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Il Giramondo – Elezioni parlamentari in Kirghizistan

LA STORIA POLITICA

Fino al 1991 il Kirghizistan faceva parte dell’Unione Sovietica, con il nome di Repubblica Socialista Sovietica Kirghisa.  Nel 1990, con l’avvicinarsi del crollo dell’URSS, i gruppi di opposizione indipendentisti iniziarono ad organizzarsi politicamente, creando il Movimento Democratico del Kirghizistan, formato da diversi partiti politici anticomunisti, movimenti e organizzazioni non governative. Nello stesso periodo scoppiarono i primi conflitti etnici tra la maggioranza kirghisa e la minoranza uzbeca del paese, che sfociarono in scontri violenti che portarono il governo a decretare lo stato di emergenza.  Fu approvata una modifica costituzionale che introduceva la presidenza del paese. Primo presidente fu nominato Askar Akayev, legato alla corrente riformista del Partito Comunista locale.  Il 15 dicembre 1990, il Soviet Supremo fece ufficialmente cambiare il nome della repubblica in Repubblica del Kirghizistan. Nel 1991 si svolse un referendum per dichiarare il paese indipendente, pur rimanendo federato all’URSS. Il 31 agosto 1991, dopo il fallito colpo di stato a Mosca contro Mikhail Gorbaciov,  Akayev e l’intero governo presentarono le loro dimissioni al Soviet Supremo che dichiarò ufficialmente l’indipendenza dall’Unione Sovietica. 

Pochi mesi dopo si svolsero nuove elezioni presidenziali, dove Akayev era l’unico candidato. Uno volta rieletto, Akayev firrmò l’ingresso del Kirghizistan  nella nuova Comunità di Stati Indipendenti (CSI). Nel 1993 il paese cambiò nuovamente il nome in Repubblica Kirghiza.

Nel frattempo aumentavanoi contrasti tra il presidente Akayev  e la maggioranza ex-comunista che ancora dominava il parlamento (rinominato nel frattempo Consiglio Supremo). Akayev ne approfittò per far svolgere un referendum che aumentava i poteri del presidente.

Nel 1995 si svolsero le prime elezioni parlamentari e presidenziali multipartitiche del paese. Akayev fu rieletto con il 72.4% dei voti, dopo aver fatto squalificare per un cavillo giuridico i suoi due principali oppositori.  In parlamento la stragrande maggioranza dei nuovi eletti furono indipendenti che appoggiavano Akayev. Il maggior partito politico fu il Partito Socialdemocratico del Kirghizistan, che ottenne 14 seggi su 105. Un nuovo referendum nel 1998 modificò la costituzione in senso più liberale.

Nel 2000 Akayev fu rieletto con il 76% dei voti. Alle elezioni parlamentari dello stesso anno (fortemente criticate dall’OSCE) i candidati indipendenti filogovernativi ottennero la maggioranza assoluta. Primo partito, con il 29,3% dei voti nella parte proporzionale fu il Partito dei Comunisti del Kirghizistan,che divenne  il principale partito di opposizione.

Il 27 febbraio 2005 ci furono nuove elezioni parlamentari, caratterizzate da vaste irregolarità, che videro ancora una volta la vittoria dei candidati filogovernativi.  Nei giorni successivi scoppiarono varie proteste di piazza contro le presunte frodi elettorali che crebbero di intensità fino al 24 Marzo, quando i manifestanti irruppero nel palazzo del governo, costringendo Akayev a lasciare il paese e fuggire in Russia, in quella che fu poi descritta come la Rivoluzione dei Tulipani.

Il parlamento nominò allora Primo Ministro il capo dell’opposizione democratica Kurmanbek Bakiyev, il quale assunse ad interim anche la carica di capo dello stato dopo le dimissioni di Akayev.  Pochi mesi dopo si tennero elezioni presidenziali che videro la netta vittoria di Bakiyev. 

Il nuovo presidente fu duramente osteggiata duramente dai sostenitore del vecchio regime che ancora controllavano gran parte dell’amministrazione dello stato.  Il suo mandato presidenziale fu funestato dall’assassinio di diversi politici di spicco, rivolte carcerarie , una grave crisi economica e dalla corruzione dovuta alle battaglie degli oligarchi del paese per il controllo di delle commesse statali, che portarono a varie manifestazioni di protesta contro di lui. Nel 2007 ci furono nuove elezioni parlamentari,  dove il partito di Bakiyev ottenne 71 seggi su 90.  Nel 2009 Bakiyev fu rieletto presidente con il 77,4% dei voti.

Nell’aprile del 2010 l’arresto di un oppositore politico di Bakiyev scatenò un ondata di proteste contro il presidente e la richiesta delle sue dimissioni. La repressione violenta delle proteste provocò la morte di decine di persone ma questo non fece che aumentare le dimostrazioni di piazza, che costrinsero Bakiyev a fuggire prima nel sud del paese e poi in Bielorussia. Roza Otunbayeva, esponente del Partito Socialdemocratico fu nominata dal parlamento capo del governo e capo dello stato ad interim, prima donna a guidare il paese. Fu varata una nuova costituzione e pochi mesi dopo furono tenute nuove elezioni parlamentari, a seguito delle quali il leader del Partito Socialdemocratico, Almazbek Atambayev fu nominato primo ministro a capo di un governo di coalizione. Nel 2011 Atambayev fu eletto presidente con il 63,2% dei voti, sconfiggendo Adakhan Madumarov del partito Butun Kyrgyzstan (destra nazionalista)  e Kamchybek Tashiev del partito Ata-Zhurt (liberalconservatori).

Atambayev si è presentato più volte come un politico filo-russo, sostenendo positivamente l’adesione del Kirghizistan all’Unione doganale euroasiatica guidata dalla Russia e assicurando il ritiro della base militare americana dal paese nel 2014.  Nel frattempo ha anche stretto ottimi rapporti commerciali con la Turchia di Erdogan, agevolando gli investimenti delle aziende turche nel paese.

Nel 2015 si sono svolte nuove elezioni parlamentari che hanno visto la vittoria relativa del partito socialdemocratico, che ha ottenuto 38 seggi su 120, andando poi a formare una coalizione di sinistra nazionalista, mentre all’opposizione restavano i due principali partiti liberalconservatori.

Poiché la costituzione gli impediva di ricandidarsi per un secondo mandato, nel 2017 Atambayev decise di lasciare il posto all’allora primo ministro Sooronbay Jeenbekov, suo fedele alleato. Quest’ultimo fu eletto con il 54,2% dei voti sconfiggendo un altro ex primo ministro Ömürbek Babanov e Adakhan Madumarov, che si ripresentava per la seconda volta.  Il primo decreto uno volta eletto di Jeenbekov fu quello di  conferire il titolo di “Eroe della Repubblica del Kirghizistan” al suo predecessore. 

Con il passare del tempo i rapporti tra il neopresidente Jeenbekov e l’ex presidente Atambayev si sono fortemente deteriorati, per poi precipitare quando Atambayev è stato eletto alla presidenza del partito socialdemocratico, iniziando a criticare la politica del governo e portando il Partito Socialdemocratico di fatto all’opposizione. Questo ha provocato una scissione nel partito da parte dei parlamentari filogovernativi legati a Jeenbekov. Atambayev è stato poi sucessivamente arrestato e condannato per corruzione. Le divisioni all’interno del partito e le battaglie legali per il controllo del nome, hanno portato al paradossale risultato che il Partito Socialdemocratico non è stato in grado di presentare una propria lista per queste elezioni. Alle battaglie legali sono seguite anche scontri fisici il mese scorso tra i sostenitori delle due fazioni. Per aggirare il problema Atambayev ha fatto creare un nuovo partito, chiamato “Socialdemocratici” e guidato dai suoi figli, che parteciperà a queste elezioni al posto di quello socialdemocratico.

 

Nelle prossime pagine i risultati delle precedenti elezioni parlamentari e presidenziali, i principali partiti politici e gli ultimi sondaggi.

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