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IL GIRAMONDO – Elezioni parlamentari in Bulgaria – altra fumata nera?

 

I PARTITI POLITICI

Sono 21 i partiti politici e le coalizioni che si presentano a queste elezioni, 8 in meno rispetto allo scorso anno. Di questi sono 5 i partiti che, secondo i sondaggi, dovrebbero  superare sicuramente la soglia del 4% necessaria per entrare in parlamento, mentre per altri 3 la situazione è  ancora incerta.

Rispetto alle elezioni del settembre scorso, i liberali europeisti di  “Continuiamo il Cambiamento” (PP) e il partito anti-corruzione di centrodestra “Bulgaria Democratica” (DB) hanno formato una lista comune per queste elezioni. Inoltre si è formata una nuova aggregazione di sinistra populista  chiamata “Sinistra!”, che include il partito anti-corruzione di sinistra “Alzati Bulgaria” e altri partiti di sinistra e centro-sinistra.

 

 

 

Lista unita Cittadini per lo Sviluppo Europeo della Bulgaria –  Unione delle Forze Democratiche (GERB-SDS)

Logo of the GERB–SDS.png

Cittadini per lo Sviluppo Europeo della Bulgaria (GERB) è un partito conservatore populista, principale partito del paese, al governo dal 2009 fino al maggio 2021.  Leader e fondatore di GERB è l’ex primo ministro bulgaro Boyko Borisov. Per queste elezioni, come in quelle precedenti, il GERB si presenta in alleanza con il partito Unione delle Forze Democratiche (SDS), un piccolo partito conservatore. Alle elezioni dello scorso ottobre ila lista han ottenuto 67 seggi,  3 dei quali sono stati assegnati all’SDS. Sia GERB  che SDS fanno parte del Partito Popolare Europeo, dell’Unione Democratica Internazionale e dell’Internazionale Democratica Centrista.

L’unione delle Forze Democratiche, partito nato nel 1989, è stato negli anni ’90 il maggior partito di centrodestra in Bulgaria che ha guidato il governo dal 1991 al 1992 e dal 1997 al 2001.  Negli anni successivi il suo consenso è declinato, diventando una forza minoritaria del panorama politico bulgaro.

GERB è stato fondato nel 2006 dall’allora sindaco di Sofia Boyko Borisov,  in precedenza deputato del Movimento Nazionale Simeone II ed ex guardia del corpo del leader comunista Todor Zhivkov durante il regime filosovietico. Grazie allo stile populista “anticasta” di Borisov,  diventato famoso a livello nazionale durante i suoi anni come sindaco della capitale del paese, il partito ebbe subito un notevole successo elettorale. Il GERB arrivò in testa alle elezioni europee del 2009 con il 24,4% dei voti e, un mese  dopo, sull’onda del successo alle europee, ottenne una schiacciante vittoria alle elezioni politiche, ottenendo il 39,7% dei voti e 117 seggi in parlamento su 240. Questo permise a Borisov di essere nominato primo ministro,  a capo di un governo di minoranza. Nel 2011 il candidato del GERB, Rosen Plevneliev, fu eletto presidente della  Bulgaria.

Nel 2013 scoppiarono varie manifestazioni di protesta causate dall’aumento dei prezzi dell’energia e dell’acqua, dai tagli alle spese dello stato (dopo che Borisov aveva fatto mettere in costituzione il divieto di aumentare le tasse) e dalla corruzione governativa. Borisov dovette dimettersi e si andò ad  elezioni anticipate.  Il GERB scese da 117 a 97 seggi, rimanendo il primo partito del paese. L’assenza di potenziali partner di governo tuttavia costrinse il GERB ad andare all’opposizione di un governo tecnico appoggiato dal Partito Socialista e dal Movimento per i Diritti e le Libertà. La coalizione tuttavia cadde l’anno successivo, portando il paese a  nuove elezioni anticipate.  Il GERB ebbe un ulteriore calo di consensi, scendendo a 84 seggi ma rimanendo il primo partito del paese.  Borisov riuscì a formare un governo di coalizione con il Blocco Riformista di centrodestra, appoggiato dall’esterno dal Fronte Patriottico – alleanza di partiti di destra – e da Alternativa per la Bulgaria, un partito  nato da una scissione del PSB guidata dall’ex presidente Giorgi Parvanov.

Alle elezioni presidenziali del 2016 la candidata del GERB, Tsetska Tsacheva, fu battuta a sorpresa al secondo turno da un candidato indipendente filorusso, l’ex generale Rumen Radev, appoggiato al secondo turno dal Partito Socialista.  Borisov, che aveva promesso di dimettersi nel caso che la sua candidata non fosse stata eletta presidente, provocò una crisi di governo che portò il paese ad elezioni anticipate nel Marzo 2017. Sia il GERB che il PSB recuperarono consensi, tornando a risultati simili a quelli del 2013. Dopo le elezioni Borisov raggiunse un accordo con Patrioti Uniti, una coalizione di partiti di destra ed estrema destra, che gli permise di rimanere a capo del governo.

A seguito delle manifestazioni di protesta del 2019 e 2020 contro la corruzione del governo, una fazione del GERB, guidata dal ministro dell’interno Tsvetan Tsvetanov ha abbandonato il partito, creando una nuova formazione politica: il partito dei Repubblicani per la Bulgaria. Nelle elezioni dell’aprile 2021 il GERB è calato al 25,8% dei voti e 75 seggi. Borisov, non essendo stato in grado di trovare una maggioranza nel nuovo parlamento che lo sostenesse, si è dovuto dimettere. Nelle elezioni di luglio 2021 la lista GERB-SDS è scesa al 23,2% dei voti perdendo la prima posizione a favore del partito populista ITN.  Nelle elezioni di novembre 2021 il GERB è arretrato ulteriormente scendendo da 63 a 59 seggi, pur rimanendo il secondo partito del paese superato solo dai liberali di “Continuiamo il Cambiamento”. È quindi rimasto poi all’opposizione del governo. Alle elezioni dello scorso ottobre 2022 il partito è avanzato, risalendo a 67 seggi.

Il programma del partito prevede un’ulteriore integrazione nella UE, in vista di un’ingresso nell’area Schengen e nella zona Euro,  la costruzione di nuove centrali nucleari e massicci investimenti infrastrutturali. Nonostante il suo ostentato europeismo, Borisov non ha avuto scrupoli in passato ad allearsi con partiti nazionalisti filorussi pur di restare al governo.

 

 

 

 

 

 

Lista Unita Continuiamo il Cambiamento – Bulgaria Democratica (PP-DB)      

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Continuiamo il Cambiamento (PP) è una coalizione elettorale liberale europeista guidata da Kiril Petkov e Asen Vasilev, rispettivamente ministro dell’Economia e delle Finanze del governo Yanev, il cosiddetto “duo di Harvard”. Petkov è poi stato primo ministro dal dicembre 2021 fino all’agosto 2022. Il partito ha partecipato per la prima vola alle elezioni dell’Assemblea nazionale bulgara del novembre 2021, arrivando al primo posto con 67 seggi.  Petkov ha poi guidato nei mesi successivi un governo quadripartito, formato dal PP,  dai socialisti del BPS, dai populisti di ITN e dal partito anti-corruzione Bulgaria Democratica.  Durante i suoi mesi di governo Petkov, si è impegnato a combattere la corruzione all’interno del paese, dovendo allo stesso tempo contrastare la crisi energetica e la pandemia di COVID-19. Nell’agosto del 2022 Petkov si è dovuto dimettere per un voto di sfiducia e alle elezioni dello scorso ottobre il partito è sceso al 19,5% dei voti e 53 seggi.

Il partito è ideologicamente liberale ed europeista.  Dal punto di vista economico, gli obiettivi principali sono creare un ambiente economico e amministrativo favorevole al libero sviluppo delle piccole e medie imprese e attirare investimenti strategici ad alta tecnologia. A livello più politico, l’obbiettivo è combattere la corruzione e l’uso improprio dei fondi statali, oltre a difendere lo stato di diritto. Altre  priorità  sono il miglioramento dell’istruzione pubblica, dell’assistenza sanitaria e l’aumento delle pensioni.  La coalizione include anche i liberali progressisti di Volt e i liberali di centrodestra di Classe Media Europea.

“Bulgaria democratica” (in bulgaro Demokratichna Balgariya, DB) è un’alleanza elettorale formata da tre partiti: Democratici per una Forte Bulgaria (DSB, liberalconservatori),  Si, Bulgaria! (centristi anti-corruzione)  e il Movimento Verde (ecologisti). L’alleanza è stata formata nel 2018 e ha partecipato per la prima volta alle elezioni in aprile del 2021, ottenendo il 9,3% dei voti e 27  seggi.  Nelle elezioni di luglio 2021 è salita al 12,5% dei voti e 34 seggi mentre in quelle di novembre è scesa al 6,4% e 16 seggi, per poi risalire al 7,2% e 20 seggi nelle elezioni dello scorso ottobre. A livello internazionale, il DSB fa parte del Partito Popolare Europeo, mentre il Movimento Verde fa parte del Partito Verde Europeo.

Gli obiettivi principali dell’alleanza sono quelli di creare un’alternativa di governo che elimini la corruzione ai vertici dello stato e di rafforzare i valori democratici e la scelta euro-atlantica della Bulgaria.  Tra le priorità del programma elettorale vi sono l’adesione della Bulgaria all’Eurozona e all’Unione bancaria europea, la riduzione della spesa di bilancio a 1/3 del PIL e la riduzione dell’IVA dal 20% al 18%, senza modificare l’attuale “flat-tax”.  L’alleanza  è socialmente liberale e favorevole ad un ampliamento dei diritti delle persone LGBT, inoltre è contraria alla costruzione di nuove centrali nucleari e al progetto del gasdotto russo “South Stream”.

 

 

 

 

MOVIMENTO PER I DIRITTI E LE LIBERTA’  (DPS)

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Il Movimento per i diritti e le libertà (in bulgaro Dvizhenie za prava i svobodi, DPS) è un partito liberale di centro  che rappresenta gli interessi delle minoranze etniche presenti in Bulgaria, in particola quella turca e quella rom. Il DPS è presente con 36 deputati nel parlamento uscente, a livello internazionale fa parte dell’Alleanza dei Liberali e Democratici  per l’Europa (ALDE) e i suoi deputati al parlamento europeo siedono nel gruppo “Renew Europe”.

Il partito è stato ufficialmente istituito nel 1990 come partito della minoranza turca  musulmana,  dal suo fondatore Ahmed Dogan che ne è stato il leader fino al 2013. Dopo aver boicottato le elezioni del 1990, il DPS ha partecipato a tutte le elezioni successive, ottenendo percentuali comprese tra il 5,4% (elezioni del 1994) e il 14,8% (elezioni del 2014), diventando stabilmente uno dei principali partiti del paese. Dal 2001 al 2009 il partito ha fatto parte del governo, prima in coalizione con il Movimento Nazionale Simeone II (NDSV) e poi con il Partito socialista bulgaro (BSP). Nel 2013-2014 ha fatto parte, assieme al BSP, del governo guidato dall’indipendente Plamen Oresharski.

Dopo l’uscita di scena di Dogan, fu eletto leader del partito Lyufti Mestan,  politicamente molto vicino al leader turco Erdogan. Su pressione di Dogan, liberale europeista e aperto oppositore di Erdogan, Mestan fu espulso dal partito, fondando una propria formazione politica, DOST, che tuttavia non fu in grado di far eleggere deputati alle elezioni del 2017.

Negli ultimi anni il partito è sempre rimasto all’opposizione anche se ha cercato di intrattenere buoni rapporti  di collaborazione con il governo di Borisov, Alle elezioni dell’aprile 2021 il DPS ha ottenuto il 10,4% dei voti,  recuperando quindi parte dei voti fuoriusciti con la scissione di Mestan. Nelle elezioni di luglio la percentuale è stata del 10,6%, per poi salire al 12,8% alle elezioni di novembre 2021 e salire ulteriormente al 13,3% nelle elezioni dell’ottobre dello scorso anno.

Il DPS è un partito moderatamente liberale sia dal punto sociale che economico e favorevole ad una maggiore integrazione con l’Unione Europea e la NATO. Il DPS è stato spesso accusato dai partiti di destra nazionalisti bulgari di essere “anticostituzionale”, in quanto la costituzione bulgara vieta i partiti costituiti su base etnica. Tuttavia lo statuto del DPS  afferma che è un partito aperto alla partecipazione dei cittadini bulgari di qualsiasi etnia o religione e che si batte per il rispetto dei diritti di tutte le minoranze.

Uno dei leader più potenti del partito degli ultimi anni è stato Delyan Peevski,  controverso imprenditore nel settore dei media e nell’industria del tabacco, implicato in vari casi di corruzione. Nel 2013, grazie ad un accordo tra DPS e BPS fu nominato a capo dei servizi segreti bulgari. La sua nomina scatenò vaste proteste di piazza, tanto che Peevski dovette rinunciare all’incarico e non fu più ricandidato in parlamento.

 

 

 

 

RINASCITA 

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Rinascita è un partito di estrema destra nazionalista fondato nel 2014, attualmente presente con 27 seggi nel parlamento bulgaro.

Il partito è stato fondato  dall’ex attivista del VMRO-BND Kostadin Kostadinov.  Alla sua prima prova elettorale nelle elezioni parlamentari del 2017 il partito ottenne l’1,1% dei voti, saliti poi al 2,4% alle elezioni dell’aprile del 2021, al 3,0% nelle elezioni di luglio, al 4,8% in quelle di novembre (percentuale che gli ha permesso di entrare in parlamento per la prima volta) e infine al 9,8% nelle elezioni dello scorso ottobre.

A differenza degli altri partiti di destra e di estrema destra, il partito Rinascita è stato critico verso il governo di Boris Borisov, tanto da partecipare alle proteste di piazza del 2020 contro la corruzione governativa, chiedendo le dimissioni dello stesso Borisov.

Dal punto di vista ideologico il partito è decisamente anti-europeista, anti-occidentale e filorusso. Rinascita afferma che la Bulgaria dovrebbe sviluppare rapporti più stretti con i paesi dell’Europa orientale, il mondo arabo,  e l’Estremo Oriente. Il leader del partito Kostadinov è stato spesso accusato dai suoi avversari politici  di avere legami con il governo russo.  Il partito vorrebbe che la Bulgaria si annettesse la Macedonia del Nord, considerando la popolazione macedone come parte della “nazione” bulgara. Il  partito è stato anche criticato per la sua opposizione a molte delle misure di controllo della pandemia , la promozione di teorie del complotto e le forti riserve riguardo ai vaccini COVID-19.

 

 

 

PARTITO SOCIALISTA BULGARO (BSP)

Bulgarian Socialist Party logo.png

Il Partito socialista bulgaro (BSP) è un partito socialdemocratico, attualmente presente con 25 seggi nell’Assemblea Nazionale. Nato nel 1990 come successore del Partito Comunista Bulgaro, il BPS è membro del Partito dei Socialisti Europei, dell’Internazionale Socialista e della  Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici.

Il Partito Socialista Bulgaro si ritiene il successore del Partito dei Lavoratori Socialdemocratici Bulgari creato nel 1891, poi diventato nel 1903 Partito Socialdemocratico Bulgaro dei Lavoratori e successivamente Partito Comunista Bulgaro. Il partito si è formato dopo i cambiamenti politici del 1989, quando il Partito Comunista ha abbandonato il marxismo-leninismo e si è rifondato come partito socialdemocratico.

Il partito ottenne la maggioranza assoluta alle  elezioni dell’Assemblea costituzionale del 1990 e formò  il successivo governo che tuttavia  fu costretto alle dimissioni dopo uno sciopero generale,  sostituito da un governo tecnico.  Dopo le elezioni del 1991 il partito andò all’opposizione. Il BSP è rimasto da allora uno dei principali partiti politici del paese, presentandosi spesso alle elezioni in alleanza con altri partiti minori di sinistra. Alle elezioni del 1994 l’alleanza guidata dal BSP ottenne la maggioranza assoluta dei seggi, permettendo al BPS di guidare con Zhan Videnov il successivo governo.  Videnov fu costretto a dimettersi a fine 1996 a seguito delle proteste popolari dovute alla crisi economica, facendo tornare il partito all’opposizione. Nel 2001, il presidente del partito Georgi Parvanov fu stato eletto presidente della Bulgaria, per poi essere riconfermato nelle elezioni presidenziali del 2006,

Nelle elezioni 2005 una nuova alleanza guidata dal BSP arrivò in testa  con il 31% dei voti, consentendo al BPS di formare un governo di “grande coalizione” con il Movimento Nazionale Simeone II e il partito della minoranza turca DPS,  guidato dal leader socialista  Sergei Stanishev. A causa dei pessimi risultati economici e a varie accuse di corruzione, il BPS fo sconfitto alle elezioni del 2009 dal nuovo partito conservatore GERB, tornando nuovamente all’opposizione.

Nelle elezioni parlamentari del 2013 il partito prese  il 26,6% dei voti, secondo dietro a GERB con il 30,5%.  BSP e DPS si misero d’accordo per formare un governo guidato dall’indipendente Plamen Oresharski.  Tuttavia la nomina del controverso magnate dei media Delyan Peevski a capo dei servizi segreti scatenò vaste  proteste di piazza che costrinsero il governo alle dimissioni nel luglio 2014 e a nuove elezioni anticipate, che portarono ad una nuova vittoria del GERB. Da allora il BSP è rimasto all’opposizione. Dal 2016 il BSP è guidato da Korneliya Ninova.

Nelle elezioni dell’aprile 2021  la lista collegata al BSP ha ottenuto solo il 14,8% dei voti e 43 seggi, il peggior risultato per il BSP dalla sua fondazione.  Alle elezioni di luglio la lista del BSP è scesa ad un ulteriore minimo storico con il 13,2% dei voti e 36 seggi. Infine nelle elezioni anticipate dello scorso novembre è sceso ulteriormente, ottenendo solo il 10,1% dei voti e 26 seggi in parlamento. Successivamente è entrato a  far parte della coalizione quadripartita di governo guidata dal liberale Kiril Petkov, che tuttavia ha perso la maggioranza in parlamento lo scorso giugno, il che ha portato ad indire nuove elezioni anticipate dove il BSP è sceso al suo minimo storico con il 9,0% dei voti.

Il BSP si descrive come un partito socialista democratico, a favore di un’economia sociale di mercato. Nei fatti la posizione politica del partito ha oscillato, passando dalla sinistra statalista negli anni ’90, alla sinistra social-liberale nei primi anni 2000 fino ad assumere posizioni socialmente conservatrici dopo l’ascesa di Korneliya Ninova alla guida del partito.

Tradizionalmente il BSP è stato un partito europeista, pur puntando tuttavia al mantenimento di buone relazioni tra la Bulgaria e la Russia.  Negli ultimi anni ha assunto alcune posizioni euroscettiche, ha chiesto la fine delle sanzioni contro la Russia e si è detto contrario alla vendita di armi all’Ucraina.  A differenza della maggior parte dei partiti del PSE, il BSP è più conservatore sulle questioni sociali. La leader del partito  Korneliya Ninova è contraria al matrimonio tra persone dello stesso sesso. Il programma del partito prevede agevolazioni economiche per gli studenti e per le famiglie meno abbienti, abolizione della “Flat-Tax” a favore di una tassazione progressiva,  protezione delle risorse ambientali (in particolare le foreste) e sussidi alle aziende agricole.

Per queste elezioni il BPS presenta una lista in alleanza con il movimento politico Ecoglasnost (ecologisti) e il Club Politico di Tracia (nazionalisti).

 

 

 

 

ASCESA BULGARA (BV)

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Ascesa Bulgara (BV) è un partito nazional-conservatore, euroscettico russofilo, fondato nel maggio del 2022 dall’ex primo ministro ed ex ministro della difesa Stefan Yanev.

Yanev, che era ministro della difesa nel governo Petkov, è stato rimosso dall’incarico nel marzo del 2022 dopo aver rifiutato di condannare l’invasione russa dell’Ucraina. Secondo Yanev il nuovo partito non è “né di destra né di sinistra”.  Tuttavia è tendenzialmente socialdemocratico dal punto di vista economico e socialmente conservatore. In politica estera è accusato di essere filo-Russo e pro-Putin. Nonostante ciò, il partito ha appoggiato l’invio di aiuti militari all’Ucraina, a condizione che la Bulgaria riceva in cambio armi moderne della NATO. 

Alle elezioni del settembre 2022 il partito ha formato una lista elettorale con altri 5 piccoli partiti che avevano già partecipato a precedenti elezioni, cioè  l’Alternativa per la Rinascita Bulgara (socialdemocratici), Svoboda (destra nazionalista filorussi), il Partito dei Verdi, l’ Unione popolare agraria e Unione dei Liberi Democratici (conservatori), ottenendo il 4,5% dei voti e 12 seggi.

 

 

 

 

SINISTRA! 

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La sinistra! (in bulgaro: Levitsata! ) è una coalizione  elettorale formata da partiti di sinistra e centrosinistra a sinistra che si presenta per la prima volta alle elezioni.  I membri della coalizione sono Alzati.BG!  (sinistra populista anti-corruzione), Alternativa per la Rinascita  Bulgara (socialdemocratici socialmente conservatori),  Movimento 21 (socialdemocratici), l’Unione agraria “Aleksandar Stamboliyski” (agrari di centrosinistra),  la Linea Progressista Bulgara (sinistra socialista), lo Stato normale (progressisti) e una fazione scissionista del BSP.

Alzati-BG!  Stiamo Arrivando!  (IBG-NI), precedentemente nota come In piedi! Fuori la Mafia! (ISMV) è la componente maggiore de La Sinistra!  Il partito inizialmente era un raggruppamento di partiti anti-corruzione nato intorno all’omonima piattaforma civica fondata dall’ex deputato socialista ed ex Difensore Civico nazionale Maya Manolova nel  2019.  La piattaforma civica Alzati.BG!  aveva partecipato attivamente alle proteste antigovernative durante gli ultimi anni del governo Borisov e si era presentata alle elezioni dell’aprile 2021 ottenendo il 4,6% dei voti e 14 seggi.  Alle elezioni del luglio successivo  l’alleanza ISMV aveva ottenuto il 5,0% dei voti e 13 seggi.  Tuttavia elle elezioni di novembre  era crollato al 2,3%, perdendo tutti i propri seggi in parlamento per poi scendere ulteriormente all’1% nelle elezioni del settembre dello scorso anno.

La Sinistra si pone come alternativa al “polo della guerra” di destra (rappresentato da GERB-SDS e PP-DB ) e si oppone all’invio di armi in Ucraina, sostenendo la linea del presidente Rumen Radev. La nuova coalizione si propone di dare la priorità a redditi, prezzi, contrastando monopoli e corruzione.  Il programma del partito prevede un aumento delle pensioni e del salario minimo  affinché non vi siano bulgari al di sotto della soglia di povertà.  la coalizione è a favore della protezione dell’ambiente,  è contraria alla costruzione di nuove centrali nucleari e vorrebbe sviluppare maggiormente l’energia idroelettrica.

 

 

 

C’E’ UN POPOLO COME QUESTO (ITN)

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C’è un Popolo come Questo  (in bulgaro Ima takav narod, ITN) è un  partito politico populista, fondato dal cantante e conduttore televisivo bulgaro Slavi Trifonov. Il nome del partito prende il nome da uno degli album musicali del fondatore.

Trifonov è stato uno dei primi produttori di programmi privati della televisione bulgara. Divenne famoso come cantante in un gruppo musicale folk chiamato Ku-Ku, per poi passare alla conduzione di spettacoli televisivi. Nel 2019 sfruttando la propria popolarità, ha fondato un partito politico che ha subito riscosso un vasto consenso nei sondaggi d’opinione e che alle elezioni dell’aprile del 2021 si è piazzato al secondo posto, con il 17,4% dei voti e 51 seggi.

Il rifiuto da parte di ITN di dialogare con qualsiasi forza politica è stata una delle cause che hanno portato alle elezioni anticipate di luglio, che hanno visto il partito aumentare notevolmente i propri consensi, superando il GERB e diventando, con il 23,8% dei voti il primo partito del paese. Anche stavolta ITN ha dichiarato che non avrebbe preso parte a nessuna coalizione e che avrebbe formato un “governo di esperti” composto solo da membri del partito ITN. L’opposizione degli altri partiti di opposizione a questa prova di forza ha costretto ITN a rinunciare all’incarico. Trifonov ha poi dichiarato che il partito non avrebbe appoggiato nessun altro governo, portando ancora una volta a uno stallo parlamentare e ad elezioni anticipate.

Alle elezioni di novebre 2021 ITN ha subito una grave sconfitta elettorale, perdendo più di 2/3 dei suoi deputati eletti e scendendo dal primo al quinto posto sia in termini di voti ricevuti che di rappresentanza parlamentare. Ciò ha costretto il partito a scendere a compromessi, il che ha portato alla formazione di un governo con ITN come partner minore in una coalizione quadripartita guidata dal liberale Kiril Petkov di “Continuiamo il Cambiamento”.  Tuttavia ben presto sono apparse gravi divergenze tra ITN e gli altri partner di governo, in particolare riguardo alle relazioni con la Macedonia del Nord che ITN, come altri partiti nazionalisti bulgari, si rifiuta di riconoscere come nazione indipendente.  Nel giugno 2022 ITN ha ritirato il suo sostegno al governo, portando alle dimissioni di Petkov e al successivo scioglimento anticipato del parlamento.  Alle elezioni il partito ha ottenuto solo il 3,7% dei voti, perdendo tutta la propria rappresentanza parlamentare.

Il  programma del partito intende modificare il sistema istituzionale ed elettorale, passando da un sistema proporzionale ad uno maggioritario, dimezzando il numero dei parlamentari.  Il partito vorrebbe consentire il voto elettronico a distanza e  introdurre l’elezione diretta dei presidenti di regione, dei prefetti e di alcune categorie di giudici. A differenza di altri partiti populisti bulgari, ITN è a favore di una maggiore integrazione con l’Unione Europea e con la NATO.  Dal punto di vista economico il programma del partito è molto vago  e si limita a chiedere la privatizzazione di alcune imprese statali. Dal punto di vista sociale  è tendenzialmente conservatore, anche se ci sono posizioni diverse all´interno del partito stesso.  ITN è stato recentemente criticato per aver sostenuto e diffuso teorie cospirative anti-vaccinazione  affermando che i vaccini non riducono la trasmissione del COVID-19 e per aver dichiarato che gli allentamenti adottati durante la pandemia delle misure COVID-19 per gli individui vaccinati rappresentavano una “discriminazione” nei confronti dei cittadini non vaccinati.  Secondo ITN l’obbligo di vaccinazione, associato all’obbligo di indossare mascherine protettive negli edifici pubblici facevano parte di un piano di  “tirannia sanitaria” organizzato dal governo e dalle multinazionali farmaceutiche.

 

 

MOVIMENTO NAZIONALE PER LA STABILITA’ E IL PROGRESSO  (NDSV)

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Il Movimento Nazionale per la Stabilità e il Progresso (in bulgaro: Natsionalno dvizhenie za stabilnost i vazhod , NDSV) è un partito politico liberale di centrodestra attualmente senza rappresentanza parlamentare. Il partito fa parte dell’ALDE e dell’Internazionale Liberale.

Il partito fu creato nel 2001 con il nome di Movimento Nazionale Simeone II come organizzazione elettorale di Simeone Saxe-Coburg-Gotha (Simeone II),  Zar della Bulgaria dal 1943 al 1946.  Il partito ottenne il 42,7% dei voti e 120 seggi su 240, il che permise a Simeone II di diventare  primo ministro della Bulgaria, posizione che mantenne fino al 2005. Il partito, pur subendo un declino elettorale, rimase parte di la coalizione di governo fino al 2009, quando ottenne solo il 3,0% dei voti, perdendo tutti i propri seggi nell’Assemblea nazionale.  Da allora il partito non è più riuscito a tornare in parlamento.

 

 

 

 

ALTRI PARTITI

1) Unione Bulgara per la Democrazia Diretta (BSDD, populisti, socialdemocratici)   –
2) Bulgaria Socialdemocratica – Eurosinistra (BSDE, socialdemocratici)
3) Unione Conservatrice di Destra (KOD,  nazionalconservatori)
4) Insieme, lista elettorale formata da: Movimento dei Candidati Apartitici (populisti, sostenitori della democrazia diretta), Partito Verde (ecologisti), Partito Socialdemocratico (socialdemocratici europeisti) e SBOR (partito personalista)
5) Bulgaria Neutrale (NB), alleanza elettorala formata da  Ataka (estrema destra nazionalista xenofoba filorussa), Russofili per la Rinascita della Patria (nazional-conservatori putiniani), Partito Comunista Bulgaro (comunisti nazionalisti di sinistra) e Partito dei Comunisti bulgari (comunisti leninisti).
6) MIR  (conservatori)
7) Voce del Popolo (GN, populisti euroscettici)
8) Fuori dalla Nato e dalla UE, lista elettorale nazionalista filorussa formata da Bulgaria della Ragione e del Lavoro , KOI e Nazione.
9) Unione Nazionale Bulgara (BNO, nazionalconservatori)
10) Unione Nazionale Bulgara -Nuova Democrazia (BNU-ND, estrema destra xenofoba)
11) Partito popolare “La Verità e solo la Verità”  (populisti no vax)
12) Partito Socialista della Via Bulgara (sinistra nazionalista euroscettica)

 

 

Concludiamo nella prossima ed ultima pagina con i sondaggi elettorali.

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