Sono ben 23 i partiti politici e le alleanze elettorali che si presentano a queste elezioni. Di questi solo 5 hanno qualche possibilità di superare la soglia di sbarramento e mandare rappresentanti in parlamento.
BLOCCO ELETTORALE DI COMUNISTI E SOCIALISTI (BECS)
Il Blocco elettorale dei comunisti e dei socialisti (in rumeno: Blocul electoral al comuniștilor și socialiștilor , BECS) è un’alleanza politica in Moldova costituita nel maggio scorso. I suoi membri sono il Partito dei Comunisti della Repubblica di Moldova (PCRM) e il Partito dei Socialisti di Repubblica di Moldova (PSRM). L’accordo è stato firmato dai leader dei due partiti: Igor Dodov per il PSRM e Vladimi Voronin per il PCRM).
Il BECS, come i suoi partiti membri, ha posizioni politiche sincretiche , combinando politiche di sinistra su questioni fiscali e politiche di destra su questioni sociali. Entrambi i partiti sono in economicamente di sinistra, appoggiano gli interessi degli agricoltori e sono tradizionalisti sulle questioni sociali, compreso il sostegno al nazionalismo moldava . [ Sulle questioni estere, sono euroscettici e anti-NATO, sostengono legami più stretti con la Russia, si oppongono all’unificazione con la Romania e hanno un politica anti-immigrazione.
Partito Socialista della Repubblica Moldava (PSRM)
Il Partito Socialista della Repubblica Moldava (in rumeno: Partidul Socialiștilor din Republica Moldova, PSRM) é un partito economicamente di sinistra socialmente conservatore, populista, filorusso e euroscettico, fondato nel 1997 da una fazione dell’allora Partito Socialista della Moldavia.
Il partito ha preso parte alle elezioni del 1998, 2001 e 2006 in coalizione con altri partiti, senza ottenere alcun seggio. Nel 2009 e 2010 non si presentò alle elezioni, presentando invece propri candidati nelle liste del Partito dei Comunisti di Moldavia (PCRM).
Nel 2011, Igor Dodon e la fazione filorussa del PCRM entrarono a far parte del partito e Dodon ne diventò il leader. La popolarità di Dodon contribuirono al successo elettorale del partito che arrivò in testa alle elezioni del 2014 con oltre il 20% dei voti. Il partito rimase all’opposizione del governo di coalizione di centrodestra europeista, sostenuto esternamente dal PCRM, diventando quindi il maggior partito di opposizione del paese.
Nel 2016 Igor Dodon fu eletto nuovo presidente della Moldavia, sconfiggendo al ballottaggio la leader liberale europeista Maia Sandu. Nuova leader del partito fu nominata l’ex primo ministro Zinaida Greceanîi. Alle elezioni del 2019 il PSRM aumentò ulteriormente i suoi consensi superando il 30% dei voti e ottenendo 35 seggi su 101. Dopo le elezioni fu formato un governo di “larga coalizione” tra il PSRM e i partiti di centrodestra europeisti, guidato da Maia Sandu. Il govenro tuttavia cadde pochi mesi dopo, sostituito da un governo “tecnico” appoggiato dal PSRM e PDM.
Dodon ha cercato di candidarsi per un secondo mandato alle elezioni presidenziali del 2020, ma è stato sconfitto al ballottaggio da Maia Sandu, tornando alla guida del partito.
Il partito ha una posizione anti- Nato , anti- Unione Europea e filo-russa. I membri del partito sostengono la nostalgia per l’Unione Sovietica e sostengono la teoria secondo la quale esiste una lingua e una etnia moldava separata da quella rumena. A causa della sua promozione dell’identità moldava , il partito è stato descritto dai media nella vicina Romania come ” anti-romeno “.
Il partito si oppone fermamente ai diritti LGBT in Moldova . Nonostante si associ ufficialmente alla sinistra , il partito lavora con movimenti nazionalisti, di destra e religiosi per contrastare la “promozione del vizio diffusa con l’aiuto degli Stati Uniti in Moldova”. Il partito ha legami con partiti politici populisti di destra in tutta Europa, incluso il gruppo del parlamento europeo “Identità e Democrazia”, del quale fa parte la Lega Nord di Matteo Salvini e il Raggruppamento Nazionale di Marine Le Pen.
Partito dei Comunisti della Repubblica di Moldavia (PCRM)
Il Partito dei Comunisti della Repubblica di Moldova (in rumeno: Partidul Comuniştilor din Republica Moldova (PCRM), è un partito comunista fondato nel 1993, guidato dall’ex presidente Vladimir Voronin. È l’unico partito comunista ad aver ottenuto una maggioranza di governo in maniera democratica in uno stato dell’ex URSS. Il PCRM fa parte del Partito della Sinistra Europea.
Il PCRM fu registrato come partito politico nel 1994. Entrò in parlamento nelle elezioni dello stesso anno all’interno di una alleanza di partiti di sinistra. Nelle elezioni del 1998 divenne il primo partito del paese con il 30,1% dei voti, ma rimase all’opposizione del governo europeista di centrodestra. Nelle elezioni del 2001, seguite ad una gravissima crisi economica, il PCRM ottenne la maggioranza assoluta dei seggi in parlamento e formò un governo monocolore Lo stesso anno Voronin fu eletto presidente della repubblica, posizione che mantenne fino al 2009. Il PCRM ottenne la maggioranza assoluta in parlamento anche nelle elezioni del 2005 e in quelle dell’aprile 2009.
Nel 2009, dopo i disordini civili seguiti alle accuse di brogli durante le elezioni di aprile, furono indette nuove elezioni nel Luglio 2009, a seguito della quali il PCRM perse la maggioranza assoluta dei seggi a favore della coalizione dei partiti europeisti.
Dopo che uno dei suoi massimi dirigenti, Marian Lupu, capo della fazione europeista, lasciò il Partito Comunista per unirsi al Partito Democratico, iniziò il declino politico del PCRM. Nel 2011 fu la volta della fazione filorussa, guidata da Igor Dodon e Zinaida Greceanî a lasciare il partito per unirsi al PSRM. Le elezioni parlamentari del 2014 videro una grave sconfitta per PCRM, che perse più della metà dei propri elettori.
A seguito di una nuova scissione nel 2016, la maggior parte della rappresentanza parlamentare del PCRM si unì al Partito Democratico. Da allora, il partito è rapidamente declinato nei sondaggi d’opinione. Alle elezioni parlamentari del 2019 , il PCRM è crollato, ricevendo solo il 3,8% dei voti e perdendo tutta la rappresentanza in parlamento.
Secondo il suo statuto il Partito dei comunisti della Repubblica di Moldova è un “legittimo successore ed erede del Partito comunista della Moldavia sovietica”. Nonostante adotti ufficialmente una dottrina comunista leninista, il PCRM può essere considerato dal punto di vista sociale un partito conservatore. Il partito è fortemente contrario a qualsiasi unificazione di Romania e Moldova e tende ad avere una posizione equidistante tra Russia ed Unione Europea.
PARTITO DI AZIONE E SOLIDARIETA’ (PAS)
Il Partito di Azione e Solidarietà è un partito liberale europeista di centrodestra, fondato nel 2016 dall’ex ministro dell’Istruzione e attuale presidente Maia Sandu e da altri ex esponenti del Partito Liberaldemocratico Moldavo (PLDM) , dopo che questo era stato travolto da un grande scandalo bancario.
Maia Sandu si candidò alle elezioni presidenziali del 2016 ma fu stata sconfitta al ballottaggio dal leader del PSRM Igor Dodon.
Alle elezioni parlamentari del 2019 , il PAS ha partecipato come membro dell’alleanza elettorale di centrodestra europeista ACUM (“adesso”), che ha raccolto il 26,8% dei voti e 26 seggi, 15 dei quali sono andati al PAS. Dopo le elezioni il Partito ha formato un governo di coalizione, guidato da Maia Sandu, con il Partito socialista della Repubblica di Moldova (PSRM) filorusso con l’obiettivo di liberare le istituzioni statali del controllo oligarchico. A causa delle significative differenze ideologiche tra i partiti al governo, il governo è durato solo 5 mesi ed è stato estromesso il 12 novembre dopo che il PSRM e il Partito Democratico della Moldova hanno votato a favore di una mozione di sfiducia, formando a loro volta una nuova coalizione di governo e mandando il PAS all’opposizione.
Le elezioni presidenziali del 2020 hanno visto andare al ballottaggio ancora una volta Maia Sandu e Igor Dodon, che si presentava per un secondo mandato, ma a sorpresa stavolta ha vinto la Sandu, la quale ha ceduto il posto di leader di partito a Igor Grosu.
Il PAS è a favore di un’economia basata sull’iniziativa privata ed vuole ridurre significativamente l’apparato burocratico statale. Il partito è a favore dell’integrazione della Moldova nell’Unione Europea , stabilendo un partenariato strategico con gli Stati Uniti e mantenendo un rapporto normale e non conflittuale con la Russia. Il partito sostiene il rafforzamento delle relazioni della Moldova con la Romania, ma non appoggia esplicitamente l’ unificazione dei due paesi.
PARTITO ” PIATTAFORMA DIGNITA’ E VERITA’ ” (PPDA)
Il Partito “Piattaforma Dignità e Verità” (in rumeno : Partidul Politic „Platforma Demnitate și Adevăr” , PPDA) è un partito liberale di centrodestra europeista, membro osservatore del PPE, fondato nel 2015 a seguito delle dimostrazioni anti-governative seguite al grande scandalo bancario. Il partito nacque come alternativa ai partiti politici tradizionali, accusati di essere in mano alle oligarchie del paese.
Alle elezioni parlamentari del 2019 , il PPDA ha partecipato come membro dell’alleanza elettorale di centrodestra europeista ACUM (“adesso”), che ha raccolto il 26,8% dei voti e 26 seggi, 11 dei quali sono andati al PPDA.
Partito Democratico della Moldavia (PDM)
Il Partito Democratico della Moldavia (in rumeno: Partidul Democrat din Moldova, PDM), fondato nel 1997, è un partito socialdemocratico, membro del Partito Socialista Europeo e dell’Internazionale socialista.
Nelle elezioni del 1998 il PDM si presentò all’interno della coalizione dei partiti europeisti, con la quale partecipò al governo del paese fino alle elezioni del 2001, quando non riuscì a superare la soglia di sbarramento per entrare in parlamento.
Il PDM tornò in parlamento nel 2005, all’interno di una coalizione di centrosinistra, conquistando 8 seggi, poi saliti ad 11 nel 2007 permettendo al PDM diventando la terza forza politica del paese dopo il Partito Comunista e il Partito Liberaldemocratico. Il PDM non ottenne nessun seggio nelle elezioni di aprile 2009, ma rientro’ in parlamento con 13 seggi dopo le elezioni del Luglio 2009, il che gli permise di entrare a far parte del governo di coalizione filoeuropeista con i partiti liberali di centrodestra PLDM e PLM. Alle elezioni anticipate del 2010 il PDM ottenne 13 seggi, rimanendo al governo. Nelle elezioni del 2014 il PDM ottenne il 15,8% dei voti e 19 seggi, tornando nuovamente al governo con il PLDM.
Nel 2016 divenne segretario del partito il controverso uomo d’affari Vlad Plahotniuc, l’uomo più ricco e potente del paese, fondatore di aziende filantropiche, fortemente europeista e antirusso, indagato dalla magistratura russa per una serie di reati che vanno dal riciclaggio, alla frode, allo sfruttamento della prostituzione all’omicidio, senza che però fosse mai stato formalmente incriminato dalle autorità moldave. Nello stesso anno un esponente del PDM, Pavel Filip, divenne primo ministro della Moldavia, grazie all’appoggio di un gruppo di deputati fuoriusciti dal Partito Comunista.
Alle elezioni parlamentari del 2019, il PDM ottenne il 23,6% dei voti, guadagnando 30 seggi e diventando il secondo partito del paese dopo il PSRM. Dopo le elezioni il partito è andato all’opposizione del nuovo governo di Maia Sandu, formato dal Partito Socialista e dai partiti di centrodestra europeisti PAS e DA. Tuttavia, nel novembre 2019, il PDM si è accordato con il PSRM per sfiduciare il governo Sandu e formare un governo di coalizione PDM-PSRM. Dopo l’accordo con il PSRM un gruppo di 15 deputati europeisti del PDM ha abbandonato il partito. Vladimir Plahotniuc ha lasciato la guida del partito a Pavel Filip, ma questo non è bastato a risollevare le fortune del partito, che si è fortemente indebolito, perdendo gran parte del proprio consenso elettorale.
L’ideologia del PDM è basata sui principi economici socialdemocratici ed è uno dei partiti più socialmente liberali del paese, laico antirazzista ed ecologista.
PARTITO “SOR”
Il Partito Șor (in rumeno : Partidul „ȘOR” ) è un partito nazionalconservatore euroscettico, fondato nel 1998, membro dell’Alleanza dei Conservatori e Riformisti Europei, rappresentante degli interessi della popolazione moldava di lingua russa. Dalla sua fondazione fino all’ottobre 2016 è stato chiamato Movimento Socio-Politico “Uguaglianza”. Il nome de partito è anche quello del suo attuale leader Ina Sor. Alle elezioni legislative del 2019 , il partito ha ottenuto l’8,3% dei voti ed ha eletto 7 parlamentari, entrando in parlamento per la prima volta nella sua storia.
Il partito ha stretti legami con gli ambienti politici e finanziari russi. Alcuni suoi esponenti vorrebbero che la Moldavia fosse annessa alla Federazione russa, sull’esempio della Crimea. Il programma del partito è economicamente statalista e prevede l’assistenza sanitaria universale gratuita, l’ampiamento dello stato sociale, la creazione di cooperative agricole, maggior intervento statale nei settori strategici delle infrastrutture e dell’energia. Il partito è anche favorevole alla reintroduzione della pena di morte
BLOCCO ELETTORALE “RENATO USATII”
Il Blocco Bloc “Renato Usatîi” (in rumeno: Blocul elettorale “Renato Usatîi” – BERU) è un’alleanza politica di destra populista conservatrice euroscettica e filorussa, formata da due parti entrambi fondati dall’imprenditore Renato Usatîi , Il Partito Nostro (PN) e il Partito “Patria” (PP), al fine di partecipare congiuntamente a queste elezioni.
Partito Nostro (PN)
Il Partito Nostro (in Partidul Nostru, PN), precedentemente conosciuto come Partito Popolare Repubblicano ( Partidul Popolare Repubblicano , PPR) è un partito politico conservatore, euroscettico e filorusso senza rappresentanza parlamentare.
Il partito fu fondato nel 1999 come Partito Democratico Cristiano dei contadini della Moldavia. Nel 2005 cambiato il proprio nome in Partito Popolare Repubblicano, per poi passare a quello presente nel 2014. Il partito ha goduto di una notevole popolarità negli anni seguiti allo scandalo bancario del 2014, ma non è mai riuscito ad entrare in parlamento. Alle ultime elezioni ha ottenuto il 3,0% dei voti.
ALTRI PARTITI
Pro Moldavia: partito liberalconservatore europeista nato da una scissione del PDM Partito di Unità Nazionale (PUN): cristiano-conservatori europeisti unionisti rumeni Alleanza per l’Unione dei Rumeni (AUR): estrema destra nazionalista unionista rumena Partito della Democrazia in Patria (PPDA): destra populista unionista rumana Partito Verde Ecologista (PVE): partito ecologista che promuove lo sviluppo sostenibile, la coesione inter-etnica, la democrazia, la salvaguardia dell’ambiente e il rispetto dei diritti umani. Il PVE fa parte della rete dei partiti verdi europei. Partito della Legge e della Giustizia (PLD): democristiani Nuova Opzione Storica (NOI): socialdemocratici europeisti Partito Costruzione della Casa Europea (PACE): liberali europeisti Partito dello Sviluppo e della Consolidazione della Moldavia (PDCM): europeisti Partito delle Regioni della Moldavia (PRM): regionalisti russofoni Partito di Azione Comune – Congresso Civico (PAC-CC): sinistra socialista Partito Popolare dei Lavoratori (POM): socialdemocratici
Concludiamo nella prossima ed ultima pagina con i sondaggi elettorali.
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