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IL GIRAMONDO- Elezioni parlamentari in Kosovo, in arrivo il ciclone Vetëvendosje! 

I PARTITI POLITICI

Sono 28 i partiti politici e le coalizioni che si presentano a queste elezioni. Di questi, 10 si presentano a livello nazionale, 4 concorrono a i 10 seggi riservati alla minoranza serba e 14 ai 10 seggi riservati alle altre minoranze.

 

 

Movimento Vetëvendosje!  (VV)

Vetëvendosje logo.svg

il Movimento Vetëvendosje! (in albanese “autodeterminazione”) è un partito progressista di sinistra nazionalista albanese, membro  dell’Alleanza Progressista e membro osservatore dell’Internazionale Socialista. 

Il nome del partito, “Vetevendosje!”, è stato lo slogan usato dai movimenti che lottavano per diritti nazionali degli albanesi durante il periodo della federazione Jugoslavia.
Il partito fu fondato nel 2005 da un movimento di cittadini favorevoli all’unificazione con l’Albania  e contrario ai negoziati con la Serbia. Il partito è stato protagonista di varie manifestazioni di piazza contro la presenza delle truppo dell’ONU, che sono spesso sfociate con scontri violenti con le forze dell’ordine.
Il partito ebbe subito un notevole successo elettorale. Nelle elezioni del 2010 ottenne il 12,7% dei voti, arrivando in terza posizione dopo PDK e LDK. Da allora il partito è sempre stato all’opposizione eccetto per alcuni mesi nel 2020.
Nel 2011 il partito si fuse con il “Partito del Nuovo Spirito”, di orientamento liberale. Nel 2013 fu la volta del Partito Socialista del Kosovo e del “Movimento del Popolo del Kosovo”, una formazione nazionalista albanese di estrema sinistra marxista.
Nelle elezioni del 2014 il partito ottenne il 13,6% dei voti, aumentando i propri seggi in parlamento da 14 a 16. L’opposizione ai vari governi di LDK e PDK, considerati corrotti, inefficienti e condizionati dalla potenze straniere, ha fatto aumentare in maniera considerevole il consenso del partito, che nelle elezioni del 2017 ha ottenuto il 27,5% dei voti e 32 seggi diventando il partito più grande all’interno del parlamento kosovaro. Nelle successive elezioni amministrative  il candidato di Vetevendosje è stato eletto sindaco della capitale Pristina.
Nel 2018 Vetevendosje! ha subito una scissione da parte di 12 deputati dell’area moderata del partito, che hanno formato il Partito Socialdemocratico del Kosovo. Vetëvendosje! ha vinto le elezioni  del 2019, rimanendo il più grande partito politico in Kosovo. Nel febbraio 2020 ha firmato un accordo di coalizione con la Lega democratica del Kosovo (LDK) per formare il nuovo governo del Kosovo. Tuttavia il governo, guidato dal leader di Vetëvendosje! Albin Kurti, è stato rovesciato due mesi dopo dopo una mozione di sfiducia avviata da LDK. 
Punti principale del programma del partito sono la richiesta di un referendum per l’unificazione con l’Albania (attualmente vietato dalla costituzione), la lotta alla corruzione e la fine del coinvolgimento dei paesi stranieri nella politica del Kosovo.
Il partito è contrario alla presenza delle truppe ONU nel paese e ai negoziati con la Serbia, è contrario alla privatizzazione delle società pubbliche ed è favorevole ad un aumento delle spese per lo stato sociale.

 

 

Lega Democratica del Kosovo (LDK)

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La Lega Democratica del Kosovo (LDK) è un partito conservatore, membro osservatore del PPE, fondato nel 1989 da Ibrahim Rugova.

Ideologicamente l’LDK nasce come un partito di destra nazionalista conservatore. Nel corso degli anni ha tuttavia assunto posizioni sempre più moderate, europeiste ed economicamente liberali. Sotto la leadership di Isa Mustafa il partito è tornato su posizioni socialmente conservatrici, per poi spostarsi su posizioni più centriste con il nuovo leader Avdullah Hoti.
Il partito fu formato da un gruppo di intellettuali  che alla fine degli anni ’80 si opponevano alla repressione dei diritti della popolazione di etnia albanese da parte del regime di Slobodan Milosevic. La LDK fu alla testa dell’opposizione pacifica all’oppressione serba,in contrasto con la lotta armata portata avanti dall’UCK. Nel 1992 Rugova fu eletto presidente dell’autoproclamata Repubblica del Kosovo, carica che mantenne fino alla sua morte nel 2006.
Durante gli anni della guerra civile e del conflitto con la Serbia, la LDK fu il punto di riferimento dei governi occidentali, che puntavano ad una soluzione negoziale della crisi. Dopo la sconfitta della Serbia, centinaia di sostenitori della LDK furono rapiti, torturati ed uccisi dalle milizie dell’UCK  perché percepiti come rivali del neonato Partito Democratico del Kosovo (PDK), braccio politico dell’UCK.
Nelle prime elezioni libere del 2001, la LDK ottenne un’ampia vittoria, ottenendo il 45,7 % dei voti ed entrando a far parte di un governo di unità nazionale. Il consenso elettorale del partito è tuttavia sceso progressivamente negli anni successivi.  Nelle elezioni del 2010 il partito andò all’opposizione di un governo di coalizione tra il PDK e i liberalconservatori dell’AKR.
Il partito è tornato al governo dopo le elezioni del 2014, quando il suo leader Isa Mustafa, è diventato primo ministro a capo di una grande coalizione con il PDK.
Alle elezioni del 2017 il partito si è presentato all’interno della Coalizione LAA, assieme all’AKR e ai liberali di Alternativa, che ha ottenuto complessivamente il 25,5% dei voti. Il partito è poi rimasto all’opposizione del governo di Ramush Haradinaj. Alle elezioni anticipate del 2019 l’LDK ha ottenuto il 24.5% dei voti e 28, seggi, arrivando in seconda posizione dopo la sinistra nazionalista di Vetëvendosje!.  Dopo le elezioni i due partiti hanno formato un nuovo governo, con il leader di Vetëvendosje Albin Kurti come Primo Ministro.  Tuttavia, la coalizione è crollata dopo poche settimane quando l’LDK ha presentato una mozione di sfiducia contro Murti a causa di disaccordi su come gestire la pandemia di coronavirus.  Nel giugno 2020 il leader dell’LDK Avdullah Hoti è stato eletto Primo Ministro con a capo di una coalizione comprendente l’LDK,  i liberalconservatori di AAK, i socialdemocratici di NISMA, la Lista Serba e altri partiti rappresentanti delle minoranze etniche. A dicembre Hoti ha dovuto rassegnare le dimissioni a causa di una sentenza della Corte Costituzionale sull’illegittimità del voto di fiducia che aveva permesso la nascita del governo.   In queste elezioni all’interno della lista dell’LDK si presentano anche candidati della Nuova Alleanza del Kosovo (AKR), partito liberale che faceva parte del governo uscente.

 

 

 

Partito Democratico del Kosovo  (PDK)

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Il Partito Democratico del Kosovo (PDK) è un partito nazionalconservatore, membro dell’Alleanza dei Conservatori e Riformisti Europei. In origine era un partito socialdemocratico formatosi nel 1999 come espressione politica dell’esercito di liberazione del Kosovo (UCK) dopo la fine della guerra civile, tuttavia negli ultimi anni, si è posizionato come un partito di centrodestra nazionalista, pur rimanendo socialmente ed economicamente liberale.

Nelle prime elezioni libere del 2001 ottenne il 25,7% dei voti, arrivando in seconda posizione dopo la Lega Democratica del Kosovo di Rugova, rimanendo negli anni successivi sempre uno dei due principali partiti del paese. Dal 2002 al 2004 il suo leader storico Bahram Rexhepi guidò un governo di unità nazionale con la LDK.
Dopo le elezioni del 2004 la LDK formò un governo con i liberalconservatori dell’AAK e il PDK passò all’opposizione. Nel 2007 il partito ottenne la maggioranza relativa con il 34,3% dei voti e il suo leader Hashim Thaçi divenne capo di governo di grande coalizione con la LDK.
Dopo le elezioni anticipate del 2010 e l’uscita della LDK dalla maggioranza, Hashim Thaçi formò un nuovo governo con  i liberalconservatori dell’AKR.
Alla vigilia delle elezioni del 2014, il partito subì la scissione della sua componente socialdemocratica che portò alla creazione della lista NISMA. Il PDK riuscì a mantenere la maggioranza relativa in parlamento grazie ad un accordo con partiti minori e a restare al governo ma dovette cedere la carica di primo ministro al leader LDK Isa Mustafa. Nel 2016 Hashim Thaçi  fu eletto presidente della repubblica.
Nel 2017 il partito si è presentato all’interno della Coalizione PAN, assieme all’AAK e a NISMA, che ha ottenuto la maggioranza relativa dei seggi. Il PDK ha partecipato quindi al governo di centodestra presieduto dal leader dell’AAK Ramush Haradinaj. Alle elezioni anticipate del 2019 il PDK ha conquistato 24 seggi ed è andato all’opposizione.
Il 5 novembre 2020 il presidente Hashim Thachi si è dimesso dopo che il Tribunale dell’Aia per i crimini nella ex-Jugoslavia lo ha accusato di essere stato coinvolto nell’omicidio di quasi 100 civili serbi durante la guerra del Kosovo. 
Durante gli anni in cui è stato al potere, la leadership del PDK è stata coinvolta in vari scandali legati a corruzione, abuso di potere, finanziamenti illeciti e criminalità comune. Alcuni suoi membri sono stati anche condannati per crimini di guerra commessi durante la guerra civile.

 

 

 

Alleanza per il Futuro del Kosovo (AAK)

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L’ Alleanza per il futuro del Kosovo (AAK) è un partito conservatore europeista fondato nel 2001 dall’ex comandante dell’UCK Ramush Haradinaj, che da allora è sempre rimasto leader del partito.

Il partito era stato fondato come alleanza di piccoli partiti politici di varia ideologia, dai marxisti ai democristiani ai nazionalisti conservatori, per partecipare alle elezioni del 2001, per poi trasformarsi in un partito vero e proprio. Nelle elezioni del 2001 la lista ottenne 8 seggi, collocandosi all’opposizione. Nel 2004 l’AAK formò una coalizione di governo con la Lega Democratica del Kosovo e Ramush Haradinaj divenne primo ministro, dimettendosi dopo pochi mesi, quando fu incriminato per crimini di guerra dal Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia. Nel 2008 fu assolto da tutte le accuse e tornò a capo del partito.

Dopo le elezioni del 2007 il partito si pose all’opposizione dove rimase fino al 2017.  In quell’anno il partito si presentò all’interno della coalizione PAN assieme al PDK e ai socialdemocratici di NISMA. Ramush Haradinaj divenne quindi primo ministro di un governo comprendende la coalizione PAN e i liberalconservatori dell’AKR.

Nel luglio del 2019 Haradinaj fu nuovamente messo sotto indagine dal Tribunale dell’Aia. Questo provocò le dimissioni di Haradinaj, la caduta del governo di coalizione e la convocazione  di  elezioni anticipate, per le quali  Il partito si presentò una lista comune con il Partito Socialdemocratico che ottenne 13 seggi.  Dopo essere stato all’opposizione del breve governo di centrosinistra guidato da Albin Kurti,  è entrato a far parte del governo di centrodestra guidato di Avdullah Hoti.

 

 

Iniziativa Socialdemocratica (NISMA)

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L‘Iniziativa Socialdemocratica (NISMA) è un partito di centrosinistra, fondato nel 2014 da una scissione del  Partito Democratico del Kosovo (PDK).

Nelle elezioni del 2014 il partito entrò in parlamento con il 5,1% dei voti e 6 seggi. Nel 2017 si presentò all’interno della coalizione PAN, assieme  a PDK e AAK, entrando poi a far parte del governo di centrodestra guidato da Ramush Haradinaj.  

Alle elezioni anticipate del 2019 il partito si è presentato in una lista comprendente la Nuova Alleanza del Kosovo e il Partito della Giustizia, che ha ottenuto 6 seggi, 3 dei quali sono andati  NISMA. Dopo essere stato all’opposizione del breve governo di centrosinistra guidato da Albin Kurti,  è entrato a far parte del governo di centrodestra guidato di Avdullah Hoti.

 

 

 

Lista Serba (LS)

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La Lista Serba è un partito politico populista di centrodestra,   principale rappresentante gli interessi della minoranza serba in Kosovo. Il partito fu fondato per partecipare alle elezioni del 2014, dove ottenne 9 dei 10 seggi destinati alla comunità serba, risultato confermato nelle elezioni del 2017. Alle elezioni del 2019 la Lista Serba ha ottenuto il 6,6% dei voti 10 seggi.  Il partito ha partecipato al governo dal 2014 al 2015 e di nuovo dopo le elezioni del 2017 entrando a far parte di tutti i governi che ci sono succeduti negli ultimi 4 anni.  La Lista Serba è affiliata al Partito Progressista Serbo, il partito conservatore al potere in Serbia.

 

 

 

Concludiamo nella prossima ed ultima pagina con i sondaggi elettorali.

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