria ha un sistema multipartitico, dove il potere legislativo è conferito al governo (tramite i decreti legge) e al parlamento unicamerale chiamato  Narodno Sabranie. La magistratura è indipendente dall’esecutivo e dal legislatore.  Il Presidente della Bulgaria è eletto direttamente per un mandato di 5 anni rinnovabile una volta. Il presidente è capo di stato e comandante in capo delle forze armate. I compiti principali del presidente sono programmare elezioni e referendum, rappresentare la Bulgaria all’estero, concludere trattati internazionali e dirigere il Consiglio consultivo per la sicurezza nazionale. Il presidente può rimandare indietro al parlamento le leggi per un’ulteriore verifica – una sorta di veto – ma le leggi possono essere approvate di nuovo con un voto a maggioranza assoluta. Le elezioni presidenziali si svolgono con un sistema a due turni.  Il parlamento è formato da 240 seggi che vengono rinnovati ogni 4 anni. Il sistema elettorale è proporzionale con una soglia del 4% dei voti (al netto dell’opzione “nessuno di questi”) per entrare in parlamento. Il Parlamento è responsabile dell’emanazione delle leggi, dell’approvazione del bilancio, della programmazione delle elezioni presidenziali, della selezione e della revoca del primo ministro e di altri ministri, della dichiarazione di guerra, del dispiegamento di truppe al di fuori della Bulgaria e della ratifica dei trattati e degli accordi internazionali.

Secondo il “Democratic Index” del settimanale The Economist, la Bulgaria è una cosiddetta “Democrazia Imperfetta”, al livello di paesi tipo Macedonia del Nord, Serbia, Filippine e Indonesia.

 

Nelle prossime pagine, la storia politica del paese, i gli sviluppi politici recenti, i principali partiti politici e gli ultimi sondaggi.

 

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