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IL GIRAMONDO – Elezioni parlamentari in Moldavia – la sfida della presidente Maia Sandu ai “rossobruni” filorussi

Gli sviluppi politici recenti

 

Risultati delle elezioni parlamentari del 2019

 

Partito

Ideologia

%

Seggi Naz.

Seggi Unin.

Seggi Totali

Partito dei Socialisti della Repubblica di Moldavia (PSRM)

Socialisti conservatori filorussi

31.1

18

17

35

Bloco elettorale ACUM (DA-PAS)

DA = liberalconservatori populisti (PPE)

PAS = liberali europeisti

26.8

14

12

26

Partito Democratico della Moldavia (PDM)

Socialdemocratici europeisti (PSE)

23.6

13

17

30

Partito Șor

Nazionalconservatori filorussi

8.3

5

2

7

Partito dei Comunisti della Repubblica di Moldavia (PCRM)

Comunisti filorussi

3.8

0

0

0

Partito Nostro (PN)

Conservatori filorussi

3.0

0

0

0

Partito Liberale

Liberalconservatori (ALDE)

1.3

0

0

0

Movimento Popolare Anti-Mafia

Populisti

0.6

0

0

0

Partito della Democrazia in Patria

Destra Populista

0.3

0

0

0

Partito delle Regioni della Moldavia (PRM)

Regionalisti russofoni

0.3

0

0

0

Partito Nazionale Liberale

Liberalconservatori europeisti

0.2

0

0

0

Partito Verde Ecologista

Ecologisti (PVE)

0.2

0

0

0

Movimento Speranza “Nadejda”

Populisti

0.2

0

0

0

Partito della Volontà del Popolo

Conservatori

0.2

0

0

0

Partito della Madrepatria

Conservatori

0.1

0

0

0

Independenti

—

0

3

3

Total

100.00

50

51

101

Dalle elezioni nessuno schieramento era risultato vincitore e il parlamento era diviso in tre blocchi.  Da una parte il PSRM, filorusso, dall’altra la coalizione dei partiti “anticorruzione” di centrodestra europeisti e nel mezzo il PDM socialdemocratico ed europeista ma accusato di far parte del sistema corrotto che aveva dominato il paese negli anni precedenti.  quasi tre mesi dopo le elezioni, dopo che il paese era passato attraverso una grave crisi costituzionale,  fu formato un governo di “grande coalizione” tra il PSRM e la coalione ACUM, con il solo scopo di “ripulire” le istituzioni statali dal controllo oligarchico. A capo del governo fu nominata la leader del PAS Maia Sandu, mentre il PRM otteneva la presidenza del parlamento.

La collaborazione tra i due partiti, ideologicamente opposti non fu in grado di resistere a lungo e dopo solo 5 mesi una mozione di sfiducia firmata dal PSRM e dal PDM pose fine al governo di coalizione.  Fu nominato un altro nuovo governo PSRM-PDM , guidato dall’indipendente Ion Chicu.   Nel novembre 2020 il Partito Democratico è passato all’opposizione e il governo Chicu è rimasto  in carica come governo di minoranza, sostenuto esternamente dal partito conservatore filorusso Șor.

 

Risultati delle elezioni presidenziali del 2020

 

Candidato

Partito

Primo turno

Secondo turno

%

%

Maia Sandu Partito di Azione e Solidarietà (PAS)

36.2

57.7

Igor Dodon Indipendente (PSRM)

32.6

42.3

Renato Usatîi Partito Nostro

16.9

Violeta Ivanov Partito Sor

6.5

Andrei Năstase Partito Piattaforma Dignità e Verità

3.2

Octavian Țîcu Partito di Unità Nazionale

2.0

Tudor Deliu Partito Liberale Democratico della Moldavia

1.4

Dorin Chirtoacă Movimento Politico Unione

1.2

Totale

100.0

100.0

Nelle elezioni presidenziali del novembre 2020 si sono affrontati di nuovo Maia Sandu e Igor Donon, che cercava la riconferma per un secondo mandato. A sorpresa al ballottaggio è risultata nettamente vincente Maia Sandu e Igor Dodon, non più presidente, è tornato alla guida del suo partito.  Una volta che i risultati delle elezioni sono stati confermati, il primo ministro Ion Chicu si è dimesso.  Maia Sandu, che cercava di far sciogliere anticipatamente il parlamento, ha pianificato  di nominare l’economista Natalia Gavrilita alla carica di Primo Ministro due volte di fila, al fine di innescare elezioni anticipate, poiché secondo la costituzione della Moldova , due fallimenti del Parlamento nell’approvazione di un nuovo governo entro 45 giorni dalla prima richiesta portano allo scioglimento del parlamento. Il piano della Sandu è stato bocciato dalla Corte Costituzionale che ha dichiarato incostituzionale la seconda nomina della Gavrilita. La presidente Sandu ha allora nominato il ministro degli esteri, l’indipendente Igor Grosu alla carica di primo ministro. Il parlamento, dominato dal PSRM gli ha negato la fiducia e a questo punto si è innescato il meccanismo delle elezioni anticipate.

 

Nelle prossime pagine  i principali partiti politici, infine gli ultimi sondaggi.

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