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Il Giramondo – Elezioni parlamentari in Kazakistan – il delicato equilibrio dei rapporti con la Russia di Putin

Kazakistan – Bandiera

il 19 marzo si tengono le elezioni legislative anticipate  in Kazakistan per eleggere i membri del Mazhilis, la camera bassa del parlamento bicamerale del paese. Questa sarà la nona elezione legislativa dall’indipendenza del Kazakistan nel 1991 e la prima volta che si tengono elezione anticipate, in anticipo di tre anni sulla scadenza naturale.

Il presidente Kassym-Jomart Tokayev ha deciso di indire elezioni anticipate a seguito delle modifiche costituzionali che sono state approvate in un referendum popolare lo scorso anno.  Queste riforme seguono le violente manifestazioni antigovernative del gennaio 2022 e concedono maggiori poteri parlamentari alla camera bassa, modificando tra l’altro il sistema elettorale da un sistema proporzionale  ad un sistema misto.

il parlamento uscente era stato eletto nel gennaio 2021. Le elezioni parlamentari avevano riconfermato la supremazia del partito Nur-Otan. Solo altri due partiti, entrambi filogovernativi, erano riusciti ad eleggere deputati, Ak Zhol Partito Democratico (conservatori), e il Partito Popolare del Kazakistan (ex comunisti).  Le elezioni legislative erano state le prime a svolgersi dopo le dimissioni del presidente Nursultan Nazarbayev nel 2019, che aveva guidato il paese fin dall’indipendenza dall’URSS nel 1991.   Dopo le elezioni il partito di governo è stato ribattezzato Amanat (“impegno”) e i suoi dirigenti sono stati sostituiti con uomini fedeli a Tokayev.

Tokayev, tuttavia, nel tentativo di dimostrare la distanza tra lui e il partito, si è dimesso dalla presidenza di Amanat, anche se ne rimane di fatto il leader.  Anche la maggior parte dei partiti che si presentano a queste elezioni appoggiano direttamente o indirettamente Tokayev. L’unica eccezione  è il piccolo Partito nazionale socialdemocratico, che si presenta alle elezioni dopo aver  boicottato quell del 2021 ma ha poche speranze di ottenere seggi.  Il maggior partito di opposizione al regime, il Partito Democratico, non è stato riconosciuto come tale dalla Commissione Elettorale e pertanto non potrà partecipare alle elezioni, mentre il suo leader,  Zhanbolat Mamai, è agli arresti domiciliari.  Alcuni esponenti del partito si candideranno come indipendenti in alcuni collegi uninominali praticamente senza speranza di essere eletti.

Il fatto che quasi tutti i partiti sono filogovernativi ha portato ad una campagna elettorale molto sotto tono.  Tuttavia il problema più importante resta quello dei rapporti con la Russia. Tokayev è riuscito a soffocare le rivolte di inizio 2022 solo grazie al supporto militare dell’esercito russo, tuttavia cerca di mantenere il più possibile le distanze dall’ingombrante vicino.  Il fatto che in Kazakistan esista una significativa minoranza russofona (circa il 15% della popolazione)  rende ancora più delicato il problema dei rapporti con la Russia.  Il Kazakistan si è astenuto nelle votazioni dell’Assemblea dell’ONU di condanna dell’invasione russa dell’Ucraina, cercando di rimanere il più possibile “nascosto”  da un lato per evitare di mettersi in contrasto con la Russia e dall’altro per non essere coinvolto nella campagna di aggressione di Putin.  Quanto ancora potrà durare questo delicato equilibrio?

 

IL SISTEMA POLITICO-ELETTORALE

Emblem of Kazakhstan

Il Kazakistan è una repubblica presidenziale, in cui il presidente è il capo dello stato e nomina e il primo ministro, che è il capo del governo. Il potere esecutivo è esercitato dal governo. Il potere legislativo è conferito sia al governo che alle due camere del parlamento La magistratura è indipendente dal potere esecutivo e legislativo.

Il Presidente è eletto direttamente dal popolo per un mandato di cinque anni rinnovabile senza limite. Se un candidato vince il sostegno del cinquanta per cento degli elettori che hanno partecipato, è il vincitore. Se nessun candidato ottiene la maggioranza assoluta al primo turno, i due candidati con il maggior numero di voti si affrontano in un secondo scrutinio.

Il Presidente nomina il Primo Ministro e i membri del governo e ha il potere di licenziarlo in ogni momento a sua discrezione. Il presidente ha anche il potere di nominare i capi amministrativi delle regioni e delle città. 

Il  Parlamento bicamerale è formato dalla Camera (Mazhilis) e dal Senato. Esiste anche l’Assemblea del Popolo, formata da rappresentanti dei vari gruppi etnici nominati dal Presidente, senza potere legislativo.

A seguito delle modifiche costituzionali a seguito del referendum del 2022 , il numero dei seggi nel Mazhilis è stato ridotto da 107 a 98 (a causa dell’abolizione della precedente quota di nove seggi riservata all’Assemblea del popolo del Kazakistan).

Con il nuovo sistema elettorale, i 98 deputati della Camera sono eletti per il 70% (69 membri) con sistema proporzionale con sbarramento del 5% su base nazionale mentre  il 30% (29 membri) sono eletti in collegi uninominali maggioritari ad un turno. Le elezioni per la Camera si tengono ogni 5 anni ma possono essere anticipate a discrezione del Presidente.

Il Senato è formato da 50 seggi, rinnovati ogni 6 anni. 40 membri del senato sono nominati dai delegati delle 17 province e delle tre città principali (Almaty, Astana e Shymkent),  mentre i restanti sono nominati dal Presidente.

 

Secondo il “Democratic Index” del settimanale The Economist, il Kazakistan è un cosiddetto “Regime autoritario”, al livello di paesi tipo Iraq, Burkina Faso,  Ruanda e Oman.

 

Nelle prossime pagine, la storia politica del paese, i gli sviluppi politici recenti, i principali partiti politici e gli scenari post-elettorali.

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